Cassazione

Guida auto sportive e fa la transiberiana? L’anziano non può essere stato raggirato

La prova della “vita spericolata” della vittima del reato di circonvenzione di incapace basta per rivedere e in caso annullare la condanna definitiva dell’uomo accusato del raggiro. La diagnosi di demenza irreversibile non è infatti compatibile con attività impegnative anche per una persona sana

di Patrizia Maciocchi

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2' di lettura

Una diagnosi di demenza irreversibile non è compatibile con la guida di auto sportive e viaggi avventurosi come Milano-Cina in transiberiana. La Cassazione accoglie dunque il ricorso di un imputato condannato con sentenza definitiva per circonvenzione di incapace, dove l’incapace era un anziano che conduceva una vita piuttosto “spericolata” e impegnativa, anche per una persona che sta bene. Il ricorrente aveva provato alla Corte d’Appello che la persona, il cui raggiro gli era costato sette anni di carcere, guidava, con grande abilità, macchine sportive e aveva portato a termine la transiberiana partendo in treno da Milano fino in Cina. Elementi che non erano bastati alla Corte d’Appello per accogliere la richiesta del ricorrente di riaprire il suo caso e rivedere una condanna che era scattata per l’accusa di aver abusato di una persona affetta da un deficit psichico senza rimedio. Alla base del no della Corte territoriale, anche la mancata presentazione della documentazione medica che proverebbe la “guarigione” della vittima. Per la Cassazione (sentenza 8340) al contrario, le prove fornite dal ricorrente sono sufficienti per rivedere la sentenza di condanna e, in presenza di altri elementi, anche per annullarla. Difficile, infatti, credere che una persona con demenza degenerativa irreversibile possa affrontare prove impegnative anche per chi sta bene. Una diagnosi tanto severa non è compatibile - spiegano i giudici di legittimità - con le condizioni dell’anziano dimostrate, prove alla mano dall’imputato.

La Sentenza

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Le auto sportive e i viaggi avventurosi

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Guidare macchine sportive, con perizia, è un’attività che presuppone il possesso di una valido titolo di guida, conseguito dopo aver superato una visita psico attitudinale. Decisamente impegnativa, anche per una persona in buono stato psico-fisico, l’avventura della transiberiana Milano-Cina, portata felicemente a termine. Quanto alla mancata presentazione della certificazione medica che proverebbe il completo ristabilimento della salute di un soggetto giudicato affetto da demenza non reversibile, la Corte d’Appello dimentica gli ostacoli che, in nome della riservatezza, impediscono a un privato cittadino di entrare in possesso della documentazione sanitaria che riguarda terzi. Un “particolare” che la Corte territoriale ha omesso del tutto di considerare, ritenendo inoltre le prove fornite sulle svariate attività svolte dalla vittima del raggiro - che dimostrano un pieno ristabilimento - compatibili con l’irrimediabile patologia riscontrata in sede di cognizione. La Suprema corte annulla e rinvia alla Corte d’Appello perché proceda alla revisione.

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