ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa settimana dei MERCATI

Guerre commerciali, Brexit e dati economici frenano le Borse

Il dato sul lavoro americano ha mostrato il tasso di disoccupazione sceso al minimo degli ultimi 50 anni, dando slancio alle Borse nell’ultima seduta della settimana. Salgono le attese sul taglio dei tassi di interesse alla prossima riunione della Fed

di Mara Monti


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2' di lettura

Wall Street ha trascorso una delle settimane peggiori degli ultimi tre anni dopo il sell-off scattato sulla scia della crescente incertezza globale e sui timori di una recessione. L’indice blue chip, che ieri è salito dello 0,3%, ha perso circa il 4,7% nell’ultima settimana. Le turbolenze sulla Brexit e più in generale le tensioni geopolitiche hanno dominato l’incertezza del mercato dell’ultima settimana, volatilizzando decine di miliardi. A creare tensione sui mercati, non solo statunitensi ed europei ma anche asiatici, la notizia di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea e le cupe cifre dell’industria dell’ultimo trimestre.

Il dato sul lavoro americano, pubblicato ieri, ha mostrato il tasso di disoccupazione sceso al minimo degli ultimi 50 anni, dando slancio alle Borse nell’ultima seduta della settimana. I riflettori si spostano ora sulla Federal Reserve e sulle decisioni che dovrà prendere a fine ottobre, con i mercati che scommettono su un ulteriore allentamento della politica monetaria.

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Gli indici borsistici hanno chiuso la settimana con il Ftse Mib arretrato del 2,48%, il Cac 40 -2,70%, il Dax -2,97%, il Ftse -3,65%, l’Ibex -2,42 per cento. Negativa la settimana anche per Wall Street con l’S&P500 -0,85% e il Nasdaq -0,01 per cento. Ieri giornata di lieve ripresa con Milano +0,75%, con lo spread che ha chiuso poco mosso a 152 punti, dai 151 della vigilia, Parigi +0,91%, Francoforte +0,73% e Madrid +0,45%. La City di Londra (+1,1%) ha in parte recuperato dopo che da alcuni documenti legali presentati dal Governo britannico alla corte di Edimburgo è emerso che Boris Johnson chiederà una proroga della Brexit oltre il 31 ottobre se non si riuscirà a ottenere un nuovo accordo con la Ue e approvarlo dal Parlamento entro il 19 di ottobre come richiesto dal Benn Act. La sterlina è salita per la prima volta in tre settimane.

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I dati sul lavoro negli Usa seguono una serie di deboli indicatori economici che hanno aggiunto preoccupazioni sul rallentamento della produzione industriale che potrebbe a sua volta estendersi ai consumi aumentando in ultima analisi le scommesse di una riduzione dei tassi da parte della Federal Reserve: alla prossima riunione del 29 e 30 ottobre le chance espresse dagli analisti di un taglio del costo del denaro sono salite al 75% dal 40 per cento.

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