Industria

Guerra Russia-Ucraina: cosa succederà al mondo dell'auto?

L'invasione russa in Ucrania avrà effetti anche sul settore automotive. Tra le aziende più colpite il Gruppo Renault

di Simonluca Pini

2' di lettura

L'invasione russa in Ucrania avrà presto gravi conseguenze anche sul mondo dell'auto, in particolar modo per l'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Se sono diversi i marchi a produrre dentro i confini sovietici, come Volkswagen e Mercedes, il gruppo guidato da Luca de Meo dovrà affrontare una situazione decisamente complessa. I dati di vendita del 2021 in Russia – secondo mercato dopo la Franci - sottolineano il 38% di quota di mercato di cui il 22.4% di AutoVaz con 350 mila vetture immatricolate lo scorso anno. Oltre al controllo di AutoVaz, brand russo nato a metà degli anni '60, il gruppo francese possiede anche due stabilimenti tra Mosca e Togliatti come viene prodotta anche la Lada Niva.

L'automotive in Russia

In attesa di scoprire le mosse dell'Unione Europea e degli Stati Uniti, in materia di sanzioni e limitazioni alle frontiere, Renault sta lavorando per assicurare la fornitura di tutti i componenti alle linee produttive. Problemi analoghi anche per Mercedes, soprattutto dopo l'apertura nel 2019 dell'impianto da mille dipendenti (inaugurato alla presenza del presidente Putin) dove nascono la Classe E e il GLE. Spontadosi a Kaluga si trova l'impianto Volkswagen da 150 mila vetture, a partire dalla compatta Polo fino al maxi suv Q8. Sempre a Kaluga si trova l'impianto Stellantis, dove vengono prodotti i Fiat, Peugeot, Opel e Citroen in joint venture con Mitsubishi van. Tavares ha già annullato la produzione e dichiarato che verrà riallocata la produzione. La cittadina di Kaluga ospita anche gli impianti di Continental e Magna. Scorrendo l'elenco dei costruttori troviamo Ford, con l'impianto dove vengono assemblati i veicoli commerciali in collaborazione con Soller. Produzione di van anche Stellantis.

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