dopo la manovra

Gusmeroli (Lega): «Cancellare il superammortamento è uno schiaffo a imprese e professionisti»

Per il deputato leghista e vicepresidente della commissione Finanze della Camera si faranno meno investimenti

di Nicoletta Cottone

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3' di lettura

Riduzione drastica del beneficio fiscale, minor spinta agli investimenti nelle aziende e minor crescita tecnologica, minore produzione di macchinari, impianti e attrezzature. «Uno degli ultimi schiaffi alle imprese è l’abolizione dell’iperammortamento, del superammortamento e la riduzione del credito d’imposta su ricerca e sviluppo. L’abolizione del superammortamento colpisce tutte le imprese, le piccole e medie, gli artigiani, i commercianti e i professionisti». È la tesi del deputato leghista Alberto Gusmeroli, sulla misura inserita nella manovra nel maxiemendamento del governo al Senato. Gusmeroli è anche vicepresidente della commissione Finanze della Camera, commercialista e sindaco di Arona.

La legge di bilancio per il 2020 ha inserito, al posto di superammortamento e iperammortamento, un nuovo credito d’imposta per Industria 4.0

Si perde lo sconto sulla contribuzione Inps
Per Gusmeroli, che ha fatto un lungo intervento subito dopo l’audizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, «prima l’agevolazione incideva non solo sull’utile soggetto a imposte, ma anche sulla base imponibile Inps. Perché gli utili soggetti a Irpef, Ires e Irap poi sono anche la base per l’Inps».

Come incide la trasformazione in credito d’imposta?
«Si tratta di un credito d’imposta Irpef e Ires. Quindi se fosse anche a parità di calcolo, avremmo il 25% medio di maggiore contribuzione Inps. Il nuovo credito d’imposta di Industria 4.0 è il 6% del valore d’acquisto, in cinque rate uguali. Dunque il beneficio annuale è pari all’1,2 per cento».

Come commercialista ha fatto dei calcoli?
«L’esempio riguarda l’acquisizione di un bene strumentale soggetto ad aliquota del 20 per cento. Ho analizzato il beneficio fiscale con superammortamento o in presenza di credito d’imposta. Praticamente la riduzione del beneficio è del 60 per cento. Quindi altissima. Questo vuole dire sostanzialmente non spingere più gli investimenti in macchinari e attrezzature».

ACQUISIZIONE DI UN BENE STRUMENTALE SOGGETTO AD ALIQUOTA DEL 20%

La tabella analizza il beneficio fiscale con superammortamento o in presenza di credito d'imposta.(Calcoli a cura di Alberto Gusmeroli)

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Le imprese faranno meno investimenti?
«Generalmente soprattutto a fine anno una qualsiasi impresa cercava da un lato di innovare l’attrezzatura e dall’altro di diminuire il carico fiscale e previdenziale. Così le imprese faranno meno investimenti, ma non è solo quello. Ci sarà un calo anche della produzione di quelli che le attrezzature le producono. É tutta una filiera che viene penalizzata. É un danno enorme, che riguarda 5-6 milioni di attività. Parliamo sicuramente di miliardi di investimenti. In un Paese che non cresce, non spingere gli investimenti delle aziende private, delle piccole e medie imprese che sono l’ossatura della nostra economia, di artigiani, commercianti e professionisti, vuol dire non aver chiaro che abbiamo bisogno di sostenerle. Quasi si fa un favore alle imprese estere, perché in questo modo le aziende italiane investiranno meno.

Il governo dice che non è vero. Lei che pensa?
«Ma è evidentissima la diminuzione, proprio per il tipo di calcolo. Se mi dai un credito d’imposta che ha l’effetto solo su Irpef e Ires, è chiaro che io perdo il beneficio Inps. L’Inps mediamente su imprese, commercianti, artigiani e professionisti è circa il 25%. Quello lo perdo. Poi c’è una riduzione, perché il 6% sull’investimento è nettamente inferiore al 30% che mi davano in più di ammortamento, che peraltro incideva anche sull’Irap».

Ci sono aggravi burocratici?
«Ci sono anche degli appesantimenti burocratici. Le aziende dovranno presentare una relazione annuale al Mise sugli acquisti effettuati che beneficiano del credito d’imposta. Sulle fatture, poi, deve essere evidenziata la normativa di legge che prevede il credito d’imposta. In definitiva aumento della tassazione, meno investimenti e più burocrazia fiscale. Un disastro».

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