passerelle e fiere

Gucci, Versace e Armani cancellano le cruise. Continua la stagione difficile per fiere e sfilate

Da Tokyo a San Francisco, l’epidemia di coronavirus ha portato i marchi ad annullare o posporre (come nel caso di Armani) gli show all’autunno

di Giulia Crivelli

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Milano Fashion Week, Gucci, febbraio 2020 (Ansa)

Da Tokyo a San Francisco, l’epidemia di coronavirus ha portato i marchi ad annullare o posporre (come nel caso di Armani) gli show all’autunno


2' di lettura

Molti appuntamenti di aprile e maggio sono già stati cancellati, altri sono a oggi ancora previsti , solo un piccolo numero non è stato annullato. Ma come in ogni altro settore economico e contesto sociale o politico, si naviga a vista, aspettando notizie e dati, non sempre rassicuranti, dalla comunità scientifica. Virologia, epidemiologia ed infettivologia si stanno rivelando molto meno esatte di quanto si potesse sperare e la moda – flessibile e sempre pronta al cambiamento per definizione – si adegua.

Alla vigilia delle sfilate di Milano, il 18 febbraio, Prada ha cancellato la sfilata prevista a Tokyo per il 21 maggio, che, come accade per molti di questi eventi primaverili, avrebbe visto in passerella la cruise, un tipo di collezione che serve “ da ponte” tra quelle dell’autunno-inverno appena viste a New York, Londra, Milano e Parigi (si veda l’articolo in pagina) e quelle della primavera-estate 2021 che – speriamo – vedremo a partire da settembre, sempre nelle quattro capitali della moda mondiale. Quasi contemporaneamente Chanel ha annullato l’appuntamento fissato a Pechino per maggio della sfilata Métiers d’art. Tornando al Giappone, gli organizzatori hanno cancellato la Tokyo Fashion Week prevista dal 16 al 21 marzo e sulle Olimpiadi estive si allungano ombre poco rassicuranti.

Ieri Armani ha spostato a novembre la cruise di Dubai del 19 aprile, Versace ha cancellato quella negl Usa. Gucci aveva già seguito l’esempio di Prada e Chanel annullando la sfilata di San Francisco del 18 maggio, sempre cruise. Altri tre appuntamenti di maggio si sono al momento salvati dagli effetti del coronavirus (che in Iran qualcuno ha già ribattezzato “piccolo Satana”, lasciando agli Stati Uniti il ruolo di Grande Satana): Max Mara dovrebbe sfilare il 25 maggio a San Pietroburgo e in Italia si dovrebbero tenere due importanti appuntamenti di altrettante storiche maison francesi: Chanel sta lavorando da mesi a un grande evento a Capri per la cruise (previsto per il 7 maggio), Dior sta facendo lo stesso a Lecce. Tra le fiere italiane legate al sistema moda, sono slittate a giugno Cosmoprof e Salone del mobile (che quindi si svolgeranno insieme a Pitti Uomo e alla fashion week maschile di Milano) e il Mido, la più importante fiera al mondo di occhiali, spostata però a luglio.

Congelata prima di nascere Watches & Wonders, la fiera dell’alta orologeria che dal 2020 avrebbe dovuto sostituire il Sihh e che invece dovrà aspettare il 2021. Spostata da aprile a gennaio del prossimo anno anche Baselworld, il più atteso appuntamento annuale con orologeria e gioielleria.

L’orologeria, a ben guardare, è il settore più resiliente: venerdì scorso Bulgari (Lvmh) , che in gennaio aveva organizzato un evento a Dubai con le altre maison di orologi del gruppo, ha annunciato che dal 26 al 29 aprile un hotel di Ginevra ospiterà i Watch Days, dove gli operatori potranno vedere le novità di Bulgari, Girard-Perregaux, Gerald Genta, Ulysse Nardin, Breitling, MB&F, De Bethune, Urwerk e di altre maison indipendenti.

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