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Guerra in Ucraina ultime notizie. Inviato Usa a Osce: Cremlino prepara annessione Kherson

Si intensifica il conflitto nell’Est e nel Sud del Paese. Rappresentante permanente degli Stati Uniti all’Osce, Michael Carpenter, ha dichiarato che Mosca si prepara ad annettere la regione del Kherson. La Repubblica Popolare del Donetsk ha condannato a morte i “mercenari” britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner e il marocchino Saaudun Brahim, che combattevano per l’esercito ucraino. L’Ue accelera sullo status di candidato all’Ucraina, mentre il Canada congela beni russi per 91 milioni di euro. Dal fronte l’esercito di Kiev lancia l’allarme: «Stiamo finendo le munizioni». Possibile visita Macron a Kiev il 15 giugno. Biden incolpa Putin per inflazione record, «sfida reale per le famiglie»

Ucraina, bombardamenti a Severodonetsk: colonne di fumo si innalzano sulla citta'
  • Estonia convoca ambasciatore russo dopo parole Putin su Pietro il Grande

    Il governo estone ha convocato l’ambasciatore russo per protestare contro l’elogio «completamente inaccettabile» di Vladimir Putin nei confronti di Pietro il Grande. Lo riferisce la Bbc. Ieri il presidente russo, visitando una mostra per il 350esimo anniversario della nascita del primo imperatore, aveva giustificato l’invasione dell’Ucraina affermando di volere riconquistare i «territori originari» della Russia. E nel suo intervento Putin aveva citato specificatamente Narva, che fa parte dell’Estonia. In una nota il ministero degli esteri estone ha fatto sapere di aver convocato l’ambasciatore russo Vladimir Lipaev, dichiarando: «In un momento in cui la Russia sta cercando di distruggere lo stato e il popolo ucraino», le dichiarazioni di Putin sono «completamente inaccettabili». L’Estonia ha fatto parte dell’Impero russo per più di due secoli, riconquistando l’indipendenza solo nel 1918, prima di perderla nell’Unione Sovietica fino al 1991.

  • Sindaco Melitopol, russi allontanati da Zaporizhzhia

    I russi sono stati allontanati di 5-7 chilometri da Zaporizhzhia, dove si trova la centrale nucleare più grande d’Europa. Lo ha detto il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, spiegando che le forze armate ucraine hanno liberato dagli occupanti più di 30 insediamenti nella direzione di Kherson.

  • Obama: guerra lungi dal finire, sostegno a Ucraina resti forte

    «Ci sono segnali di speranza nel mezzo della disperazione» della situazione in Ucraina «ma non dobbiamo sbagliarci: questa guerra è lungi dal finire. I costi continueranno ad aumentare. Il nostro sostegno all’Ucraina deve restare forte fino a quando il conflitto non sarà arrivato a una risoluzione». Lo afferma l’ex presidente americano Barack Obama intervenendo al Copenaghen Democracy Summit.

  • Morto corrispondente militare Chubashev

    È morto in guerra il giornalista militare ucraino Oleksiy Chubashev. Ad annunciarlo questa sera è stato l’amico e collega Anatoliy Stefan, colonnello delle forze armate ucraine. «Sei sempre stato positivo e sorridente. È così che ti conoscevano... Ne abbiamo parlato di recente ed è così difficile scrivere di te al passato», scrive Stefan, facendo le condoglianze ai parenti.. Oleksiy Chubashev - ricorda su Telegram l’associazione ucraina dei giornalisti - è stato autore di «Recruit», il primo reality show militare in Ucraina. E’ entrato nelle forze armate il 24 febbraio 2022. Lascia la moglie e due figli piccoli.

  • Vucic gela Scholz, sanzioni non sono efficaci

    Il presidente serbo Aleksandar Vuvic ha affermato di non ritenere che le sanzioni siano «efficaci» e che il suo Paese si trova in una posizione complicata, date le relazioni speciali di lunga data tra Serbia e Russia. Lo riporta il Guardian. Vucic ha incontrato a Belgrado il cancelliere tedesco Olaf Scholz che ha chiesto alla Serbia di sostenere le misure adottate dall’Ue contro Mosca a seguito dell’aggressione all’Ucraina. Per Scholz tutti gli stati che aspirano ad aderire all’Ue dovrebbero farlo. Ma Vucic si è mostrato scettico. «Per quanto riguarda le sanzioni abbiamo una posizione diversa. Ricordiamo le sanzioni contro la Serbia e non pensiamo che siano efficaci», ha detto Vuvic.

  • Ambasciatore Kiev a Berlino, per Germania +60% import da Russia

    «È pazzesco. Nonostante la guerra di aggressione, la Germania ha aumentato del 60% le sue importazioni dalla Russia tra gennaio e aprile 2022 e ha trasferito quasi 6 miliardi di euro in più a Mosca». Lo dichiara su Twitter l’ambasciatore ucraino a Berlino, Andrij Melnyk, aggiungendo che «il commercio tra Ucraina e Germania è sceso dell’11%».

  • Biden incolpa Putin per inflazione record, «sfida reale per le famiglie»

    «L’inflazione è una sfida reale per le famiglie reali» e «sta facendo soffrire molte persone» per cui «va fatta calare molto più rapidamente». Lo ha affermato il presidente americano Joe Biden parlando dal porto di Los Angeles, ammettendo che «a maggio l’inflazione è aumentata più del previsto» ed è al tasso più alto dal 1981. Biden è quindi tornato ad accusare il presidente russo Vladimir Putin e la guerra scatenata contro l’Ucraina come causa per l’inflazione. «Anche se continuiamo il nostro lavoro per difendere la libertà in Ucraina, dobbiamo fare di più, e rapidamente, per abbassare i prezzi qui negli Stati Uniti», ha aggiunto. «L’aumento dei prezzi di Putin ha colpito duramente a maggio qui e in tutto il mondo», ha detto Biden facendo un collegamento tra «i prezzi elevati del petrolio alla pompa di benzina, i prezzi dell’energia e dei generi alimentari» con «la minaccia delle truppe russe all’Ucraina».

  • Governatore Mykolaiv: «Effettuato scambio prigionieri, 4 loro per 5 nostri civili»

    «Abbiamo effettuato oggi uno scambio di prigionieri, quattro russi per cinque nostri civili, tra i quali anche il sindaco del villaggio Schevchenkivske, rapito il 10 marzo scorso». Lo ha annunciato Vitali Kim, governatore della regione di Mykolaiv.

  • Kuleba sente Truss, «lavoriamo a rilascio britannici, processo vergognoso»

    «Lavoreremo insieme per garantire il rilascio» dei cittadini britannici Aslin e Pinner catturati a Mariupol e condannati a morte ieri dalla ’Corte suprema’ dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba su Twitter riferendo di un suo colloquio telefonico con l’omologa britannica Liz Truss. «Truss e io abbiamo condannato con forza il processo vergognoso contro i prigionieri di guerra nella Donetsk occupata dai russi. Come combattenti, sono protetti dalla legge umanitaria internazionale e devo essere trattati in base a questo», ha detto Kuleba. Inoltre «abbiamo coordinato le azioni per aumentare la pressione sulla Russia. Attendo con impazienza il prossimo round di sanzioni britanniche. Entrambi abbiamo convenuto che nessuno al mondo ha il diritto di stancarsi di questa guerra fino a quando l’Ucraina non prevarrà».

  • Zelensky, «guerra mostruosa, Russia vuole negare nostra esistenza»

    «La missione russa è di cancellare la nostra storia, il nostro stato, la nostra identità e di negare la nostra esistenza». Così, in un collegamento video con alcune università britanniche, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a denunciare gli obiettivi di Mosca, che conduce «una guerra mostruosa». Mentre «parla di obiettivi pacifici, uccide donne e bambini», ha accusato Zelensky, secondo cui la Russia vuole dire «al mondo che noi siamo mai esistiti, che siamo un popolo creato artificialmente come alcune specie di animali o di piante».

  • Eliseo, vogliamo vittoria Kiev nel conflitto

    La Francia vuole che l’Ucraina esca «vittoriosa« dal conflitto con la Russia. Lo ha affermato l’Eliseo, citato da FranceInfo, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo alla dichiarazione del presidente francese Emmanuel Macron che aveva esortato a «non umiliare la Russia». «Come il presidente ha avuto l’opportunità di dire, auguriamo all’Ucraina la vittoria», ha spiegato l’Eliseo.

  • Johansson: 4 milioni rifugiati nell’Ue, 2,5 milioni tornati nel Paese

    «Sono 6,5 milioni le persone rifugiate che sono arrivate dall’Ucraina nell’Unione europea, ne abbiamo visti 2,5 milioni tornare in Ucraina, abbiamo circa 4 milioni di rifugiati.
    Non ne abbiamo mai visti così tanti dalla Seconda guerra mondiale, 3,2 milioni di loro hanno chiesto protezione temporanea, in meno di due mesi abbiamo allestito una piattaforma di registrazione e applicato un piano. Questo mostra ciò che possiamo fare quando lavoriamo assieme, quando Stati membri, Commissione, agenzie lavorano insieme si può ottenere molto». Lo ha dichiarato la commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson, in conferenza stampa dopo il Consiglio Affari interni dell’Ue.

  • Scholz, la Serbia aderisca alle sanzioni

    Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha chiesto in modo molto deciso alla Serbia di aderire al regime di sanzioni imposte alla Federazione russa per il suo intervento armato in Ucraina, e di sostenere le misure restrittive dell’Unione europea. Lo ha detto il presidente Aleksandar Vucic, parlando nella conferenza stampa congiunta al termine del colloquio con Scholz oggi a Belgrado. «Io ho illustrato la nostra posizione al riguardo, sottolineando la situazione specifica relativa al Kosovo, sull’energia e sui nostri tradizionali rapporti con la Federazione russa», ha aggiunto Vucic.

  • Inviato Usa a Osce, Cremlino prepara annessione Kherson, aspetta momento giusto

    Il Cremlino «sta preparando il terreno per l’annessione» della regione di Kherson alla Federazione russa, «aspettando il momento opportuno per farlo», ha affermato il Rappresentante permanente degli Stati Uniti all’Osce, Michael Carpenter in una conferenza stampa online. L’annessione della regione «cruciale che consente il collegamento fra Crimea e Donbass» potrà avvenire con un referendum o con la richiesta a Mosca, da parte di elementi filo russi, dell’annessione. Kherson è “il laboratorio” del tentativo di assorbire l’Ucraina in Russia, ha sottolineato, citando modalità «già viste in passato altrove», precisando che «gli abitanti di Kherson non sono vogliono in alcun modo essere associati al brutale regime di occupazione che la Russia sta cercando di imporre». Nella regione di Kherson 600 persone «sono detenute in cantine speciali che di fatto funzionano come camere di tortura e che si trovano, per esempio, nell’edificio dell’amministrazione della regione o nella scuola numero 17». Vi sono detenuti, giornalisti, amministratori eletti, attivisti, persone scese in piazza per protestare contro i russi dopo l’inizio dell’occupazione.

  • Onu, «processo a prigionieri britannici è crimine di guerra»

    L’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso ’’preoccupazione’’ per la condanna a morte emessa da una ’Corte suprema’ dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk nei confronti di ’’tre militari’’, ovvero i britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner e il marocchino Ibrahim Saadun. Lo ha detto in una conferenza stampa a Ginevra la portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani Ravina Shamdasani. “Tali processi ai prigionieri di guerra equivalgono a un crimine di guerra”, ha affermato Shamdasani, aggiungendo che “dal 2015 abbiamo osservato che la cosiddetta magistratura di queste sedicenti repubbliche non ha rispettato le garanzie essenziali di un giusto processo, come le udienze pubbliche, l’indipendenza, l’imparzialità dei tribunali e il diritto a non essere obbligati a testimoniare’’. Il processo a Pinner, Aslin e Saadun era iniziato martedì e si era svolto a porte chiuse.

  • Intelligence Kiev, «Russia può continuare guerra per un anno»

    L’intelligence militare ucraina ritiene che la Russia possa continuare la guerra al ritmo attuale ancora per un anno. “La leadership del Cremlino cercherà probabilmente di congelare il conflitto per un po’, in modo di convincere l’occidente a sollevare le sanzioni, ma poter poi continuare l’aggressione - affermano i servizi militari su Telegram - Le risorse economiche della Russia permetteranno al paese occupante di continuare la guerra a questo ritmo per almeno un anno”.

  • Francia pronta ad “operazione” per sbloccare porto Odessa

    La Francia è “pronta a partecipare ad un’operazione” per “sbloccare il porto di Odessa”, secondo una fonte dell’Eliseo. L’”operazione” evocata dalla fonte diplomatica dell’Eliseo dovrebbe permettere di togliere il blocco al porto di Odessa e di riprendere l’esportazione dei cereali ucraini verso i paesi destinatari. “Siamo a disposizione delle parti - ha dichiarato un consigliere dell’Eliseo - affinché venga organizzata un’operazione che consenta di accedere al porto di Odessa in totale sicurezza, così da far passare navi nonostante le acque siano state minate”.

  • Eliseo, «non umiliare la Russia? Vogliamo vittoria Kiev»

    La Francia auspica che l’Ucraina “vinca” la guerra contro la Russia, ha ribadito oggi una fonte dell’Eliseo, rispondendo ad alcuni giornalisti che chiedevano chiarimenti sull’appello del presidente Emmanuel Macron a “non umiliare la Russia”. “Come il presidente ha avuto occasione di dire - ha precisato la fonte della presidenza - auspichiamo la vittoria dell’Ucraina. Auspichiamo che venga ripristinata l’integrità territoriale del Paese e che questa guerra della Russia all’Ucraina cessi al più presto possibile”.

  • Kiev, non c’è pericolo che i russi attacchino oggi capitale

    Il ministro dell’Interno ucraino Denys Monastyrsky ha affermato che non vi è alcun rischio imminente che la Russia marci su Kiev, ma la capitale non abbasserà la guardia. “Non c’è pericolo di un attacco a Kiev oggi”, ha detto Monastyrsky. “Non c’è alcun assembramento di truppe vicino al confine bielorusso, ma comprendiamo che domani sarà possibile qualunque scenario - ha precisato -. Pertanto, è in corso un serio addestramento” su una linea di difesa intorno alla città.

    Casa danneggiata dalle bombe nei dintorni di Kiev

  • Onu, almeno 4.339 civili morti da inizio conflitto

    Sono almeno 4.339 i civili morti in Ucraina dallo scorso 24 febbraio. Il bilancio diffuso dall’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani registra almeno 1.098 donne e 274 bambini tra le oltre 4.300 vittime, ripetendo di ritenere che i dati siano notevolmente più alti per i ritardi nelle informazioni dalle aree teatro di “intense ostilità” e perché molte segnalazioni di vittime civili sono in attesa di conferma. I civili rimasti feriti, secondo l’aggiornamento dei dati alla mezzanotte del 9 giugno, sono almeno 5.246, compresi almeno 730 donne e 443 bambini.

  • Wallace a Kiev, nuove armi Gb per “cacciare i russi”

    Il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha compiuto oggi una visita a sorpresa a Kiev - dove è già stato dopo l’inizio della guerra il premier Boris Johnson - e ha avuto un faccia a faccia non solo con il collega Oleksii Reznikov, ma anche il presidente Volodymyr Zelensky. Secondo una nota governativa diffusa a Londra, Wallace ha potuto fare il punto in prima linea sull’andamento del conflitto e ha discusso degli aiuti del Regno Unito all’Ucraina: in primo luogo di quelli militari, con un riferimento al possibile invio di “nuove armi”. Ribadito “l’obiettivo comune di consentire all’Ucraina di liberarsi dall’occupazione illegale russa”. In un video diffuso sui social si vede fra l’altro Wallace rivolgersi a Zelensky da pari a pari, ed elogiarlo per “il buon lavoro” fatto finora.

  • Russia: Banca centrale taglia tasso riferimento 1,5 punti percentuali al 9,5%

    La banca centrale russa ha tagliato i tassi di riferimento al 9,5 per cento. Si tratta di una diminuzione di 1,5 punti percentuali rispetto al precedente tasso di riferimento che era all’11 per cento. È la quarta volta da marzo che succede.

  • Zelensky, Ue passi da parole a fatti su status Ucraina

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, esortando a non lasciare il suo paese in una “zona grigia”, dato che i leader dell’Ue dovranno decidere entro la fine di giugno se concedere al Paese lo status di candidato ufficiale all’Ue. “La prima cosa da fare è eliminare finalmente questa ’zona grigia’, che è così allettante per lo Stato russo (...) Nelle prossime settimane, l’Unione Europea potrebbe compiere un passo storico che dimostrerà che le parole sull’appartenenza del popolo ucraino alla famiglia europea non sono vuote”, ha detto il presidente ucraino in videoconferenza a una conferenza internazionale sulla democrazia a Copenaghen. La Commissione europea dovrà esprimere il proprio parere sulla questione nei prossimi giorni, prima che i leader dell’Ue decidano se concedere all’Ucraina lo status di candidato ufficiale durante il vertice del 23-24 giugno. “Perché, se i sondaggi mostrano che il 71% degli europei considera l’Ucraina parte della famiglia europea, ci sono ancora scettici politici che sono riluttanti a permetterci di entrare nell’Unione Europea?”, ha detto il presidente ucraino tra gli applausi. “Perché, se la Russia sta cinicamente violando letteralmente ogni documento essenziale del diritto internazionale, ci sono ancora persone che esitano a bloccare qualsiasi relazione con questo Stato? (...) Il sistema europeo perderà se alle parole non corrisponderanno i fatti”, ha concluso.

  • La Finlandia costruirà recinzioni al confine con la Russia

    La Finlandia ha in programma di costruire recinzioni per rafforzare la difesa del proprio confine con la Russia, a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Lo ha dichiarato il ministero degli Interni finlandese. Il governo finlandese ha proposto emendamenti legislativi che faciliterebbero la costruzione di recinzioni più robuste lungo 1.300 chilometri sul confine orientale. Il timore di Helsinki è che Mosca possa usare i migranti per esercitare una pressione politica. “L’obiettivo è migliorare la capacità operativa della guardia di frontiera nel rispondere alle minacce ibride”, ha dichiarato all’Afp Anne Ihanus, consigliere senior del ministero degli Interni. Al momento i confini della Finlandia, che sta presentando domanda di ammissione alla Nato, sono protetti soprattutto da recinzioni in legno: “Ora vogliamo costruire una recinzione robusta con un vero effetto barriera”, ha spiegato Sanna Palo, direttore della divisione legale delle guardie di frontiera finlandesi, aggiungendo che “con ogni probabilità, la recinzione non coprirà l’intero confine orientale, ma sarà mirata ai punti considerati più importanti”. Il budget per il progetto non è ancora stato stabilito.

  • McDonald’s cambia logo per Russia, domenica aprono nuovi fast food

    Un tempo era McDonald’s, ora chissà. Il gigante dei fast food ha deciso di ritirarsi dalla Russia in seguito all’aggressione militare nei confronti dell’Ucraina e ha venuto i suoi ristoranti nel Paese, con la clausola di poterli riacquistare nei prossimi 15 anni. Ancora top secret il nome della nuova catena di fast food che aprirà domenica, mentre è stato svelato il logo. Un cerchio e due barre arancioni inclinate, che rappresenterebbero un hamburger con patatine anche se per alcuni è un chiaro richiamo alla ’M’ di McDonald’s. C’è anche chi ci ha visto un collegamento con la bandiera del Bangladesh, con cui condivide lo sfondo verde scuro e un cerchio rosso. “Lo sfondo verde del logo simboleggia la qualità dei prodotti e del servizio a cui i nostri ospiti sono abituati”, ha detto all’agenzia di stampa Tass un portavoce del Sistema Pbo, l’azienda che gestisce l’attività che era precedentemente di proprietà di McDonald’s. Secondo il quotidiano Izvestia, il sistema Pbo ha presentato otto potenziali nomi per la nuova catena a Rospatent, l’agenzia governativa russa responsabile della proprietà intellettuale. Tra questi figurano “Tot Samyi”, che si traduce in “lo stesso”, e “Svobodnaya Kassa” che significa “registratore di cassa disponibile”. McDonald’s ha annunciato a marzo che avrebbe sospeso le sue attività in Russia, dove operava da oltre 30 anni. E a maggio ha aggiunto che avrebbe chiuso i suoi ristoranti a causa della ’’crisi umanitaria’’ e degli ’’esiti imprevedibili della guerra’’.

  • Svizzera adotta altre sanzioni contro Mosca, anche embargo petrolio

    Anche la Svizzera, seguendo l’Ue, ha deciso di partecipare all’embargo sul greggio russo. Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale, che ha pure aderito alle sanzioni contro altre centinaia di cittadini russi, tra cui Aleksandra Melnichenko, moglie dell’oligarca Andrey. Esclusa dal sistema interbancario internazionale Swift Sberbank, il più grande istituto di credito russo. Le modifiche alle pertinenti ordinanze entrano in vigore stasera alle 18. Il marito di Aleksandra Melnichenko le aveva intestato il controllo delle sue aziende di carbone (Suek) e fertilizzanti (EuroChem) nel tentativo di sfuggire alle sanzioni. Secondo i media, la coppia risiede a St. Moritz. Le misure contro la Russia e la Bielorussia rispecchiano le nuove sanzioni adottate lo scorso 3 giugno da Bruxelles in considerazione della gravità della situazione in Ucraina dopo l’invasione russa, indica un comunicato del governo.

  • Ministro Difesa Gb a Kiev, incontro con Zelensky

    Il ministro della Difesa britannico Ben Wallace si è recato a Kiev dove ha incontrato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Armi, finanze, sanzioni sono tre cose in cui il Regno Unito ha costantemente dimostrato la sua leadership nel sostenere l’Ucraina”, ha scritto il leader di Kiev su Telegram, “sono grato al ministro della Difesa Ben Wallace e al suo team per questa visita, nonché al Regno Unito, al governo e al primo ministro per la loro assistenza”.

  • Usa a Cina, basta azioni destabilizzanti verso Taiwan

    Gli Usa chiedono alla Cina di astenersi «dall’attuare ulteriori azioni destabilizzanti nei confronti di Taiwan». Lo ha detto il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin nel primo incontro di un’ora circa e avuto a Singapore con la controparte cinese Wei Fenghe, a margine del 19/mo Shangri-La Dialogue, secondo quanto riferito dal Pentagono. Austin, su Twitter, aveva scritto di aver «incontrato il ministro Wei. Abbiamo discusso delle relazioni di Difesa Usa-Cina, nonché di questioni di sicurezza globali e regionali».

  • Johnson, faremo tutto il possibile per rilascio britannici

    Il premier britannico, Boris Johnson, si è detto “sconvolto” per le condanne a morte inflitte ai due britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner da parte dei filorussi del Donetsk e ha ordinato ai ministri di fare “tutto ciò che è in loro potere” per ottenerne il loro rilascio. Lo scrive il Guardian. “Condanniamo la falsa condanna a morte di questi uomini. Non c’è alcuna giustificazione per la violazione della protezione a cui hanno diritto - ha precisato il portavoce di Downing Street -. La nostra priorità è lavorare con il governo ucraino per cercare di assicurarne il rilascio il più rapidamente possibile”.

  • Media, possibile visita Macron a Kiev il 15 giugno

    Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha in programma di recarsi nella capitale ucraina mercoledì prossimo. Lo ha appreso ’Le Parisien’, secondo cui la visita a Kiev seguirebbe un probabile viaggio di Macron in Romania per incontrare il contingente di circa 500 soldati schierato per rinforzare il fianco Est dell'Alleanza dopo l’attacco all’Ucraina da parte della Russia.

  • Papa-Von der Leyen, comune impegno fine guerra Ucraina

    Il Papa ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, la quale si è successivamente incontrata con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati. “Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato, ci si è soffermati sulle buone relazioni bilaterali e sul comune impegno ad adoperarsi per porre fine alla guerra in Ucraina, dedicando particolare attenzione agli aspetti umanitari e alle conseguenze alimentari del protrarsi del conflitto”, riferisce la Santa Sede.

  • Onu, processi condotti da filorussi sono crimine di guerra

    Le Nazioni Unite si dicono preoccupate per le condanne a morte inflitte dai separatisti filo-russi a due soldati britannici ed un soldato marocchino catturati dalle truppe russe mentre combattevano per l’Ucraina. “Dal 2015, abbiamo osservato che la cosiddetta magistratura in queste sedicenti repubbliche non ha rispettato le garanzie essenziali di un processo equo, come le udienze pubbliche, l’indipendenza, l’imparzialità dei tribunali e il diritto a non essere obbligati a testimoniare. Tali processi contro i prigionieri di guerra costituiscono un crimine di guerra”, ha detto la portavoce Onu Ravina Shamdasani.

  • Lavrov, su condanna a morte britannici decidono leggi Dpr

    La decisione sui militari britannici e marocchino, condannati ieri a morte nel Donetsk, è presa “in base alle leggi del Dpr (la sedicente Repubblica Popolare del Donetsk, ndr)” e non si deve interferire “con il sistema giudiziario della Repubblica”. Lo ha detto, come riporta Ria Novosti, il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov che ha esortato “a non speculare sull’argomento della condanna ai mercenari stranieri condannati nel Dpr”.

  • Kiev, la Russia colpisce depositi grano a Mykolaiv

    Il sindaco si Mykolaiv Oleksandr Senkevych denuncia che la città portuale meridionale continua a essere bombardata quotidianamente dall’artiglieria russa che la bombarda da tutte le direzioni e che un porto privato della città, che è uno dei più grandi porti di grano in Ucraina, è stato colpito. Il distretto è stato danneggiato, con quattro siti di stoccaggio bruciati e tutto il grano all’interno perso. Alla Bbc Newsday, il sindaco afferma che le linee di combattimento si sono spostate un po’ avanti e un po’ indietro, ma gli ucraini hanno attrezzature sufficienti solo per difendere la città, non per attaccare.

    La foto mostra un terminal di grano prima che fosse distrutto dalle bombe russe a Mykolaiv

  • Sall, sminare porto Odessa o in Africa sarà carestia

    “Sbloccare” il porto di Odessa per evitare “una gravissima situazione di carestia che potrebbe destabilizzare il continente africano”. Lo ha detto il presidente del Senegal e dell’Unione Africana, Macky Sall, in un’intervista con i media francesi France 24 e Rfi dove ha rivelato alcuni contenuti dell’incontro avuto a Sochi con Vladimir Putin dove gli ha chiesto di fare “di tutto” per aiutare a liberare il porto di Odessa e arrivare a una de-escalation nel conflitto tramite “discussioni con l’Ucraina e le altre parti”.

  • Kiev, esercito russo cerca punti deboli della difesa nell’Est

    L’esercito russo sta cercando punti deboli nelle difese ucraine vicino al fiume Siverskyi Donets, nella parte orientale del Paese, le unità di Mosca non hanno abbandonato i tentativi di lanciare operazioni di assalto nell’area: ha dichiarato alla televisione nazionale il portavoce del ministero della Difesa ucraino Oleksandr Motuzyanyk, riportato dal Guardian. “L’obiettivo strategico della Russia è la completa distruzione dell’Ucraina. Non ci lasceranno vivere in pace. La Federazione Russa vuole distruggere completamente lo Stato ucraino e installare qui un governo che possa controllare”, ha affermato Motuzyanyk.

  • Filorussi Donetsk, stiamo avanzando verso Slovyansk

    Le unità militari dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk si stanno avvicinando a Slovyansk. Lo riporta Ria Novosti citando il quartier generale della Difesa dei filorussi. “C’è un progresso nella direzione di Slovyansk”, hanno scritto rendendo noto di aver già “liberato” 235 insediamenti nella regione di Donetsk.

  • Intelligence Kiev, «stiamo esaurendo le munizioni»

    L’Ucraina sta perdendo la battaglia su diversi fronti e ha quasi esaurito le munizioni. E’ quanto ha ammesso il vice capo dell’intelligence militare ucraina, Vadym Skibitsky, il quale - in un’intervista al Guardian - ha affermato che il Paese ora dipende quasi esclusivamente dalle armi dell’Occidente per contrastare la Russia. “Questa ora è una guerra di artiglieria”, ha detto Skibitsky, precisando che l’Ucraina “sta perdendo in termini di artiglieria” e che “tutto dipende” da ciò che l’Occidente “ci offre”. “L’Ucraina ha un pezzo di artiglieria ogni 10-15 pezzi di artiglieria russa. I nostri partner occidentali ci hanno dato circa il 10% di quello che hanno”, ha proseguito il vice capo dell’intelligence militare, secondo cui “abbiamo quasi esaurito tutti i nostri proiettili (di artiglieria, ndr) e ora utilizziamo proiettili standard Nato calibro 155”.

  • Filorussi, unità militari si stanno avvicinando a Slavyansk

    Unità militari dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (Dpr) si stanno avvicinando alla città dell’Ucraina orientale di Slavyansk: lo dichiara il quartier generale della difesa territoriale della Dpr citato dall’agenzia russa Ria Novosti. Il raggruppamento di truppe delle repubbliche di Donetsk e Lugansk , con il supporto delle forze armate russe ha aggiunto di avere il controllo di 235 insediamenti nella Dpr , tra cui Trypillya, Vladimirovka, Stavki e Lipovoe.

    Le conseguenze di un bombardamento a Slavyansk

  • Macron promette aiuti a Zelensky, anche armi pesanti

    Nel corso della conversazione avuta ieri il presidente francese Emmanuel Macron ha assicurato a Volodymyr Zelensky che la Francia “resterà mobilitata per rispondere ai bisogni di Kiev compreso l’invio di armi pesanti”. Lo riportano i media transalpini.

  • Kiev, 263 bambini morti e 491 feriti da inizio conflitto

    Dall’inizio del conflitto in Ucraina sono morti 263 bambini mentre 491 sono rimasti feriti. Lo riporta la procura generale di Kiev nel suo bollettino quotidiano pubblicato sui media ucraini.

  • Svezia su adesione Nato, «vogliamo fare progressi con Turchia»

    L’obiettivo della Svezia è compiere “progressi” costruttivi con la Turchia, che ha espresso forti perplessità sull’ingresso del Paese scandinavo nella Nato a causa della presenza sul suo territorio di membri di organizzazioni curde ritenute “terroristiche” da Ankara. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri svedese, Ann Linde, durante un discorso in Parlamento. “La nostra domanda ha ricevuto ampio sostegno tra i membri della Nato”, ha affermato Linde, citata dai media locali, riferendosi alla richiesta di adesione all’Alleanza presentata insieme alla Finlandia sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina. “La nostra ambizione è, in uno spirito costruttivo, fare progressi sulle questioni sollevate dalla Turchia”, ha aggiunto.

  • Kiev, due cittadini ucraini condannati per tradimento

    Il tribunale distrettuale di Shevchenkivskyi a Kiev ha condannato due cittadini ucraini a 13 anni di reclusione per tradimento e aver partecipato con le truppe russe all’occupazione della regione di Kherson, riporta l’Ukrainska Pravda. “I pubblici ministeri hanno dimostrato in tribunale che due residenti della Repubblica autonoma di Crimea si sono schierati dalla parte del nemico e nel 2014 e nel 2020 hanno firmato contratti con le forze armate russe. Nell’esercito di occupazione nel febbraio 2022 hanno partecipato alle ostilità sul territorio delle aree di Nikolaev e Kherson”, scrive il tribunale. L’indagine ha dimostrato che dal 25 al 28 febbraio i detenuti hanno combattuto con la difesa aerea delle truppe russe vicino alla diga della centrale idroelettrica di Kakhovka nella città di Nova Kakhovka, nella regione di Kherson. Il primo marzo sono entrati in combattimento vicino a Bashtanka nell’area di Nikolaev e il giorno successivo sono stati fatti prigionieri dalle unità ucraine.

  • Amnesty, condanna a morte britannici viola diritto internazionale

    “Da molti punti di vista, siamo di fronte a una clamorosa violazione del diritto internazionale”. Così Denis Krivosheev, vicedirettore per l’Europa orientale e l’Asia centrale di Amnesty International, definisce la condanna a morte dei due britannici, Sean Pinner e Aideen Aslin, e del marocchino Saadun Brahim nel processo inscenato dalla sedicente Repubblica Popolare del Donetsk. “I tre uomini facevano parte delle forze regolari dell’Ucraina. In quanto prigionieri di guerra, ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, sono protetti da procedimenti giudiziari se hanno solo preso parte alle ostilità. L’unica eccezione è costituita da procedimenti per crimini di guerra ma, anche in questo caso, devono esserci sufficienti prove ammissibili e dev’essere garantito un processo equo”, ha aggiunto Krivosheev. “Qui siamo di fronte a un caso diverso: i tre uomini non sono stati processati da un tribunale indipendente, imparziale e regolarmente costituito; le cosiddette ’accuse’ non costituiscono crimini di guerra; e, cosa ancora più oltraggiosa, eseguire le loro condanne a morte a seguito di procedure gravemente inique rappresenterebbe una privazione arbitraria delle loro vite”, ha sottolineato Krivosheev. “Privare un prigioniero di guerra, o altre persone protette, del diritto a un processo equo e regolare costituisce un crimine di guerra. La Russia, come potenza occupante, ha la responsabilità del trattamento di tutti i prigionieri di guerra e di altre persone private della libertà. La Russia deve dunque assicurare che queste cosiddette ’condanne’ siano immediatamente annullate e che i tre prigionieri siano trattati nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario”, ha concluso Krivosheev.

    In un frame Aiden Aslin, 28 anni, del Nottinghamshire, Shaun Pinner, 48 anni, del Bedfordshire, e Saaudun Brahim, cittadino marocchino

  • Zelensky, Severodonetsk è ancora in piedi

    Severodonetsk, Lysychansk e altre città del Donbass, che gli occupanti considerano ora gli obiettivi primari, sono ancora in piedi”. Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come riporta Bbc, affermando che le truppe ucraine sono state nuovamente attaccate nella principale città del Lugansk

  • Intelligence Gb, russi controllano gran parte di Severodonetsk

    “I combattimenti continuano intorno a Severodonetsk. La Russia riprende il controllo della maggior parte della città, ma le sue forze non sono riuscite a circondare il nord e il sud”. Lo scrive nel suo report giornaliero su twitter l’Intelligence britannica

  • Amministrazione militare regionale, «russi tentano di prendere Luhansk»

    “Nella regione di Luhansk il nemico ha cercato di effettuare operazioni d’assalto in direzione di Nyrkovo e Mykolayivka, ma si è ritirato con perdite. Anche un attacco alla periferia nord-occidentale di Toshkivka è stato respinto”. Lo rende noto l’amministrazione militare-civile di Luhansk, denunciando “la distruzione di 15 case a Orikhovo, 6 a Vrubovka, 8 a Lysychansk. Il villaggio di Synetsky alla periferia di Severodonetsk è stato gravemente danneggiato. Non ci sono civili uccisi o feriti”. Quanto alle altre regioni ucraine, le diverse amministrazioni fanno sapere che “nel Donetsk le truppe russe hanno sparato con armi leggere, carri armati, artiglieria, mortai, aerei, MLRS a Bakhmut, nei villaggi di Kalinovo, Pervomaiskoe, Chrome, Mikilskoe. Tre persone sono morte. 17 strutture sono state danneggiate, tra cui quattro condomini privati ​​e due appartamenti, una fattoria, un centro di cura, un’impresa industriale, binari e locali della stazione ferroviaria di Phenolna. Non c’è gas nella regione, e l’acqua e l’elettricità sono scarse. Si consiglia alle persone rimaste di evacuare. Il treno di evacuazione Pokrovsk - Dnipro è in funzione”. “Nella regione di Dnipro, di notte il nemico ha sparato contro tre comunità al confine con la regione di Kherson. Una persona è rimasta ferita da schegge. Anche al mattino, i russi hanno lanciato un attacco missilistico sulla regione. In precedenza, nessuno era rimasto ferito. La notte a Kharkiv è trascorsa con bombardamenti e continui allarmi. Il distretto di Shevchenkivskyi della città è stato colpito dai lanciarazzi. Secondo i dati preliminari, nessuno è rimasto ferito. Nella regione di Kharkiv, due persone sono state uccise e 15 sono rimaste ferite in un giorno. Nella regione di Nikolaev sono proseguiti gli attacchi alla comunità di Berezneguvatsky. Giorno e notte, i russi hanno sparato sulla comunità di Shirokiv, per lo più al di fuori degli insediamenti. Secondo le prime informazioni, nessuno è rimasto ferito. La comunità di Ingul è stata presa di mira durante la notte. Non ci sono vittime o feriti. Il bombardamento è stato per lo più al di fuori degli insediamenti”.

    Un soldato ucraino


  • A Kharkiv 5 civili uccisi durante attacchi russi

    A Kharkiv, città dell’Ucraina orientale, cinque civili sono stati uccisi e 14 sono rimasti feriti durante i bombardamenti russi: ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Oleh Syniehubov, citato dalla Cnn. “Il nemico ha attaccato la regione di Kharkiv, in particolare gli insediamenti nelle direzioni nord e nord-est”, ha dichiarato, spiegando che gli attacchi hanno colpito edifici residenziali a Zolochiv e che le forze armate ucraine “mantengono le loro posizioni nelle direzioni nord e nord-est”.

  • Governatore Luhansk: «Distrutto palazzo del ghiaccio a Severodonetsk»

    «Uno dei simboli di Severodonetsk è stato distrutto. Il Palazzo del Ghiaccio è andato a fuoco. Pattinaggio artistico, hockey, pallavolo, scuola di sport, concerti, quasi 50 anni di storia dello sport e sviluppo culturale». Lo scrive sui social il governatore ucraino della regione di Luhansk, Sergiy Haidai.

    La città ucraina Severodonetsk durante i bombardamenti russi del 7 giugno (AFP)

  • Intelligence inglese: «Rischio epidemia di colera a Mariupol»

    «I servizi medici a Mariupol sono probabilmente vicini al collasso: da maggio sono stati segnalati casi isolati di colera, una grave epidemia aggraverà ulteriormente la situazione».

    Lo scrive l’intelligence del Ministero della Difesa britannico in un tweet sull’aggiornamento quotidiano della situazione in Ucraina, aggiungendo che a Severodonetsk «la Russia ha di nuovo il controllo della maggior parte della città, ma le sue forze hanno fatto pochi progressi nei tentativi di accerchiare l’area più ampia da Nord e da Sud».

    Secondo il report, la Russia sta lavorando per fornire i servizi pubblici di base alla popolazione nei territori occupati, ma l’accesso all’acqua potabile è stato incostante, mentre continuano le gravi interruzioni dei servizi telefonici e di internet. Secondo l’intelligence di Londra inoltre, è probabile che a Kherson vi sia una carenza critica di medicinali.

  • «Mosca vuole controllo Lugansk il 12 giugno: “Giorno della Russia”»

    Le truppe russe stanno cercando di stabilire il pieno controllo sulla regione di Lugansk entro il 12 giugno, data della celebrazione del Giorno della Russia: afferma il capo dell’Amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai su Facebook. Gaidai ha anche riferito che i combattimenti stanno continuando nella città dell’Ucraina orientale di Severodonetsk e negli insediamenti di Hirske e Popasna: «Severodonetsk regge, ma i russi stanno distruggendo tutto. Il mondo russo è un deserto. Il nemico sta cercando di raggiungere questo obiettivo», ha scritto Gaidai.

  • Kiev, perdiamo circa 200 uomini al giorno, ci servono armi

    Le forze armate ucraine perdono «dai 100 ai 200 uomini al giorno». È la stima fatta in una conversazione con la Bbc da Mikhaylo Podolyak consigliere del presidente Volodymyr Zelensky. Per questo motivo, secondo il rappresentante di Kiev ha bisogno di «centinaia di sistemi di artiglieria occidentali» per livellare le forze in campo nel Donbass.

  • Giappone vieta export di camion e bulldozer verso la Russia

    Il Giappone, come parte di un nuovo pacchetto di sanzioni, vieterà l’esportazione di camion, autocarri con cassone ribaltabile e bulldozer in Russia dal 17 giugno. Lo ha annunciato in una conferenza stampa a Tokyo il ministro dell’Economia, del Commercio e dell’Industria Koichi Hagiuda. Lo riporta la Tass.

  • Putin: «La Russia deve difendersi come ai tempi di Pietro il Grande»

    Una Russia che deve «combattere e difendersi» come ai tempi di Pietro il Grande e che non commetterà l’errore dell’Urss di chiudersi dietro a una «cortina di ferro», ma resterà «aperta».

    Parlando ai giovani imprenditori russi, Vladimir Putin traccia il solco del futuro di Mosca. Nessun passo indietro, anzi, una forte rivendicazione delle scelte fatte, perché nel mondo moderno «gli stati possono essere sovrani o colonie che non hanno la possibilità di sopravvivere. Non esiste uno stato intermedio». Lo sguardo del leader del Cremlino è verso l’Asia, ma anche l’America Latina e l’Africa. «La Russia - ribadisce ancora una volta - non può essere circondata da una recinzione» e le compagnie straniere che hanno cessato le attività sul suo territorio «se ne pentiranno, qui ci sono enormi opportunità».

    Putin: "Noi come Pietro il Grande, riconquistiamo e consolidiamo"
  • Kiev: «Stanno finendo le munizioni, dipendiamo dalle armi occidentali»

    Il vice capo dell’intelligence militare ucraina Vadym Skibitsky ha dichiarato che l’Ucraina sta perdendo contro la Russia in prima linea e che ora dipende quasi esclusivamente dalle armi provenienti dall’Occidente per tenere a bada la Russia: «Questa è ormai una guerra di artiglieria. I fronti sono ora il luogo in cui si deciderà il futuro e stiamo perdendo in termini di artiglieria. Tutto ora dipende da ciò che l’Occidente ci dà», ha detto al Guardian.

    E ancora: «Stiamo utilizzando tra i 5 e i 6.000 proiettili al giorno, abbiamo quasi finito tutti i colpi, e stiamo usando i proiettili 155 standard Nato. L'Europa ci sta consegnando anche proiettili di calibro inferiore, ma la quantità di consegne si sta riducendo».

  • Il Canada congela beni di cittadini russi per 91 milioni di euro

    Il Canada ha congelato beni di proprietà di cittadini russi colpiti dalle sanzioni per l’equivalente di circa 91 milioni di euro ed ha bloccato transazioni con queste persone per un valore di circa 214 milioni di euro dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina al sette giugno: lo ha reso noto la polizia del Paese sul suo sito.

  • Commissione Ue verso ok alla candidatura dell’Ucraina

    L’Ue accelera sul via libera alla concessione dello status di candidato all’Ucraina. Dopo aver esaminato le due parti del questionario consegnato da Kiev a Bruxelles su impegni e requisiti per ottenere lo status, la settimana prossima Bruxelles potrebbe varare l’attesa raccomandazione. Per l’Ucraina sarebbe una prima, concreta vittoria sul percorso di avvicinamento all’Ue. Ma il sì della Commissione, senza una ratifica del Consiglio europeo di fine giugno, rischia di essere inutile.

  • Bombardato impianto chimico a Severodonetsk

    Sul campo di guerra proseguono gli scontri: bombardato l’impianto chimico Azot a Severodonetsk, dove sono rifugiati circa 800 civili.

  • Filorussi del Donetsk condannano a morte due prigionieri britannici e un marocchino

    La corte suprema della sedicente Repubblica Popolare del Donetsk ha condannato a morte i ’mercenari’ britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner e il marocchino Saaudun Brahim, che combattevano per l’esercito ucraino, anche se i tre uomini ora «possono chiedere la grazia». Il processo di primo grado è «uno show condotto in violazione della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra», dicono i familiari degli ex soldati britannici.

    I due cittadini inglesi Aiden Aslin (a destra) e Shaun Pinner (a sinistra), con il marocchino Saaudun Brahim (al centro) seduti dietro le sbarre in un tribunale del Donetsk (AP Photo)

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