passeggiata fra le boutique

Guida allo shopping a Bicester Village, il mall di lusso nella campagna inglese

Facchini infaticabili, ricchissimi arabi e curiosi cinesi, ristoranti per tutti i gusti e le tasche: benvenuti nel “mall village” più amato d’Inghilterra, che ha anche una stazione tutta per sé. E dove i marchi del made in Italy sono i più amati

di Simone Filippetti


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Bicester Village

4' di lettura

Bicester (Oxfordshire)
L’acciottolato in cobblestone brilla, bagnato dalla sottile e leggera pioggia di novembre. Due valletti vestiti di rosso con mantella di velluto e cappello sorridono ai passanti, mentre distribuiscono depliant. La via è fiancheggiata da case nel tipico stile country inglese, con tetti a punta, pareti in assi di legno colorate e patio esterni, il ponticello di legno sopra un ruscello, i lampioni in ferro battuto. Non è la scena di un qualche bucolico paesino delle campagne inglesi. Sì, la campagna c’è, quella dell'Oxfordshire a circa un’ora di treno da Londra, ma il delizioso quadretto di casupole e acciottolato è tutto nuovo e ricreato a tavolino: benvenuti a Bicester Village, che non è un villaggio storico, ma uno shopping mall. Aperto nel 1995, oggi è diventato una catena con 11 strutture fra Europa e Asia.

È una classica giornata di autunno nelle Midlands, ma il grigio non scoraggia le centinaia di persone che si aggirano per le viuzze. I cartelli trilingue inglese-cinese-arabo che danno indicazioni all’ingresso rendono subito l’idea della clientela che lo frequenta. Il nome “mall” non compare da nessuna parte: ufficialmente il posto si chiama The Village Collection, come usa fare per le catene degli hotel di lusso.

Un mall che sembra un hotel di lusso
È stato il primo a essere inaugurato da Value Retail (che in Italia ha replicato il modello a Fidenza, ma lì sullo stile di una città rinascimentale). E in effetti Bicester Village assomiglia a tutto tranne che a un centro commerciale tradizionale: ha un livello di raffinatezza e lusso sconosciuto a un normale mall, e che invece lo avvicina a un hotel a 6 stelle. È il paradiso delle griffe, da Burberry a Hugo Boss, da Jimmy Choo a Fendi, da Balmain a Montblanc: 150 negozi tra cui spiccano, per originalità, Mungo&Maud, negozio di abbigliamento per cani e gatti, e Rapha, negozio-caffè di bici dove i ciclisti entrano direttamente con le loro due ruote.

La stazione di Bicester Village (foto da Facebook)

Ogni giorno, feriali o festivi fa poca differenza, migliaia di shopaholic si riversano in massa in cerca di affari, perlopiù turisti. C’è una navetta gratuita che parte da Londra. Ma la maggioranza arriva in treno: c’è una stazione dedicata, costruita appositamente per servire solo il Bicester Village. Appena scesi dal treno, si entra già nel centro commerciale. Accanto c’è un parcheggio multipiano completamente camuffato nel verde e le scale sono di legno a forma di granaio. Come coniugare cemento con la campagna. Tutto è curato e perfetto.

Fra personal shopper e servizio “hands free”
All'ingresso accoglie i visitatori una concierge, dove spicca già l'albero di Natale perché nel Regno Unito la mattina dopo Halloween inizia già il battage della stagione natalizia: ai clienti offrono il personal shopper, il servizio “hands free” e il deposito bagagli, proprio come un albergo. Tanti sono qui di passaggio, prima di tornare ai loro Paesi.

Lungo l'acciottolato si vedono dei ragazzi in livrea tirare dei pesanti carrelli a quattro ruote, come quelli cargo degli aeroporti, carichi di piramidi di merce imbustata (per proteggerla dalla pioggia). Sono le shopping bag dei clienti privilegiati dal servizio “hands free”. I paperoni del Medio Oriente e dell'Asia vengono qui a fare razzia di marchi del lusso. Sono turisti che passano da Londra solo una volta all'anno e ne approfittano per portare via il possibile a prezzi comunque più vantaggiosi della boutique: non potrebbero portarsi dietro a mano tutto quello che vogliono comprare, caricano tutto sui carrelli spinti dai fattorini.

(foto da Facebook)

Accanto ai “facchini” si aggirano persone che invece spingono trolley e valigie: sono l'esatto opposto dei ricchi, gente che non può o non vuole pagare per il servizio mani libere e dunque arriva con valigie vuote da riempire di acquisti. Un perfetto spaccato della polarizzazione dell'economia.

Offerta food per tutti i gusti (e le tasche)
Per arrivare i cinesi scelgono perlopiù il treno, gli arabi preferiscono i Suv dai vetri fumè. E la caccia al pezzo desiderato porta fame, complice anche l’aria aperta. Dal ristorante vero e proprio con servizio al tavolo, da una filiale del Wolseley, uno dei ristoranti più chic di Londra, fino all'incantevole Farmhouse (sullo stile di un fienile in legno), ce n'è per tutti i gusti (dal sushi di Istu ai sandwich di Pret a Manger) e tutte le tasche, visto che non mancano i baracchini con lo street food.

A Bicester Village le griffe vendono anche le collezioni della stagione in corso, l’esatto opposto dell’outlet, che nasce proprio come “spaccio” di pezzi e collezioni passate a un prezzo scontato proprio per liberarsi del magazzino. Bicester Village è pertanto più paragonabile a un department store all’aperto dove le boutique, specie quelle dei marchi più prestigiosi, offrono promozioni o a qualche sconto (cosa molto spesso fuori dall'ordinario per il lusso).

Il super sconto? Un miraggio
Ma il metà prezzo non si trova: Brunello Cucinelli vende elegantissimi pantaloni blu, del suo inconfondibile cashmere, a 950 sterline invece di 1.200. Da Loro Piana un berretto soffice e sofisticato viene venduto a 196 sterline rispetto a un prezzo originario di 220. La vetrina di Brioni propone uno stupendo cappotto di cammello a 2.500 sterline. Il low cost non abita a Bicester. A onor del vero ci sono anche marchi più accessibili, da Hunter, la casa degli stivali di gomma per eccellenza, a Timberland.

A Bicester si va più per l’esperienza, per fare shopping di alto livello e alternativo a quello offerto nelle classiche boutique o department store.

Il made in Italy è il più amato
A fine giornata, i vincitori non sono né coloro che con ricchi budget hanno il sorriso stampato in volto e i carrelli pieni di oggetti, né chi si è accontentato di uno shopping più economico. Né la città di Bicester, che ha conosciuto un boom economico grazie a questa Shangri-La delle griffe. Sul gradino più alto del podio sale il Made in Italy, perché solo davanti a tre boutique c'è stata tutto il giorno una lunga fila per entrare: Moncler, Gucci e Prada. Sono loro che monopolizzano l'attenzione, e il portafoglio, dei paperoni in gita nelle campagne inglesi.

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