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Guida (quasi) autonoma

Chi ha acquistato un’auto di recente sa che, ai tanti parametri da considerare, si è aggiunta l’eventuale presenza di dispositivi di assistenza alla guida, come optional o dotazione di serie. Parliamo di accessori di sicurezza come cruise control adattivo (mantiene la velocità preimpostata dal conducente riducendola in automatico se rileva che davanti, sulla stessa traiettoria, c’è un veicolo più lento), frenata automatica di emergenza, allarmi che segnalano la fuoriuscita dalla corsia (come può accadere in caso di colpo di sonno) o la presenza di veicoli in sorpasso invisibili perché si trovano nell’«angolo morto» del retrovisore eccetera. Ma finora parliamo esclusivamente di iniziative volontarie da parte dei costruttori: è dal 2009 che la Ue non impone dotazioni obbligatorie. L’ultima volta lo aveva fatto con i sistemi Esp (controllo elettronico della stabilità, per evitare il più possibile le sbandate).

Da anni in sede Ue si discute di nuovi obblighi per auto, furgoni, camion e bus. Ci sono trattative lunghe e complesse: si contrappongono le esigenze della sicurezza alle questioni di costi sollevate dalle industrie. Il 29 e il 30 novembre si riuniranno i ministri dell’Industria per concordare la posizione da tenere nei confronti del Parlamento europeo (la cui commissione Mercato interno - Imco - esprimerà un voto subito dopo) e Commissione europea. Si arriverà così a un testo finale da sottoporre a inizio 2019 al «trilogo», cioè la negoziazione a tre (Consiglio dell’Unione europea - che rappresenta i governi nazionali -, Parlamento europeo e Commissione europea) per arrivare alla norma definitiva.

Si parla soprattutto di rendere obbligatori due dispositivi: frenata automatica di emergenza (Aeb) e assistenza per il rispetto dei limiti di velocità (Isa, che legge i segnali, verifica la posizione del veicolo col Gps del navigatore e di lì capisce momento per momento qual è il limite, impostandolo sul cruise control, che poi può sempre essere forzato dall’intervento del conducente su freni o acceleratore). Quindi non si parla di sistemi più sofisticati come il mantenimento automatico della traiettoria (guida automatica di livello 3).

Aeb e Isa ono sistemi in sinergia (il che ne riduce il costo totale), perché entrambi si basano sulle immagini riprese da una telecamera frontale. Quindi potrebbero più facilmente diventare obbligatori a partire dallo stesso anno. La loro adozione è caldeggiata soprattutto da enti e organizzazioni che si occupano di sicurezza, come Etsc e Fia. Stimano che si possano evitare 25mila morti tra il 2022 e il 2037 e che gli Isa possano scongiurare il 30% degli incidenti.

Su tutte le stime può pesare il fatto che la presenza di dispositivi automatici può indurre il guidatore a distrarsi (soprattutto con la smartphone), mentre invece solo con la guida totalmente autonoma (quindi tra decenni) diventerà possibile disinteressarsi della conduzione del veicolo.

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