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Guerra e pace: le foto di Capa per non dimenticare il XX secolo

Dall'11 novembre al 19 marzo 2023 il Mudec di Milano celebra il grande reporter di guerra con la mostra “Robert Capa. Nella Storia”

di Grazia Lissi

(Magnum Photo)

2' di lettura

Le sue immagini hanno raccontato i grandi conflitti del XX secolo, il suo coraggio l'ha portato a documentare distruzione e rinascita. A 110 anni dalla sua nascita al Mudec di Milano la mostra “Robert Capa. Nella Storia”, a cura di Sara Rizzo, in collaborazione con Magnum Photos, fino al 19 marzo 2023. 80 foto, di cui alcune mai esposte prima in Italia, ripercorrono la vita del più importante “reporter di guerra” della storia della fotografia; una mostra non ovvia come dimostrano le foto scelte per la sezione “Oltre Cortina di ferro” in cui gli scatti realizzati in Ucraina nel 1947 svelano “un vissuto” tragicamente attuale. Nella stessa area immagini di Mosca, Stalingrado, in cui un gruppo statuario di bambini che giocano sembra l'unica presenza viva fra le rovine.

Robert Capa: le sue foto in mostra al MUDEC

Robert Capa: le sue foto in mostra al MUDEC

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Gli inizi

Il percorso espositivo comincia con gli esordi del reporter a Berlino e a Parigi (1932-1937). A Berlino lavora come assistente nella camera oscura dell'agenzia Dephot, quando viene a sapere che Lev Trockij, espulso tre anni prima dall'Unione Sovietica e confinato da Stalin su un'isola turca, comparirà a Copenaghen per parlare agli studenti; Capa parte con una piccola Leica, sarà l'unico fotografo a documentare il comizio. Sono esposti i provini a contatto del reportage.

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Fra le foto più famose di Capa ci sono quelle della Guerra Civile Spagnola (1936-1939), miliziani repubblicani e lealisti, famiglie evacuate dalle città per l'arrivo delle truppe franchiste e campi di concentramento per esiliati repubblicani. In mostra “Morte di un miliziano lealista” è la foto simbolo di quel conflitto, il giovane colpito a morte cade con il fucile che gli sfugge di mano.

I grandi reportage

Nel 1938 scoppia la seconda guerra sino-giapponese, Robert Capa ritrae per la rivista “Life” i leader del Fronte Unito, i soldati nazionalisti, fra divise militari e spettacoli patriottici; il fotografo documenta con tenerezza i bambini che giocano o partecipano a sfilate. La seconda guerra mondiale vede Capa al fianco degli alleati, partecipa ormai cittadino americano, allo sbarco in Normandia, ma prima ancora è stato in Sicilia per documentare l'arrivo degli americani. Durante il conflitto è andato in Inghilterra, trascorre parecchi mesi in Francia, sarà, infatti, a Parigi all'arrivo del generale De Gaulle, dove si mescola nella folla alla liberazione della città. A chiusura della mostra le fotografie che testimoniano la nascita dello Stato d'Israele (1948-1950): immigrati europei assiepati contro il parapetto di una nave in attesa di arrivare in porto. Donne, bambini, anziani uniti dallo stesso sguardo, quello della libertà.

La sua vita

Per capire le sue immagini bisogna conoscere la sua vita. Nato a Budapest nel 1913, il suo vero nome è Endre Ernò Friedmann, diventerà Robert Capa a Parigi, con questo pseudonimo entra nella leggenda. A Parigi incontra la fotografa Gerda Taro, un'esule tedesca con i suoi stessi ideali, diventa la sua compagna; insieme partono per seguire la guerra civile spagnola, lei morirà a Madrid. Capa continua a raccontare la guerra con umanità e dolore, morirà nel 1954 a Thai Binh. Nell'era in cui il reportage di guerra è diventato, purtroppo, quotidiano le foto di Capa sono potenti e immortali, un inno alla pace che vorremmo ancora ascoltare.

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