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Guida Michelin, Cannavacciuolo conquista la terza stella. Confermati gli altri 11 tristellati

Annunciati in Franciacorta i nuovi riconoscimenti della prestigiosa guida francese: Italia premiata con 38 nuove stelle, brillano anche i riconoscimenti per la sostenibilità

di Emiliano Sgambato

Aggiornato il 9 novembre 2022 alle ore 12

Antonino Cannavacciuolo ha conquistato la terza stella Michelin

6' di lettura

Antonino Cannavacciuolo conquista la terza stella Michelin e porta a dodici i componenti della squadra degli chef italiani che possono vantare un ristorante con questo prestigioso riconoscimento: sono stati infatti tutti confermati anche dalla Guida 2023 gli undici ristoranti che già avevano i tre “macaron”. Sono inoltre 4 i nuovi 2 stelle e 33 le new entry nel mondo stellato.

Un bottino ricco quindi di ben 38 nuove stelle quello raccolto nella 68esima edizione della “rossa” che è stata presentata per il secondo anno in Franciacorta. Un importante passo avanti dell’alta cucina italiana, che si conferma sempre più alfiere del prestigio del made in Italy nel mondo, insieme ad altre eccellenze come la moda e il design. Una realtà sempre più solida che certamente potrà continuare a essere un fiore all’occhiello per tutto l’agroalimentare italiano, stimolo per un’ulteriore crescita dell’export.

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«L’Italia ha particolarmente colpito i nostri ispettori quest’anno e brilla di luce propria – ha commentato Gwendal Poullenec, direttore internazionale delle guide Michelin – segnando un nuovo record per la penisola, che sottolinea quanto la tradizione della cucina italiana e l’innovazione siano un connubio perfetto tra storia e convivialità».

Cannavacciuolo: non mi fermo qui

«Nei piatti lo chef Cannavacciuolo ci mette il cuore, anzi l’anima come recita uno dei suoi menu, ma anche tecnica, equilibrio e precisione estetica che si traducono per l'ospite in pure emozioni. I suoi piatti – sono le parole di Sergio Lovrinovich, direttore della Guida Michelin Italia – sono creazioni inebrianti dai sapori netti e ben distinti, valorizzati dai percorsi degustazione attraverso i quali si spazia dalla Campania al Piemonte con una disinvoltura che fa apparire semplici le cose più difficili, abilità riservata ai grandi chef».

«È un momento magico», ha commentato a caldo chef Cannavacciuolo che si è aggiudicato le tre stelle per Villa Crespi (sul Lago d’Orta, in provincia di Novara) e anche un’altra nuova stella con il Cannavacciuolo Vineyard, in Toscana, dove ai fornelli c’è Marco Suriano: così ora le stelle totali arrivano a sette.
«Oggi è anche l’anniversario del nostro matrimonio e mia moglie mi ha perdonato per questo festeggiamento a distanza. Il nostro è un progetto partito 20 anni fa, ci saranno altre aperture e questa enorme nuova emozione è la benzina per andare avanti».

«Ogni volta che prendo un riconoscimento Michelin – ha detto all’Ansa lo chef-imprenditore e famoso volto tv – succede qualcosa di bello in famiglia: la prima stella Michelin nel 2003 coincide col mio matrimonio, la seconda stella è arrivata nel 2006 quando è nata mia figlia, oggi festeggio l’anniversario di matrimonio e sia i miei genitori che i suoceri festeggiano 50 anni di nozze. Sono emozionato, lego questo riconoscimento professionale al bello della mia vita. Questo è un traguardo, ma chi mi conosce bene sa che già sto pensando ad altri progetti. Continuerò a Masterchef ma anche gli altri programmi televisivi. E mi fa piacere essere qui nella consapevolezza che l’unica rivoluzione della vita è cucinare bene, la storia si fa con la buona cucina».

Tutte le novità stellate

I nuovi due stelle sono tutti appannaggio da chef under 35: Daniele Lippi che guida Acquolina, presso l’hotel The First nel centro storico di Roma, Domenico Stile di Enoteca La Torre, sempre a Roma; Salvatore Iuliano a capo della cucina del St. George by Heinz Beck di Taormina; e Gabriele Boffa della Locanda Sant’Uffizio Enrico Bartolini (in provincia di Asti).

I tre stelle confermati sono: Piazza Duomo a Alba (Cuneo) chef Enrico Crippa; Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo) dei fratelli Cerea; St. Hubertus a San Cassiano (Bolzano) chef Norbert Niederkofler; Le Calandre a Rubano (Padova) chef Massimiliano Alajmo; Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (Mantova) chef Giovanni Santini; Osteria Francescana a Modena, chef Francesco Bottura; Enoteca Pinchiorri a Firenze; La Pergola a Roma, chef Heinz Beck; Reale a Castel di Sangro (L’Aquila) chef Niko Romito; Mauro Uliassi a Senigallia (Ancona); e Enrico Bartolini al Mudec di Milano.

Questi invece i 33 neostellati: Maeba (Ariano Irpino); Sensi (Amalfi); Osteria del Viandante (Rubiera); Pulejo (Roma); Sintesi (Ariccia); Balzi Rossi (Ventimiglia); Casa Buono (Ventimiglia); Locanda Tamerici (Ameglia); Andrea Aprea (Milano); Anima (Milano); Bolle (Lallio); Il Sereno al lago (Torno); Lino (Pavia); Trattoria Contemporanea (Lomazzo); Vitium (Crema); Dalla Gioconda (Gabicce Monte); Il Tiglio (Montemonaco); RistoranTino & C.(Sauze di Cesana); Il Fuoco Sacro (San Pantaleo); I Tenerumi (Vulcano); Limu (Bagheria); Mec (Palermo); Principe Cerami (Taormina); Campo del Drago (Montalcino); Cannavacciuolo Vineyard (Casanova di Terricciola); Chic Nonna di Vito Mollica (Firenze); Paca (Prato); Terramira (Capolona); La Stüa de Michil (Corvara in Badia); Luisl Stube (Lagundo); Suinsom (Selva di Val Gardena); Paolo Griffa al Caffè Nazionale (Aosta), aperto da soli due mesi; e il ristorante della Famiglia Rana (Oppeano), capitanato dal 2020 dallo chef Giuseppe D’Aquino.

Tra le stelle verdi anche Crippa

A Enrico Crippa va anche la stella verde Michelin, assieme ad altre 18 nuove insegne della ristorazione selezionate dalla “rossa” per l’impegno nella sostenibilità. «Abbiamo cercato di valorizzare – ha spiegato lo chef piemontese in un videomessaggio – il mondo vegetale ritagliando quasi quattro ettari nella proprietà della famiglia Ceretto, destinandolo alla produzione di piante, fiori e ortaggi che utilizziamo per la nostra iconica insalata. Ciliegina sulla torta della nostra filosofia una serra domotica, e la parziale eliminazione della cucina a gas per sistemi di cottura che ci consentono un risparmio energetico del 40%».

Introdotto nel 2020, il riconoscimento green ora in Italia conta 48 ristoranti. Nel mondo è stato conferito a 381 ristoranti con cucine impegnate a valorizzare prodotti stagionali, l’innovazione, l’impegno sociale, l’utilizzo di energie rinnovabili, le azioni contro lo spreco alimentare e lo zero rifiuti.

Franciacorta – “destination partner” che ospiterà la kermesse (almeno) fino al prossimo anno – ha un legame speciale con questo premio. Quest’anno proprio sul territorio famoso per le sue bollicine è stato riconosciuto con l’attribuzione della stella verde il lavoro e l’impegno una realtà nata nel 2016: l’agriturismo Il Colmetto di Rodengo Saiano, un locale a conduzione familiare che ha sviluppato un modo di allevare, produrre e fare ristorazione nel pieno rispetto dell'ambiente e degli animali. Ai fornelli, lo chef Riccardo Scalvinoni è un cuoco che punta a creare piatti golosi, di facile comprensione e godimento ma, al tempo stesso, costruiti con elementi raffinati.

«Anche quest'anno abbiamo avuto il piacere di ospitare l'eccellenza della cucina italiana. È il nostro modo di essere vicini e di esprimere la nostra gratitudine verso una ristorazione che è simbolo e ambasciatrice del Made in Italy. La grande cucina italiana promuove tutta la filiera delle produzioni agricole, invidiate e, purtroppo, spesso copiate, in tutto il mondo», ha detto Silvano Brescianini, presidente del Consorzio Franciacorta.

Queste le altre nuove stelle verdi: Vignamare (Andora); La tana gourmet (Asiago); Aimè (Bologna); Poggio Rosso (Castelnuovo Berardenga); El Molin (Cavalese); La bandiera (Civitella Casanova); Vite (Coriano); I Tenerumi (sull’isola di Vulcano); Dalla Gioconda (Gabicce Monte); Il Mirto (Ischia); La Peca (Lonigo); Il cantinone (Madesimo); D.One Restaurant (Montepagano); Contrada Bricconi (Oltressenda Alta); Osteria del Viandante (Rubiera); Locanda Devetak (Savogna d’Isonzo); Villa Pignano (Volterra).

Davide Guidara del ristorante vegetariano I Tenerumi, 28enne che ha conquistato anche la stella “classica”, è stato premiato da Marco Lavazza col Premio Michelin Giovane Chef 2023.
Il premio per il Servizio di sala è andato a Michael Falk ed Eleonora Corazza, ristorante Apostelstube, Bressanone (Bolzano) e il premio Sommellier è stato assegnato a Stefano Quero del ristorante Condividere di Torino.

Il premio Chef Mentor è andato invece a Enrico Bartolini, che aggiunge altre 3 stelle al suo firmamento (oltre alla già citata seconda stella del Sant’Uffizio, il macaron è andato sia al Ristorante Anima, condotto dallo chef Michele Cobuzzi, sia Il Fuoco Sacro, chef Alessandro Menditto a fianco dello chef patron Luigi Bergeretto), arrivando così a quota 12 (su 8 ristoranti).

La Lombardia si conferma leader

A livello di distribuzione territoriale, la Lombardia è la regione più dinamica con 7 novità, seguita con 5 novità da Toscana e Sicilia, con quest’ultima che sale a quota 20 ristoranti stellati (tre 2 stelle, diciassette 1 stella). La Lombardia mantiene anche la leadership nella classifica delle stelle per regioni grazie a 59 ristoranti (3 da 3 stelle, 5 da 2 stelle e 51 da 1 stella), la Campania si conferma al secondo posto con 48 ristoranti (7 da 2 stelle e 41 da 1 stella), sul terzo gradino del podio troviamo il Piemonte con 44 ristoranti (2 da 3 stelle, 3 da 2 stelle e 39 da 1 stella).

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