Innovazione

Gva Redilco diventa Dils per espandersi in Europa

Obiettivo arrivare in cinque anni a cento milioni di ricavi con l’ingresso di Redeal. La crescita inizia da Spagna, Portogallo e Francia

di Paola Dezza

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

«Una start up con una storia lunga cinquant’anni». Così l’ad Giuseppe Amitrano definisce la nuova Gva Redilco nel giorno in cui presenta la strategia e il futuro nome del gruppo. Si chiamerà Dils da oggi in poi la società immobiliare, fondata nel 1971, che Amitrano ha rilevato nel 2016 tramite un’operazione di management buyout. Un nome che punta da subito alla internazionalizzazione – richiamando la parola inglese deal, operazione immobiliare ma anche accordo – e che avrà come missione quella di integrare tecnologia e digitalizzazione nel mondo tradizionale del real estate.

Già nel 2019 il gruppo era cresciuto grazie all’integrazione con Sigest, realtà attiva da oltre 30 anni nel mercato residenziale, mentre poche settimane fa è entrata nel capitale con una quota del 18% Redeal, società veicolo costituita e controllata dalla H14 della famiglia Berlusconi, che ha coinvolto nell’investimento altri family office e imprenditori italiani e internazionali. Tra questi la famiglia Marzotto, la famiglia Doris, Nerio Alessandri, le famiglie Fontana (che possiede l’hotel Villa d’Este sul lago di Como), Radici e de Brabant, insieme a nomi internazionali come quello dell’azionista di riferimento della AB Inbev. Investitori con un’ottica di lungo periodo.

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Pertanto il rebranding è solo il primo passo di un piano di sviluppo pluriennale che dal 2022 punta a creare un nuovo player europeo che in dieci anni arriverà ad avere mille dipendenti. «Stiamo chiudendo un anno record con ricavi pari a oltre 40 milioni di euro dai 29 milioni dello scorso anno – dice Amitrano –. Oggi siamo arrivati a 130 dipendenti, dai 40 del 2015, per giungere a 500 persone nell’arco dei prossimi cinque anni».

La società è stata anche premiata per il quinto anno consecutivo come azienda “Leader della crescita”, la classifica annuale realizzata dal portale web tedesco Statista, in collaborazione con Il Sole 24 Ore.

L’espansione avverrà con l’apertura di sedi locali, ma anche tramite acquisizioni di aziende e partirà da Spagna, Portogallo e Francia per proseguire in Germania, Paesi Bassi e Polonia fino al Regno Unito, con ricavi stimati di oltre 100 milioni di euro entro il 2026. Allocato alla voce investimenti per acquisizioni un controvalore pari a 60-70 milioni di euro per i prossimi due anni. «Per ciascuno dei primi tre Paesi in cui vogliamo espanderci abbiamo già l’elenco delle società target con cui sono iniziati i contatti», conclude Amitrano.

Dils punta soprattutto a diventare protagonista di un processo di trasformazione che vedrà riscrivere le regole e i paradigmi di un settore, quello immobiliare, che impatta su ogni sfera della nostra vita. Immobiliare che oggi ha esteso il proprio raggio di azione alla rigenerazione urbana e ai cambiamenti dell’idea di città e degli spazi in cui in futuro vivremo e lavoreremo. Il dibattito sul futuro del real estate vede protagonisti tanto la casa, sempre più grande e spaziosa, quanto gli uffici, che cambiano pelle e diventano spazi ibridi dove incontrarsi e socializzare.

Amitrano aggiunge anche che il mercato immobiliare italiano dovrebbe chiudere il 2021 con volumi di investimento non residenziali pari a 9-10 miliardi di euro.

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