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Guterres (Onu) ai leader: «Dichiarate l’emergenza climatica»

È questo l’accorato appello lanciato dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres al summit virtuale sul clima che fa il punto sugli impegni dei governi a cinque anni esatti dalla firma dell’Accordo di Parigi il 12 dicembre 2015

Antonio Guterres (Reuters)

2' di lettura

I leader mondiali devono, ciascuno nel proprio Paese, dichiarare lo stato di emergenza climatica per accelerare le misure di contrasto all’effetto serra. È questo l’accorato appello lanciato dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres al summit virtuale sul clima che fa il punto sugli impegni dei governi a cinque anni esatti dalla firma dell’Accordo di Parigi il 12 dicembre 2015.

«Qualcuno può ancora negare che ci troviamo di fronte a un'emergenza drammatica? - ha detto Guterres davanti a oltre 70 leader collegati in videoconferenza - Per questo motivo oggi invito tutti i leader del mondo a dichiarare lo stato di emergenza climatica nei loro paesi fino a quando non sarà raggiunta la neutralità delle emissioni di anidride carbonica».
Guterres ha detto che i pacchetti di ripresa economica lanciati sulla scia della pandemia di coronavirus hanno rappresentato un'opportunità per accelerare la transizione verso un futuro a bassa emissione di carbonio - ma ha avvertito che questo non sta accadendo abbastanza velocemente.

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L’accordo di Parigi prevede l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 gradi centigradi, facendo ogni sforzo per avvicinarsi a +1,5 gradi. Gli Stati Uniti di Donald Trump si sono chiamati fuori dall’accordo ma la nuova amministrazione Biden si è impegnata a rientrarvi appena insediata.

Tra gli annunci presentati oggi, spicca quello del governo britannico, che metterà fine al suo sostegno e ai finanziamenti a favore di progetti all'estero su combustibili fossili. In sostanza Londra ha deciso di non accordare più il suo aiuto e sostegno finanziario a progetti riguardanti petrolio, gas e carbone.

Venerdì l’Unione Europea ha incrementato l’obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2030, portandolo dal 40 al 55%, rispetto ai livelli del 1990.

«Dobbiamo agire con determinazione senza precedenti, ma dobbiamo agire ora” per la riduzione delle emissioni. “Il futuro appartiene alle giovani generazioni», ha detto il premier Giuseppe Conte. “Come presidente del G20 e partner della Gran Bretagna per la Cop26, l'Italia è impegnata a dare un contributo importante allo sforzo comune” di sviluppare “accordi ambiziosi e lungimiranti” nel quadro delle conferenze di Rio su clima, biodiversità e desertificazione. «L'impatto della pandemia sui nostri sistemi economici e sociali non dovrebbe diminuire la nostra determinazione. Per aiutare i Paesi “più vulnerabili” ad affrontare il cambiamento climatico, l'Italia - annuncia - si impegna a “donare 30 milioni di euro” all'Adaptation fund delle Nazioni Unite».

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