Famiglie e studenti

Guide per imparare a insegnare online e per conoscere l’epidemia Covid-19

di Valentina Reda*

4' di lettura

Nel mondo oltre 1,5 miliardi di studenti sono colpiti dall’emergenza Covid, il 91% del totale secondo le stime dell’Unesco. In questo quadro le principali piattaforme Mooc internazionali hanno cercato di fornire delle risposte favorendo l’uso dei propri corsi per sostenere la didattica curricolare di scuole e università, e il lifelong learning dei lavoratori. Con un messaggio efficace: mentre #restoacasa posso continuare il mio studio e anche sviluppare nuove capacità e competenze.

Offerta di accessi gratuiti

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Coursera ha accresciuto la lunga lista di corsi accessibili a tutti in modalità audit, gratuita, che le piattaforme avevano in buona parte accantonato dal 2016. I nuovi sono dedicati ad alcune categorie di particolare interesse nella fase in corso, dalla public health e la cura della persona ai corsi dedicati agli studenti di scuola e università, o quelli per accrescere le competenze nella tecnologia cloud. In tutto sono più di 1400 quelli elencati da Class Central. La piattaforma Udacity, orientata alle competenze tecnologiche, con più di 50 Nanodregree in collaborazione con le più grandi aziende da Google e Ibm a Amazon web services e At&t, offre invece un accesso gratuito di un mese ai corsi dei suoi programmi, con un risparmio in media di circa 400 dollari. France Université Numèrique ha ripopolato il suo catalogo open, con la ripubblicazione di tutti i corsi archiviati, mentre FutureLearn mette in evidenza i corsi gratuiti e la piattaforma Udemy applica sconti per le nuove iscrizioni. Fuori dall’universo Mooc, iniziative di corsi aperti e sconti sono proposte anche da LinkedIn Learning.

Programmi promozionali

Rivolta alle istituzioni, l’iniziativa per il Covid, lanciata da Coursera il 12 marzo, consente a qualsiasi università di fare richiesta di accesso gratuito per i propri studenti al catalogo di 3.800 corsi e 400 Specializations delle più importanti università e aziende tech del mondo. Ad oggi sono state approvate le domande di più di 500 università in 120 paesi. La richiesta può essere fatta fino al 31 luglio, con la possibilità per gli studenti di completare i corsi entro il 30 Settembre. L’analoga iniziativa di edX - Remote Access Program (Rap) - è aperta invece alle Università Partner, in Italia l’Università di Napoli Federico II, e offre fino a giugno l’accesso -con certificato gratuito - ai corsi di tutte le istituzioni aderenti all’iniziativa, da Mit e Harvard a Ibm e Microsoft.

Le guide per la transizione

Numerosi sono i corsi pubblicati per facilitare la transizione alla didattica online. Su Coursera è possibile seguire il corso più famoso, “Learning how to learn” di Barbara Oakley, che ha raggiunto nelle sue varie edizioni i 2 milioni di iscritti. Prodotto dal team di esperti della piattaforma è, invece, il corso Teaching and Learning, rivolto a introdurre al mondo del design e dello sviluppo dei corsi e della didattica interattiva via Mooc. Disponibili anche diversi webinar, come quello Education and Coronavirus: Resources to Help Take Learning Online, realizzati per i partner ma disponibili a tutti via youtube. Su edX, tra gli altri, è possibile seguire il corso “Pivoting to online teaching” dell’Università del Texas e “How to learn online”, realizzato da un team di esperti interno alla piattaforma. Entrambi i provider stanno facendo, inoltre, uno sforzo per rafforzare l’impegno della community, per favorire l’interscambio e le best practices. Non mancano contributi multicanale che coprono altri temi emergenti, dallo smart working alla gestione psicologica dello spostamento di tutte le attività personali e lavorative online, come l’incontro organizzato da Coursera di domande e risposte con l’Università di Yale.

Divulgazione scientifica

Per capire di più dell’epidemia in corso, molte università hanno aggiornato o prodotto corsi brevi sul tema. Tra i primi, l’Imperial College di Londra e la London School of Hygiene & Tropical Medicine hanno pubblicato percorsi completi, rispettivamente su Coursera e FutureLearn, rivolti a “Parlare del Covid” con alcuni dei leader di settore. A partire da quel Neil Ferguson, coordinatore del noto studio su cui si sono basate le scelte relative al lockdown in Gran Bretagna. Numerosi sono i corsi che guardano al sostegno psicologico, come “Mind Control: Managing your mental health during Covid”, dell’Università di Toronto, e “Primeros auxilios psicologicos (Pap)”, edizione speciale Covid-19, in spagnolo, dell’Università Autonoma di Barcellona, entrambi su Coursera. Rivolti ai medici coinvolti nella gestione della crisi, in prima linea nel rapporto con i cittadini, sono i corsi “Managing Covid-19 in General Practice” della St’ George su FutureLearn, “Covid-19 et soins critiques” pubblicato da Fun e quelli in spagnolo dell’Università Javeriana pubblicati da edX. A questi si aggiungono i brevi percorsi dedicati a problematiche legate alla degenza in casa e all’ospedalizzazione pubblicati in più lingue dalla World Health Organization (Who), e iniziative come quella delle “Pandemic Lectures” disponibili su youtube, con il taglio economico della London Business School, rivolto a comprendere meglio i dati del contagio e la loro lettura a partire dai casi di Corea e Italia.

*Federica Web Learning

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