dopo lo stop al superammortamento

Gusmeroli: «Penalizzante la fruizione ritardata del credito d’imposta»

Il combinato disposto di manovra e dl fiscale consentirebbe di compensare solo 10 giorni dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi

di Nicoletta Cottone

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Il combinato disposto di manovra e dl fiscale consentirebbe di compensare solo 10 giorni dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi


2' di lettura

«Oltre al danno, la beffa». Torna all’attacco il deputato leghista Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione Finanze della Camera, che in una intervista al Sole24Ore.com il 22 dicembre, aveva criticato la norma inserita in manovra dal maxiemendamento, che ha cancellato superammortamento e iperammortamento, sostituendolo con un credito d’imposta. Credito, aveva spiegato Gusmeroli, «che ha effetto su Irpef e Ires, ma non fa più ottenere i benefici Inps». Un effetto che colpisce tutte le imprese, le piccole e medie, gli artigiani, i commercianti e i professionisti.

La legge di bilancio per il 2020 ha inserito, al posto di superammortamento e iperammortamento, un nuovo credito d'imposta per Industria 4.0

Nel mirino la compensazione a 10 giorni dalla dichiarazione
Ora l’obiettivo del deputato, che ha fatto un lungo intervento in aula alla Camera, è puntato sul collegato fiscale alla manovra che, all’articolo 3, dettando nuove norme contro le indebite compensazioni, «prevede che la compensazione del credito d’imposta per importi superiori ai 5mila euro, si faccia solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione».

Prima presentare la dichiarazione
«L’abolizione del superammortamento - spiega Gusmeroli - si porta dietro una ulteriore beffa: il credito d’imposta non potrà essere compensato con le imposte dell’anno e aziende, artigiani, commercianti e professionisti dovranno prima pagare le tasse, senza alcuna agevolazione. Solo in seguito potranno usufruire del credito d’imposta del 6% in 5 anni».

L’articolo 3 del decreto fiscale prevede che la compensazione del credito d’imposta per importi superiori ai 5mila euro, solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione

Dunque, sottolinea ancora il deputato, «non solo il danno della riduzione del beneficio di Industria 4.0, ma anche la beffa dello spostamento della compensazione dei crediti dopo la presentazione della dichiarazione». Alcuni esperti ritengono, però, che per i crediti da incentivi non valgano le restrizioni sulle compensazioni introdotte dall’articolo 3 del decreto fiscale. Sarà ora l’agenzia delle Entrate a fornire chiarimenti sul punto. Il nuovo meccanismo risulta comunque meno conveniente rispetto a quello attualmente in vigore.

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