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Guidare senza mani sul volante. La corsa hi-tech dei costruttori

Network ultraveloci per i comandi autonomi

di Mario Cianflone


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Robotaxi. Il 5G potenzia i sistemi per la guida autonoma introducendo controllo remoto e interconnessione con l'infrastruttura. Nella foto, il concept Volvo 360c

2' di lettura

Connesse, autonome e condivise. Da tempo queste sono le password che permettono di interpretare l’evoluzione in corso dell’automobile. E il 5G con la sua maggiore larghezza di banda diventa una tecnologia chiave a partire proprio dai sistemi di assistenza alla guida. La Sae, Society of Automobile Engineers, ha definito, in apposita tabella, 5 livelli della guida autonoma, meglio dire automatizzata. Attualmente le auto in commercio arrivano al secondo livello, con funzioni di controllo attivo della velocità e dello sterzo in alcune condizioni e senza mai staccare le mani dal volante.

In realtà alcuni modelli montano sistemi di livello 3 che permettono di usare sistemi di bordo pur non tenendo la presa sui comandi della vettura. Il massimo livello, il 5, è ora come ora nel libro dei sogni tecnologici. Le auto robot che guidano realmente da sole muovendosi con massima libertà sul territorio non sono possibili nell’immediato futuro. Per ottenere simili prestazioni occorre molta potenza di calcolo che è molto difficile portare a bordo di una vettura. E qui entra in gioco il 5G che permette lo spostamento dell’intelligenza dalla vettura all’infrastruttura di rete. E questo apre la strada a interessanti funzioni di controllo remoto e di teleguida. Con sistemi che possono potenzialmente diventare via via più economici e utilizzabili magari in forma di abbonamento.

Le reti 5G diventeranno lo standard di comunicazione tra le connected car e le comunicazioni Cellular-V2X (C-V2X), ossia connettività “Vehicle to everything” (veicolo verso qualsiasi cosa). Sotto questa sigla ermetica si nasconde un mondo di possibilità con l’automobile che entra a pieno titolo nell’internet delle cose dialogando con l’infrastruttura stradale, con quella digitale e con gli altri veicoli. E questo si traduce in applicazioni pratiche immediate anche senza pensare ai robotaxi. Un esempio? Il cruise control adattivo, il sistema che nelle auto di oggi , grazie a rada e telecamere vede l’auto che precede la nostra vettura e adegua la velocità frenando e accelerando, può diventare ancora più veloce e smart perché l’altra macchina comunica alle altre se sta riducendo o aumentando la velocità.

Ma non solo, con il 5G e la tecnologia Cellular-V2X le auto possono dialogare tra loro anche all’approssimarsi di un incrocio per evitare incidente oppure far in modo che semafori intelligenti tengano accesa la luce verde sulla strada più trafficata e ridurre le code con evidenti benefici in termini di emissioni. Fantascienza? No, da quasi un anno Bosch, Vodafone e Huawei stanno testando questa tecnologia sul campo, per la precisione sull’autostrada A9 in Baviera utilizzando moduli con connessione 5G.

I risultati ottenuti in questi mesi di prova, hanno consolidato il fatto che la tecnologia Cellular-V2X può essere utilizzata in abbinamento a sistemi di assistenza alla guida già presenti su diversi veicoli e quindi innalzare di colpo la funzionalità dei sistemi Adas (Advance Driver Assistance System) grazie proprio al rete veloce di comunicazione tra veicoli e fra questi e l’ecosistema dei trasporti. Il matrimonio tra auto e 5G non è solo però sicurezza e guida autonoma ma è anche di infotainment di nuova generazione con la possibilità di distribuire audio e video di qualità nonché migliorare mappe, funzioni di navigazione e gestione del traffico in temoo reale.

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