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Guerini: a Ucraina anche armi per neutralizzare postazioni

Possibile intensificazione del conflitto per «il presumibile obiettivo di conseguire da parte russa risultati tangibili entro la data simbolica del 9 maggio»

di Nicola Barone

Ucraina, altri bombardamenti russi sulle città

3' di lettura

«Sulla base di quanto indicato dalla legge e in relazione all’evoluzione sul terreno, l’impegno italiano continuerà a supportare l’Ucraina nella sua difesa dall’aggressione russa anche con dispositivi in grado di neutralizzare le postazioni dalle quali la Russia bombarda indiscriminatamente le città e la popolazione civile». Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, alle commissioni riunite Difesa di Senato e Camera.

Per il ministro «è possibile, ed in parte sta già avvenendo, che il conflitto si intensifichi ulteriormente nei prossimi giorni, stante il presumibile obiettivo di conseguire da parte russa risultati tangibili entro la data simbolica del 9 maggio».

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Nessun negoziato senza stop bombe russe

La Russia - aggiunge Guerini - « già oggi, deve prendere atto degli esiti della campagna militare e ripensare la sua postura rispetto alla comunità internazionale per favorire le attività negoziali. Sapendo che non c’è un vero negoziato che possa partire, senza un reale cessate il fuoco, senza che i russi smettano di bombardare». Per Guerini l’offensiva russa «non è chiaramente definibile sia nei risultati di breve termine di carattere operativo che negli obiettivi finali. Quest’ultimi, infatti, potrebbero essere rivisti sulla base delle capacità di resistenza dell’Ucraina ovvero ampliati qualora si assistesse ad un suo cedimento, con potenziale espansione dell’occupazione russa sino ad Odessa, per precludere all’Ucraina l’accesso al Mar Nero».

Tra armi inviate sistemi controcarro e mortai

Il contributo italiano in materiale bellico all’Ucraina , «i cui dettagli tecnici sono stati secretati e sui quali ho informato il Parlamento nel corso di due audizioni al Copasir, riguarda sistemi controcarro, sistemi di difesa aerea a cortissimo raggio, mortai, munizionamento di artiglieria, sistemi di comunicazione, dispositivi di protezione individuale e kit di sopravvivenza». Un impegno, il nostro - sottolinea Guerini - che «in piena coerenza con le risoluzioni parlamentari approvate lo scorso 1 marzo, si sta sviluppando in modo coordinato con gli altri Paesi europei e alleati, con i quali condividiamo le analisi sulle misure adottate e da adottare. Insieme, nel segno della coesione e dell’unità di intenti, ci assumiamo la nostra responsabilità, non voltando le spalle ad un popolo vittima di un’aggressione militare ingiustificabile». Le risoluzioni autorizzano il Governo fino al 31 dicembre di quest’anno alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina. Conseguentemente, ricorda il ministro, «sono stati predisposti due decreti interministeriali, a firma dei ministri della Difesa, degli Esteri e dell’Economia, che hanno definito tipologie e quantità degli apparati e degli strumenti militari per supportare e consolidare lo sforzo difensivo dell’Ucraina».

Presenza missioni Nato in Bulgaria e Ungheria

«Per ciò che concerne la Nato, abbiamo deciso di rafforzare la postura di deterrenza e rassicurazione, con particolare attenzione sui paesi del fianco Est. L’Italia già contribuisce a queste misure in maniera significativa, con una componente terrestre in Lettonia, una componente aerea in Romania e Islanda e una componente navale nel Mediterraneo Orientale», riferisce Guerini. « A questo sforzo si aggiungeranno gli impegni in Bulgaria e Ungheria, che saranno inseriti nella Delibera Missioni di prossima presentazione al Parlamento».

Difesa, munizionamenti Italia a solo scopo difensivo

Durante l’audizione alle commissioni Difesa di Camera e Senato, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, nel presentare l’impegno italiano a sostegno dell’Ucraina, ha indicato le tipologie di materiali inviati. Il passaggio, a titolo esemplificativo, «anche con dispositivi in grado di neutralizzare le postazioni dalle quali la Russia bombarda indiscriminatamente le città e la popolazione civile», precisa la Difesa, si riferisce a «munizionamenti a cortissimo raggio funzionali al solo scopo difensivo e per proteggere città e cittadini».

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