opere strategiche

Guerriglia “no Tap” contro il cantiere del gasdotto in Puglia

di Domenico Palmiotti


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(ANSA)

2' di lettura

È ormai guerriglia attorno al cantiere del gasdotto Tap a Melendugno, nel Salento. Sebbene non ci siano lavori in corso, nè espianto di ulivi, poiché quest’ultima operazione è stata completata nei giorni scorsi, si susseguono attacchi e azioni vandaliche. Tap ha infatti denunciato che la scorsa notte «per l’ennesima volta si è svelato il volto violento del gruppo che dal cosiddetto presidio NoTap cerca di imporre contro le leggi dello Stato quella della giungla, della prevaricazione, dell’aggressione. Per più di un’ora – denuncia la società – è stato impedito il cambio turno delle guardie giurate che vigilano sul cantiere e quelle rimaste intrappolate nell’area recintata sono state fatte ripetutamente oggetto di lanci di sassi che fortunatamente non hanno colpito le persone causando però danni alle automobili di servizio. Il gruppo di scalmanati – rileva Tap – ha pesantemente insultato e minacciato i lavoratori presenti, mentre altri, con arnesi professionali provvedevano a tagliare ben 35 grate della recinzione, 5 delle quali sono state rimosse e rubate». «Chiediamo alle istituzioni locali di fare il possibile per assicurare un presidio di legalità nel territorio» sollecita Tap.

L’episodio ultimo è l’ennesimo di una serie. Domenica scorsa, infatti, per consentire che un’autobotte inaffiasse gli ulivi espiantati e sistemati nella stessa area di cantiere con una soluzione provvisoria, al contrario degli altri rimessi a dimora a masseria del Capitano, è stata necessaria la scorta dei Carabinieri e della Polizia locale di Melendugno perché il presidio No Tap impediva l’accesso e anche lo svolgimento di una semplice operazione finalizzata ad assicurare il mantenimento degli alberi. E appena qualche giorno prima era stato necessario l’impiego di un centinaio di poliziotti e delle ruspe per effettuare gli ultimi espianti nell’area del microtunnel del gasdotto, tutti lavori per i quali Tap non solo è autorizzata ma s’è vista riconoscere la regolarità anche dal Tar. Ruspe resesi necessarie per abbattere le barricate stradali, parte delle quali fatte anche con le pietre portate vie dai muretti a secco della campagna. Senza trascurare, infine, che lo stesso espianto dei 211 ulivi, anche se provvisorio, nelle scorse settimane è stato possibile solo perché le forze di polizia hanno massicciamente presidiato l’area evitando che le proteste accese degenerassero in scontri.

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