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Guerra in Ucraina, ultime notizie. Bloomberg: Commissione verso ok a candidatura Ue Ucraina

All’indomani dell’incontro fallimentare in Turchia per creare un corridoio per il grano, Mosca ricatta l’Occidente: il grano può partire solo se vengono tolte le sanzioni contro la Russia. Per Ankara è una «richiesta legittima». Distrutta una scuola da raid russi a Bakhmut e due ospedali a Severodonetsk e Rubizhne. Ma Kiev rifiuta la resa

Giornalista ucraino a Lavrov: "Cosa ruba Mosca oltre al grano?"
  • Zelensky firma decreto per sanzioni contro Putin

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto che attua le decisioni prese oggi dal Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina sulle sanzioni nei confronti di 35 alti funzionari russi, tra cui il presidente russo Vladimir Putin. Lo scrive Ukrinform, precisando che tra i sanzionati c’è anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, il primo ministro russo Mikhail Mishustin, il ministro della Difesa Sergei Shoigu, il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev ed il ministro degli Esteri Sergey Lavrov. Le sanzioni sono introdotte a tempo indeterminato.

  • Procura Kiev, contro britannici e marocchino condanne farsa

    La «condanna farsa» dei due britannici e di un marocchino che stavano combattendo con l’esercito ucraino è «una violazione e una presa in giro» del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Lo ha affermato la procuratrice generale dell’Ucraina Irina Venediktova alla Bbc. «La Russia ancora una volta prende le distanze dal sistema basato sulle regole e mostra un palese disprezzo per lo stato di diritto», ha aggiunto Venediktova, precisando che l’Ucraina ha avviato un’indagine e prenderà provvedimenti per garantire che le persone coinvolte in «questa azione illegale» siano ritenute responsabili davanti alla giustizia.

  • Zelensky: ho parlato con Macron, coordiniamo percorso verso Ue

    «Ho avuto un’altra conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron. L’ho informato della situazione al fronte. Discusso dell’ulteriore sostegno alla difesa ucraina e del lavoro sulle garanzie di sicurezza. Particolare attenzione è stata prestata al percorso dell’Ucraina verso l’Ue, stiamo coordinando i passaggi». Lo scrive su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fuori dal suo ufficio a Kiev. (UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE / AFP)

  • Governatore Donetsk, uccisi tre civili

    Pavlo Kyrylenko, governatore della regione ucraina di Donetsk, ha denunciato l’uccisione di tre civili avvenuta oggi nella regione. Due di loro sono stati uccisi ad Avdiivka e uno a Novoukrainka, ha scritto il governatore su Telegram.

  • Nato: Zelensky parteciperà al vertice di Madrid

    Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky parteciperà al vertice della Nato in programma a Madrid il 29-30 giugno. Lo ha reso noto il vicesegretario generale dell’Alleanza, Mircea Geoana, a ’Politico’. Lo riporta Unian. “Il presidente Zelensky parteciperà in un modo o nell’altro al nostro vertice”, ha dichiarato.

  • Bloomberg: Commissione verso ok a candidatura Ue Ucraina

    La Commissione europea la settimana prossima potrebbe dare all’Ucraina il via libera allo status di candidato all’ingresso in Ue. È quanto riporta Bloomberg, che cita fonti vicine al dossier secondo le quali al tavolo del collegio dei commissari della settimana prossima approderà la raccomandazione che conterrà il placet dell’esecutivo europeo. Il via libera sarà legato ad alcune condizionalità sullo stato di diritto e sulla legislazione anti-corruzione in Ucraina. Se la Commissione varerà la raccomandazione, il suo parere positivo sulla candidatura ucraina approderà al summit europeo di fine giugno.

    PER APPROFONDIRE / Von der Leyen: “No scorciatoie per ingresso Ucraina in Ue”

  • Mattarella-von der Leyen, approccio a crisi Ucraina come è stato per Covid

    La crisi alimentare, con particolare riferimento ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo; la condivisione della esigenza di un approccio europeo per mettere in campo strumenti ‘nuovi' per affrontare la crisi derivante dalla guerra in Ucraina come già avvenuto per la pandemia con il varo del Next Generation Eu; il tema dell'allargamento dell'Unione europea. Sono i tre punti toccati, secondo quanto viene riferito, nel colloquio di circa un'ora avvenuto al Quirinale tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Il capo dello Stato ha rilevato che l'Italia ritiene che la solidarietà europea si deve applicare anche al tema dell'allargamento, ricordando la posizione già espressa dal nostro Paese sull'Ucraina. Nel colloquio si è fatta menzione anche a Georgia e Moldavia, così come al fatto che non deve esserci ritardo per le procedure relative ai Balcani occidentali.

  • Fonti occidentali stimano ora 20mila morti russi

    Potrebbero essere “fino a 20.000” i militari russi caduti in Ucraina nei circa tre mesi e mezzo trascorsi dall’inizio dell’invasione. Lo affermano fonti occidentali governative citate oggi a Londra dai media britannici, ridimensionando sia l’indicazione di 31.700 morti evocata ieri dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sia - apparentemente - la tendenza indicata alcune settimane fa dalla stessa intelligence britannica, che già a metà aprile accreditava un dato di almeno 15.000 soldati e ufficiali uccisi tra le forze di Mosca. Le fonti citate oggi riconoscono adesso anche le “perdite molto pesanti” subite in questa fase dalle forze di Kiev. Insistendo a tratteggiare un’offensiva russa “travagliata” seriamente da problemi a vari livelli, ma non senza ammettere come Mosca - pur iniziando a essere “a corto di alcune armi di precisione” - disponga ancora di un vasto arsenale di “bombe a caduta libera” (dumb bombs).

  • 42 mila richieste al Cremlino su soldati «dispersi»

    Nel mese di aprile il Cremlino ha ricevuto quasi 42mila richieste di informazioni su soldati che risultano dispersi o catturati in Ucraina da parte di loro amici o familiari. Lo riporta il portale investigativo russo IStories, citato dal Moscow Times, precisando che non ci sono riscontri su quante di queste segnalazioni siano state esaminate o abbiano ricevuto risposta. L’ultimo bilancio ufficiale di Mosca risale al 25 marzo ed era di 1.351 soldati caduti.

  • Di Maio, serve una pace che parta dalle esigenze di Kiev

    «Se non ripartono i negoziati Mosca continuerà a creare instabilità in tutto il mondo. I negoziati sono fondamentali e noi sosteniamo tutti gli sforzi negoziali. Dobbiamo prendere iniziative collegiali come comunità internazionale che vedano a capo l’Onu per portare Putin al tavolo» e raggiungere «una pace non imposta ma che parta dalle esigenze di Kiev». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando a margine della ministeriale Ocse.

  • Pil ucraino crolla del 15,1% nel primo trimestre 2022

    Il Pil dell’Ucraina, nel primo trimestre 2022, è crollato del 15,1% rispetto allo stesso periodo 2021, a causa dell’invasione russa. Lo ha reso noto il servizio di statistica dello Stato. Il 24 febbraio il Paese è stato invaso dall’esercito russo e questo ha duramente colpito l’economia del Paese, con molto imprese che hanno interrotto la produzione e altre che hanno dovuto riconvertirla. Il Fondo monetario internazionale stima che il Pil dell’Ucraina a fine 2022 registrerà un calo del 35% rispetto al 2021 e il ministro delle Finanze del Paese, Serguii Martchenko, a metà maggio aveva detto di aspettarsi un calo tra il 45% e il 50%. L’inflazione intanto nel mese di maggio è scesa del 2,7% rispetto ad aprile ma è aumentata del 18% su anno. A salire sono stati soprattutto i prezzi dei prodotti alimentari: riso +14,3% e frutta +11,5%, con pesce, cereali, legumi e pasta in rialzo tra il 3,2% e il 5,9%. In calo del 21,2% i prezzi delle uova. Per la Banca centrale ucraina l’inflazione a fine 2022 potrebbe registrare un +20%.

  • Putin, Russia combatte come ai tempi di Pietro il Grande

    «La Russia deve combattere e difendersi, ed è così da secoli». Lo ha detto il leader di Mosca, Vladimir Putin, in un incontro con i giovani imprenditori. Lo riporta Interfax. Putin ha ricordato poi la figura di Pietro il Grande. «Ha combattuto la guerra del Nord per 21 anni. Non è vero che voleva separare un territorio dalla Svezia, ma solo riprenderlo». Secondo Putin quando Pietro fondò la nuova capitale del Nord «nessuno» dei Paesi riconobbe quel territorio come russo. «Tutti l’hanno riconosciuta come parte della Svezia ma da tempo immemorabile ci avevano vissuto gli slavi insieme ai popoli ugro-finnici», ha spiegato.

    Il presidente risso Vladimir Putin. (EPA/MIKHAIL METZEL / KREMLIN POOL / SPUTNIK)


  • Scholz, «Putin non ha capito che i suoi piani non funzioneranno»

    Olaf Scholz teme che la guerra in Ucraina si prolunghi ulteriormente: il presidente russo Vladimir Putin infatti non ha ancora capito che i suoi piani non funzioneranno, ha dichiarato il cancelliere tedesco in un’intervista alla stazione radio Antenne Bayern. «Non essendo riuscito a conquistare l’intera Ucraina ed avendo ritirato le sue truppe dai dintorni di Kiev, ora sta bombardando le regioni dell’Ucraina orientale, in particolare il Donbass, apparentemente con l’idea che una volta bombardato tutto laggiù, la zona potrà diventare parte dell’impero russo», ha affermato Scholz. «Ma non funzionerà». Le sanzioni economiche imposte alla Russia dall’Occidente hanno ridotto in modo significativo le opportunità di sviluppo del paese, ha aggiunto il cancelliere. «E non si libererà di loro senza fare quello che chiediamo di fare, vale a dire ritirare le truppe e concordare una pace equa con l’Ucraina», ha concluso Scholz.

    Il cancelliere tedesco Olaf Scholz. (EPA/FILIP SINGER)


  • Gb, profondamente preoccupati per condanna a morte nostri concittadini

    Il governo del Regno Unito si dice «profondamente preoccupato» per le condanne a morte inflitte ai combattenti britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner, catturati mentre combattevano a fianco delle truppe ucraine (leggi sotto, ndr). «Abbiamo detto continuamente che i prigionieri di guerra non dovrebbero essere sfruttati per scopi politici», ha dichiarato il portavoce del premier Boris Johnson in una nota. «Ai sensi della Convenzione di Ginevra, i prigionieri di guerra hanno diritto all’immunità dei combattenti e non dovrebbero essere perseguiti per partecipazione alle ostilità. Continueremo a lavorare con le autorità ucraine per cercare di ottenere il rilascio di qualsiasi cittadino britannico che prestava servizio nelle forze armate ucraine».

  • Attacco nella notte a Zhytomyr «opera di due aerei decollati da territorio bielorusso»

    «L’attacco di stanotte, intorno all’1.15 nella regione di Zhytomyr è avvenuto da territorio bielorusso. I due aerei sono infatti decollati da Mozyr nella regione di Homel, in Bielorussia, dall’aeroporto di Baranovychi». Lo ha comunicato il capo del dipartimento operativo principale del quartier generale delle Forze Armate, Aleksii Gromov.

  • Famiglie combattenti Gb, loro condanna a morte è illegale

    La condanna a morte dei due combattenti britannici Sean Pinner e Aiden Aslin da parte della Corte suprema dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk «viola la convenzione di Ginevra». Lo dicono le famiglie dei due soldati al Guardian. Secondo il quotidiano britannico questa decisione potrebbe essere state presa per fare pressione sul Regno Unito e chiedere uno scambio di prigionieri per i soldati russi condannati per omicidio e altri crimini di guerra durante l’invasione russa.

  • Putin, la Russia non farà la fine dell’Urss

    La Russia “non cadrà nella stessa trappola dell’Urss, la sua economia resterà aperta”. Lo ha detto Vladimir Putin parlando ai giovani imprenditori russi. Aggiungendo che la sfida che oggi ha di fronte il Paese è “tornare e rafforzarsi”.

  • Mosca, colloquio tra capi eserciti Russia-Francia

    Il capo di Stato maggiore delle forze armate russe, Valery Gherasimov, e il capo di Stato maggiore delle forze armate francesi, Thierry Burkhard (RPT: Burkhard), hanno discusso della situazione in Ucraina e nel Sahel nel corso di una conversazione telefonica: lo riportano le agenzie di stampa russe Interfax e Tass citando il ministero della Difesa russo. Secondo il dicastero russo, la conversazione sarebbe avvenuta su iniziativa della parte francese.

  • Mosca, 22 gruppi hacker coinvolti in attacchi contro Russia

    Più di venti gruppi di hacker sono coinvolti in operazioni illegali contro la Russia. Lo ha spiegato Andrey Krutskikh, rappresentante speciale del Cremlino per la cooperazione internazionale nel campo della sicurezza dell’informazione. Lo riporta la Tass. “A partire da maggio 2022, oltre 65.000 hacker di Stati Uniti, Turchia, Georgia e paesi dell’Ue hanno preso regolarmente parte ad attacchi DDoS coordinati alle infrastrutture di informazioni critiche del nostro paese - ha detto -, i più attivi sono l’esercito informatico dell’Ucraina, GhostClan (Usa), GNG (Georgia) e Squad303 (Polonia)”.

  • Mosca, colloquio tra capi eserciti Russia e Francia

    Il capo di Stato maggiore delle forze armate russe, Valery Gherasimov, e il capo di Stato maggiore delle forze armate francesi, Thierry Burcar, hanno discusso della situazione in Ucraina e nel Sahel nel corso di una conversazione telefonica: lo riportano le agenzie di stampa russe Interfax e Tass citando il ministero della Difesa russo. Secondo il dicastero russo, la conversazione sarebbe avvenuta su iniziativa della parte francese.

  • Ambasciatore russo all’Onu, «presto avremo controllo totale Donbass»

    “Presto” la Russia prenderà il controllo totale della regione del Donbass, nell’est dell’Ucraina. Lo ha annunciato l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, in un’intervista alla Bbc. “Presto, se tutto andrà per il verso giusto, libereremo gli oblast di Luhansk e Donetsk”, le due regioni che compongono il Donbass, ha dichiarato l’ambasciatore, ribadendo che lo stop all’ “operazione” militare russa in Ucraina sarà dato solo quando il Paese sarà “demilitarizzato e denazificato”. Nebenzia ha quindi sottolineato che la “liberazione” del Donbass è il “principale obiettivo che stiamo perseguendo al momento”.

  • I filorussi condannano a morte i 2 “mercenari” britannici

    La corte suprema della sedicente Repubblica Popolare del Donetsk ha condannato a morte i “mercenari” britannici Aiden Aslin, 28 anni, del Nottinghamshire, Shaun Pinner, 48 anni, del Bedfordshire, e Saaudun Brahim, cittadino marocchino, che combattevano per l’esercito ucraino. Lo fanno sapere le agenzie russe

  • Cremlino, «per ora no stop forniture gas ad altri Paesi»

    Il governo russo non prevede per ora di bloccare le forniture di gas ad altri Paesi europei. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che, in un riferimento al pagamento delle forniture, ha detto: “Il sistema funziona, il sistema è stato adattato, e quelli che ricevono il gas stanno già lavorando sulla base del nuovo sistema”. Nelle settimane scorse il presidente russo Vladimir Putin aveva ordinato il pagamento in rubli delle forniture: l’escamotage trovato dalle aziende europee, per non violare le sanzioni, è stato quello di aprire un conto in euro presso Gazprombank, per procedere ai pagamenti, con l’istutito russo che poi converte automaticamente gli euro in rubli. Allo schema hanno rifiutato di aderire Polonia, Bulgaria, Finlandia, Olanda e Danimarca, che si sono così viste sospendere le forniture di gas.

  • Johnson, sarebbe ripugnante costringere Kiev alla resa

    Spingere l’Ucraina a un “cattivo compromesso”, a un accordo di pace imposto dalla Russia, sarebbe “ripugnante” e l’Occidente non deve farlo. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson a margine di un intervento pubblico nella contea del Lancashire durante il quale ha presentato un progetto di sostegno all’edilizia nazionale e alla possibilità di acquistare case nel Regno Unito fra le iniziative attraverso cui cerca di riconquistare consenso. Nel discorso il leader Tory ha poi attribuito agli “effetti dell’aggressione di Vladimir Putin” parte della responsabilità dell’impennata dell’inflazione nel Regno e “a livello globale”.

    Il premier britannico Boris Johnson

  • La Polonia ha inviato 240 tank e 100 blindati

    La Polonia ha inviato finora in Ucraina armi per un valore di quasi 2 miliardi di dollari, inclusi più di 240 carri armati e circa 100 mezzi corazzati, riporta Ukrinform citando il presidente polacco Andrzej Duda “Abbiamo inviato carri armati dalla Polonia all’Ucraina: quasi due gruppi di carri armati da combattimento. Si tratta di oltre 240 carri armati che l’esercito ucraino può utilizzare. Abbiamo inviato quasi un centinaio di veicoli corazzati per il trasporto di personale”, ha detto Duda al quotidiano tedesco Bild in un’intervista. Varsavia, ha aggiunto, ha anche fornito a Kiev armi leggere, munizioni e equipaggiamento militare. “In totale, abbiamo inviato armi per un valore di quasi 2 miliardi di dollari in Ucraina”, ha precisato Duda.

  • Kharkiv, sale a 3 morti bilancio bombardamento russo

    Sono tre le vittime del bombardamento russo che secondo le denunce degli ucraini ha colpito ieri sera Kharkiv. Lo riporta The Kyiv Independent, che parla anche di cinque feriti. A causa dell’attacco, stando ai servizi d’emergenza ucraini, sono stati danneggiati dalle fiamme un bar, un negozio di alimentari e la biblioteca di una scuola nel quartiere di Novobavarskyi. Le notizie riportate in precedenza da Ukrinform riferivano di due civili rimasti uccisi e quattro feriti.

  • A Mariupol i russi pagano le pensioni in rubli

    Le forze di occupazione russe a Mariupol hanno iniziato a pagare le pensioni in rubli utilizzando contanti. Lo ha riferito il consigliere del sindaco Petro Andrushchenko alla televisione nazionale. “Questa è l’economia russa”, ha detto Andrushchenko (che non si trova più in città), denunciando la “mancanza di organizzazione”, che sta provocando “file enormi” e risse” durante la distribuzione del denaro. L’agenzia russa Ria Novosti ha riferito che sono state ricevute circa 46.000 domande di pagamento delle pensioni alle autorità dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, che ha iniziato a effettuare i pagamenti. Secondo Andrushchenko il “20-30% dei nostri anziani Mariupol non accettano l’occupazione e deliberatamente non hanno presentato i documenti” per ricevere la pensione.

  • Onu, più di 4.300 civili uccisi da inizio conflitto

    Sono più di 4.300 i civili rimasti uccisi in Ucraina dallo scorso 24 febbraio. I dati diffusi dall’Ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani registrano 4.302 civili rimasti uccisi, compresi 272 bambini e 1.075 donne, e 5.217 feriti.

  • Lagarde (Bce): guerra in Ucraina rischio significativo, specie con escalation

    La guerra in Ucraina rappresenta «un rischio significativo», soprattutto se si dovesse avere un’escalation. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa ad Amsterdam. È invece calato, per la presidente della Bce, il rischio relativamente alla pandemia.

  • Cremlino: le nomine dei responsabili nei territori liberati saranno affidati alla popolazione locale

    Per il Cremlino, le nomine di responsabili nei territori «liberati» dell’Ucraina saranno nelle mani della popolazione locale. «Dipenderanno dalla scelta delle persone che vivono nelle regioni liberate», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo a domande dei giornalisti sulla possibilità o meno che funzionari russi possano assumere incarichi in quei territori. Lo riferisce la Tass.

  • Russia: colpita base di addestramento per mercenari

    Il ministero della Difesa russo ha annunciato di aver colpito con missili aria-terra una base militare ucraina, dove si sarebbero trovati cittadini stranieri impegnati in addestramento di guerra, descritti come «mercenari». Lo ha dichiarato il portavoce Igor Konashenkov, parlando di una base nella regione di Zhytomyr nel centro dell’Ucraina, circa 125 chilometri a ovest di Kiev. Nessun commento da quest’ultima. Konashenkov ha detto che i missili russi hanno distrutto anche un deposito di munizioni e un sistema antiaereo in altre zone dell’Ucraina.

  • Onu, 5 milioni di rifugiati ucraini registrati da 24 febbraio

    Quasi cinque milioni di ucraini sono stati registrati in Europa dall’inizio della guerra, secondo i dati dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati, riporta il Guardian. Un aggiornamento dell’Unhcr afferma che un totale di 4.816.923 ucraini sono stati registrati come rifugiati in 44 Paesi europei dal 24 febbraio. Ma molti di più avranno effettivamente lasciato il Paese: i dati infatti mostrano che al 7 giugno erano stati registrati più di 7,3 milioni di attraversamenti di frontiera in uscita dall’Ucraina. Altri 2,3 milioni di attraversamenti sono stati registrati per rientrare nel Paese. Donne e bambini rappresentano il 90% di coloro che sono fuggiti all’estero, poiché gli uomini ucraini di età compresa tra i 18 e i 60 anni sono idonei al servizio militare e non possono partire. La guerra in Ucraina ha “causato una delle più grandi crisi di sfollamento umano al mondo”, ha dichiarato l’Unhcr.

  • Von der Leyen, ricostruiremo l’Ucraina, è nostro dovere

    “Questo pomeriggio avremo un dibattito tra il sindaco di Mariupol e gli architetti ucraini” perchè “ricostruiremo l’Ucraina: dobbiamo farlo e lo faremo” perchè “è un nostro obbligo morale” che va messo in atto “nel modo giusto, con lo spirito del nuovo Bauhaus europeo”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, all’apertura del festival Internazionale New European Bauhaus in corso al Maxxi a Roma.

  • Mosca, ucraino continuerà a essere lingua ufficiale regioni occupate

    L’ucraino continuerà a essere la lingua ufficiale dei territori e delle regioni sotto controllo russo. Lo ha assicurato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, parlando con i giornalisti: “Possiamo dirlo senza alcun dubbio, la risposta è sì, l’ucraino continuerà a essere la lingua ufficiale”. Peskov ha poi osservato che molto “dipenderà dalla volontà della popolazione di queste zone”.

  • Kiev, colpito dai russi uno dei reparti sito produzione auto “Vistek” a Bakhmut

    “I russi hanno colpito uno dei reparti dello stabilimento di produzione auto ’Vistek’ a Bakhmut”, una città che si trova nella regione di Donetsk. “L’incendio è stato domato”. Lo riferisce il servizio per le emergenze nazionale ucraino.

    Un tank russo

  • Cina: +80% import dalla Russia a maggio, in calo export

    Le importazioni della Cina dalla Russia sono aumentate a maggio di quasi l’80% su base annua, mentre le spedizioni verso Mosca, su cui pesano le sanzioni occidentali per l’aggressione ai danni dell’Ucraina, sono calate per il terzo mese consecutivo. Secondo i dati diffusi dalle Dogane di Pechino, che non specificano la tipologia di beni, l’import ha segnato un +79,6%, in accelerata sul +56,6% di aprile e sul +26,4% di marzo. La Cina è uno dei principali acquirenti di greggio, gas, risorse naturali e prodotti agricoli russi e, come è emerso nelle scorse settimane, sta accelerando gli acquisti di petrolio a prezzi scontati.

  • Zelensky chiede esclusione della Russia dalla Fao

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo al consiglio ministeriale dell’Ocse, ha chiesto l’esclusione della Russia dalla Fao, l’organizzazione Onu per l’Alimentazione e l’Agricoltura con sede a Roma. “Non ci possono essere discussioni per prolungare l’adesione della Russia alla Fao. Quale sarebbe il posto della Russia se causa la carestia per almeno 400 milioni di persone, se non oltre un miliardo?”, ha detto intervenendo in videoconferenza alla ministeriale di Parigi, quest’anno presieduta dall’Italia.

  • Cremlino, ad Ankara non raggiunto alcun accordo sul grano

    Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto, parlando con i giornalisti, come riporta il Guardian, che ieri ad Ankara non è stato raggiunto alcun accordo sull’esportazione di carichi di grano ucraino attraverso il Mar Nero. La Turchia spinge per un accordo tra Russia e Ucraina per alleviare la crisi alimentare globale, negoziando un passaggio sicuro per il grano bloccato nei porti del Mar Nero e ieri ad Ankara si è svolto un incontro tra il ministro degli esteri turco Cavusoglu e il suo omologo turco Lavrov.

  • Media, «così fallì il piano segreto per liberare Azovstal»

    Un tentativo per irrompere militarmente a Mariupol e sbloccare la situazione dell’acciaieria Azovstal, accerchiata e bombardata dall’esercito russo, fu organizzato dai Servizi di intelligence ucraini (Gur) dopo alcune settimane di assedio. Lo ha raccontato una fonte qualificata alla pubblicazione Ucraine Truth, riportata da Unian. Sotto il comando generale della Gur, un’unità militare è partita dal distretto sud-orientale di Huliaipil verso Mariupol per irrompere in città. Il gruppo di assalto era composto anche da militari dell’esercito e combattenti del reggimento nazionalista Azov. Secondo la fonte, inizialmente era previsto che l’unità avrebbe ricevuto carri armati, veicoli corazzati e oltre 80 soldati, ma quando è arrivato ;;il momento di entrare in azione c’erano a disposizione solo pochi carri armati, veicoli da combattimento di fanteria e veicoli corazzati per il trasporto di circa 20 persone. Nonostante ciò, l’unità si è spostata verso Mariupol. Dopo circa 10-15 chilometri un pesante attacco russo ha bloccato l’avanzamento del gruppo costringendolo alla ritirata.

  • Ue annuncia ulteriori 205 milioni in aiuti umanitari

    Alla luce dell’impennata dei bisogni umanitari in Ucraina, il commissario per la gestione delle crisi, Janez Lenarčič, si reca oggi in Ucraina per incontrare le organizzazioni umanitarie e i funzionari governativi ucraini di alto livello, per contribuire a coordinare la risposta dell’Ue alla crisi sul campo. Per l’occasione, l’Ue stanzia oggi altri 205 milioni di euro per l’assistenza umanitaria. Questo porta il finanziamento totale degli aiuti umanitari dell’Ue e il valore dell’assistenza a oltre 700 milioni di euro in risposta all’invasione illegale dell’Ucraina da parte della Russia, di cui 13 milioni di euro sono dedicati a progetti nella vicina Moldavia. “Per più di 100 giorni abbiamo assistito a sofferenze inutili e a innumerevoli violazioni del diritto umanitario internazionale: in questo momento di crisi, il nostro dovere è di stare dalla parte dei più vulnerabili”, ha commentato Lenarčič. “Abbiamo reagito rapidamente aumentando considerevolmente la nostra presenza in Ucraina. Grazie a questi finanziamenti, i nostri partner stanno fornendo cibo, acqua, assistenza sanitaria, alloggi, protezione e assistenza in denaro. Stiamo inoltre lavorando a stretto contatto con le autorità ucraine per garantire che l’assistenza fornita dagli Stati membri dell’Ue sia in linea con le esigenze in costante evoluzione. Attraverso il Meccanismo di protezione civile abbiamo consegnato milioni di forniture salvavita agli ucraini e ci impegniamo a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario”.

  • Guardia di frontiera, «qui al confine con Cernihiv continui attacchi»

    Il 7 aprile scorso le guardie di frontiera sono riuscite a raggiungere il confine amministrativo della regione di Cernihiv, dove tuttora ci sono continui attacchi. In un video postato dal Ministero dell’Interno sul suo canale Telegram e realizzato dallo stesso servizio statale delle guardie di frontiera, uno di questi soldati racconta: “La notte prima dell’invasione io ero di turno. Verso le 3 di notte hanno chiamato i bielorussi, chiedendo che il superiore insieme ad altri venisse alla linea di confine per parlare di alcune questioni. Penso che volessero prendere in ostaggio il superiore. Io ho detto che chiunque venga qui noi li uccideremo tutti e ci torneremo di sicuro. E per il fatto che hanno attaccato il nostro paese avranno una risposta. Gli ho detto che saremmo tornati e abbiamo mantenuto la nostra parola”.

    Colpo di artiglieria lanciato da un cannone russo

  • Duda critica Scholz-Macron,colloqui con Putin lo legittimano

    “Sono molto sorpreso di tutti questi colloqui che vengono svolti con Putin dal cancelliere Scholz e dal presidente Macron al momento. Non portano a nulla. E comportano solo una legittimazione di una persona che è responsabile dei crimini che commette l’esercito russo in Ucraina”. È quello che dice il presidente polacco, Andrzej Duda, in un’intervista alla Bild. “Qualcuno ha parlato così con Adolf Hitler durante la seconda guerra mondiale? Qualcuno ha detto che Adolf Hitler dovesse salvare la faccia? Io no ho sentito cose del genere”, incalza. Duda esorta a non avere paura della minaccia nucleare russa: “Io direi, se dobbiamo avere paura delle armi atomiche russe, dobbiamo tutti arrenderci subito”. “Dovremmo, per paura, consentirgli di realizzare la sua linea politica in tutta Europa?”, chiede il presidente polacco.

    Cento giorni di guerra in Ucraina
  • Lavrov, Kiev sappia che sminare porti necessario per export

    La Russia spera che l’Ucraina sia consapevole del fatto che non c’è alternativa a sminare i porti affinchè l’export sia possibile. Lo ha sottolineato il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov citato dalla Tass.

    PER APPROFONDIRE/ La corsa contro il tempo prima che il grano ucraino venga perduto

  • Mosca, manovre nel Mar Baltico con 60 navi della Flotta russa

    Circa 60 navi della Flotta russa sono state schierate nel Mar Baltico per una esercitazione per sorvegliare e difendere le infrastrutture marittime e le basi della regione di Kaliningrad. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa russo citato dall’agenzia Interfax. “Prima dell’inizio delle manovre, la Flotta del Baltico ha tenuto una serie di esercitazioni per mettere le forze in stato di massima allerta”. L’esercitazione coinvolge circa 60 navi di superficie, motoscafi e navi di supporto, più di 40 aerei ed elicotteri e fino a 2.000 armi e pezzi di hardware militare e specializzato della Flotta Baltica. Le manovre continueranno fino al 19 giugno, ha dichiarato il Ministero. “Durante l’esercitazione, i gruppi tattici di navi della Flotta del Baltico sono salpati dalle loro basi e si sono schierati nei distretti designati. L’obiettivo dell’esercitazione è quello di aumentare il livello di preparazione e le capacità dei centri di controllo militare della Flotta Baltica, perfezionare l’interazione tra le navi e le forze costiere e le loro competenze navali e sul campo e consentire ai quartieri generali di comando e controllo della flotta di esercitarsi”, ha dichiarato il Ministero della Difesa.

  • Kiev, ogni giorno perdiamo 100 soldati, servono armi pesanti

    Ogni giorno l’Ucraina perde fino a cento militari, che restano uccisi in battaglia, e fino a 500 vengono feriti. Per questo Kiev ha bisogno di armi pesanti il più rapidamente possibile. Lo ha scritto il Ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov su Facebook, citato da Ukrinform, che ha aggiunto: “Il mostro russo ha ancora molti mezzi per divorare vite umane e soddisfare il suo ego imperiale”. “Abbiamo dimostrato di non avere paura del Cremlino, a differenza di molti altri. Ma noi, come Paese, non possiamo permetterci di dissanguarci, perdendo i nostri figli e figlie migliori”, ha affermato Reznikov. Il Ministro si è anche detto “non soddisfatto” del ritmo e dei volumi delle forniture di armi. “Ma allo stesso tempo sono infinitamente grato alle nazioni che ci sostengono. In particolare, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Polonia e i nostri amici baltici, così come tutti gli altri Paesi che contribuiscono a frenare la malvagità russa”, ha dichiarato.

  • Mosca, «non ancora chiaro se Putin sarà a G20 a Bali»

    Non è ancora chiaro se Vladimir Putin parteciperà al vertice del G20 che si terrà quest’anno a Bali. Lo ha specificato l’ambasciatrice russa in Indonesia Lyudmila Vorobieva che, citata dall’agenzia Antara - riferisce la Bbc - non ha nè confermato nè smentito la partecipazione del presidente russo. “Non possiamo ancora stabilire se il presidente Putin parteciperà, offline o online... Abbiamo ancora tempo per pensarci e attendiamo sviluppi”, ha detto la diplomatica russa. Lo scorso aprile, durante una telefonata con il presidente indonesiano Joko Widodo, Putin aveva detto che avrebbe preso parte al vertice del G20. Da allora però gli Stati Uniti hanno manifestato la loro contrarietà alla sua partecipazione, affermando che dopo l’invasione dell’Ucraina con Mosca non si può fare come se nulla fosse.

    Vladimir Putin

  • Zelensky a Ocse, servono sanzioni di lungo termine su Mosca

    “Interesse primario del mondo è aiutare a proteggere l’Ucraina”: lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, intervenendo alla riunione ministeriale dell’Ocse a Parigi, quest’anno presieduta dall’Italia. “L’aggressione della Russsia deve terminare al più presto possibile”, ha proseguito Zelensky invocando “dolorose sanzioni di lungo termine contro la Russia”

  • Draghi, sbloccare porti, evitare catastrofe alimentare

    “Lo sforzo per evitare la crisi alimentare deve iniziare dallo sblocco dei porti e della migliaia di cereali che sono lì. Lo sforzo di mediazione delle Nazioni unite è un notevole passo in avanti, sfortunatamente è l’unico”. Così il premier Mario Draghi aprendo la riunione ministeriale dell’Ocse a Parigi, quest’anno presieduta dall’Italia, a proposito della guerra in Ucraina, sottolineando che il blocco del grano sta facendo “aumentare i prezzi causando una catastrofe a livello mondiale”.

  • Tass, a Mariupol terza nave per trasporto metallo verso Russia

    La terza nave per il trasporto di prodotti metallici verso la Russia si trova attualmente nel porto di Mariupol. A riferirlo all’agenzia di stampa russa ’Tass’ è un rappresentante dell’amministrazione portuale. Si prevede che un lotto di metallo sarà caricato sulla nave nel porto di Mariupol per poi essere consegnato a Rostov-on-Don, in Russia. Giovedì la seconda nave era arrivata a Rostov-on-Don sempre da Mariupol mentre il 3 giugno scorso era arrivata nella città russa la prima nave con prodotti metallici.

  • Zelensky, «milioni potrebbero morire di fame per blocco russo dei porti»

    Milioni di persone potrebbero morire di fame a causa del blocco russo dei porti ucraini del Mar Nero. E’ l’allarme lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in un discorso alla tv ha detto che il mondo è sull’orlo di una “terribile crisi alimentare”, con “milioni di persone potrebbero morire di fame se il blocco russo del Mar Nero continua”. L’anno scorso,le esportazioni di grano dell’Ucraina hanno portato cibo a 400 milioni di persone in tutto il mondo. La Russia sta solo bloccando i porti dell’Ucraina ed è anche stata accusata di aver rubato il suo grano.

    Il fermo immagine mostra il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante un suo messaggio


  • Kiev, «morti 31.700 soldati russi, distrutti 1398 tank»

    Ammonterebbero a 31.700 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 31.700 uomini, 1398 carri armati, 3438 mezzi corazzati, 711 sistemi d’artiglieria, 213 lanciarazzi multipli, 96 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 212 aerei, 178 elicotteri, 2421 autoveicoli, 13 unità navali e 562 droni.

  • Kiev, con armi occidentali Severodonetsk ripresa in 72 ore

    Con armi a lungo raggio occidentali l’Ucraina potrebbe “ripulire (dalle truppe russe) Severodonetsk in due o tre giorni”. Lo ha scritto su Telegram il capo militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, spiegando che al momento l’esercito della Federazione assalta con forza la zona industriale ed è impossibile evacuare la popolazione.

    Fumo e polvere si levano dalla città di Severodonetsk

  • Governatore Leopoli, ’due allarmi aerei nella notte’

    Nella notte sono scattati due allarmi aerei nella regione di Leopoli. Lo rende noto il governatore della città nell’ovesta dell’Ucraina, in un post su Telegram citato dal Guardian. Ieri, 300 sfollati erano arrivati con appositi treni nella regione da altre parti dell’Ucraina.

  • Gb, da 48 ore truppe russe cercano di avanzare a Izyum

    I combattimenti continuano nella sacca di Severodonetsk ma, nelle ultime 48 ore, il Gruppo orientale delle forze russe (Egf) ha probabilmente aumentato i propri sforzi per avanzare a Sud di Izyum (in Ucraina orientale). Lo scrive l’intelligence del Ministero della Difesa britannico nel suo ultimo aggiornamento postato su Twitter. I progressi della Russia sull’asse di Izyum erano rimasti bloccati da aprile, dopo che le forze ucraine avevano fatto buon uso del terreno per rallentare l’avanzata russa. La Russia - sostiene l’intelligence britannica - ha probabilmente tentato di ricostituire l’Egf dopo le pesanti perdite subite nella fallita avanzata su Kiev, ma le sue unità restano probabilmente sotto organico. È probabile che la Russia cerchi di riguadagnare slancio in quest’area per esercitare ulteriore pressione su Severodonetsk e per avere la possibilità di avanzare più in profondità nell’Oblast’ di Donetsk.

    PER APPROFONDIRE/ Avanzata lenta e contrattacco di Kiev. In Ucraina sta diventando una guerra di logoramento

  • Kiev, bombardato impianto Azot a Severodonetsk, dentro 800 civili

    L’esercito russo ieri sera ha bombardato due volte l’impianto chimico Azot di Severodonetsk, prendendo di mira almeno due strutture del complesso, una delle quali destinata alla produzione di ammoniaca. Lo ha riferito il responsabile dell’amministrazione militare della regione di Luhansk, Sergey Gaidai, e lo riporta l’agenzia Ukrinform. Secondo quanto riferito nei giorni scorsi da Kiev, nei bunker sotterranei sarebbero rifugiati circa 800 civili; la Bbc ha sottolineato eri di non avere potuto ottenere una verifica indipendente di questa informazione. Al momento non si hanno notizie relative a eventuali vittime dei bombardamenti dell’impianto.

  • Il Canada vara restrizioni a industrie chimiche e petrolifere russe

    Le autorità canadesi hanno annunciato il divieto di fornire una serie di servizi per le industrie chimiche e petrolifere russe. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri canadese. Le nuove restrizioni includono il divieto di 28 tipi di servizi per il funzionamento delle industrie petrolifere, del gas e chimiche, compresa la manutenzione, la gestione, la contabilità e la pubblicità.

    Questi settori rappresentano circa il 50% delle entrate finanziarie del bilancio russo e secondo il ministero degli Esteri canadese, «le misure ridurranno le opportunità per la Russia», assieme ad altre future, serviranno da deterrente nel proseguimento della guerra in Ucraina.

  • Capo amministrazione Luhansk: «Bersagliato impianto chimico Azot»

    Le truppe russe stanno bombardando sia le strutture industriali che i quartieri civili nella regione di Luhansk. Lo ha scritto su Facebook il capo dell’amministrazione militare regionale Sergey Gaidai. «I nemici - ha dichiarato - continuano a cercare senza successo i punti deboli nella difesa di Severodonetsk, mentre sparano a quartieri pacifici e strutture industriali nella regione di Luhansk. Nella notte hanno preso di mira due volte l’impianto chimico Severodonetsk Azot, danneggiandone almeno due strutture, una delle quali serve a produrre ammoniaca».

  • Kiev: Mosca schiera altri carri armati vicino a Zaporizhzhia

    La Russia ha schierato altri 30 carri armati T-62 a Vasylivka, un villaggio a circa 35 chilometri a sud di Zaporizhzhia (sud): lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzianyk, secondo quanto riporta il Kyiv Independent.

  • A Severodonetsk raid su ospedali: colpita anche una scuola

    I combattimenti nei dintorni di Severodonetsk proseguono “ferocemente” ma gli ucraini sono sempre più in difficoltà, e tra le autorità locali si inizia a evocare la possibilità del ritiro dall’ultimo grande avamposto del Lugansk. I raid russi del resto sono proseguiti in modo incessante in tutto il Donbass, e le bombe sono cadute ancora una volta su edifici civili, come una scuola e due ospedali. Nonostante ci fosse una croce rossa in evidenza sul tetto.

    Sul tetto della struttura ospedaliera di Severodonetsk distrutta dai russi era stata dipinta una croce rossa (Foto Ansa/Maxar)

  • Zelensky: «Non c’è volontà dei russi per negoziare»

    «Severodonetsk rimane l’epicentro dello scontro nel Donbass... Per molti aspetti, il destino del Donbass viene deciso lì»: afferma il presidente ucraino Volodymir Zelensky. «Non vediamo il desiderio della Federazione Russa di sedersi al tavolo dei negoziati e di risolvere diplomaticamente questa guerra senza omicidi e torture. Come mai? Perché sta ancora sentendo il potere. Come indebolirlo? Il mondo intero deve farlo», aggiunge.

  • Il ricatto di Mosca: «Grano partirà solo se verranno tolte le sanzioni»

    Mosca ricatta l’Occidente: il grano può partire solo se vengono tolte le sanzioni contro la Russia. La Turchia si posiziona sullo stesso fronte: «Richiesta legittima».

  • Guterres (Onu): «Subito accordo su grado, a rischio milioni di persone»

    «L’invasione russa dell’Ucraina deve finire. Ma finché ciò non accadrà, abbiamo bisogno di azioni immediate»: scrive in un tweet il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, secondo il quale «l’impatto della guerra sulla sicurezza alimentare, l’energia e la finanza... sta accelerando». Serve «un accordo che consenta l’esportazione sicura di alimenti prodotti in Ucraina attraverso il Mar Nero», ha aggiunto sottolineando che «questo accordo è essenziale per centinaia di milioni di persone».

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