Effetto sanzioni

Guerra in Ucraina, forti perdite in vista per l’export di vino in Russia

L'Italia è il primo fornitore di vino della Russia con una quota di mercato del 30% del valore di 375 milioni di dollari

di Giorgio dell'Orefice

(slavun - stock.adobe.com)

2' di lettura

La guerra Russia-Ucraina avrà effetti pesanti sul settore del vino made in Italy. L'Italia è infatti il primo fornitore di vino della Russia (con una quota di mercato del 30% davanti a Francia e Spagna) con un giro d'affari che lo scorso anno è stato di 375 milioni di dollari e che aveva registrato un progresso sull'anno precedente dell'11% circa.

Sul settore impatteranno di certo le controsanzioni di Mosca ma anche le difficoltà legate al previsto crollo del rublo oltre alla fiammata dei costi energetici. Uno scenario complesso ma del quale le prime avvisaglie sono già visibili come denunciato dall'Unione italiana vini con lunghe code di camion alla frontiera tra la Lettonia e la Russia e importanti quantitativi di merci non ritirate in dogana.

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A tutto ciò – spiegano all'Uiv – si stanno aggiungendo problemi di carattere finanziario: per effetto delle sanzioni alle banche russe si prevede infatti la sospensione dei pagamenti da Mosca, in uno scenario di stato di guerra che farà perdere le tutele assicurative sui pagamenti delle merci.

«Ci troviamo costretti a dover rinunciare a una piazza strategica per l’Italia – ha spiegato il segretario dell’Unione italiana vini, Paolo Castelletti – che è il primo Paese fornitore di vino in Russia, proprio in una fase di forte risalita degli ordini. In attesa fare luce sulle ipotesi di fermo delle esportazioni, consigliamo alle imprese italiane di vino di effettuare consegne verso la Russia solo dopo aver conseguito adeguate garanzie sui pagamenti».

Secondo l'analisi dell'Osservatorio Uiv-Vinitaly su base dogane, solo lo scorso anno si sono registrati ordini dalla Russia per un valore di 375 milioni di dollari, in crescita dell'11% sull'anno precedente, a fronte di 1,155 miliardi di dollari di importazioni complessive di vino dall’estero. L'Italia nel 2021 ha registrato tra l'altro un boom della domanda di spumanti (con vendite cresciute del 25%) e un incremento del 2% per i fermi imbottigliati.

Tra le denominazioni più richieste da Mosca, il Prosecco, il Lambrusco e l'Asti spumante, oltre ai vini Dop toscani, siciliani, piemontesi e veneti. Anche l'Ucraina, dove l'Italia è leader di mercato, nei primi 9 mesi 2021 aveva registrato un import di vino italiano a +20% per i vini fermi e frizzanti in bottiglia, e +78% per gli spumanti.


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