casa bianca nella Bufera

«Ha mentito». Si dimette Hicks, ex modella e addetta stampa di Trump

di Marco Valsania

(Afp)

2' di lettura

La Casa Bianca perde un altro alto funzionario e Donald Trump uno dei suoi consiglieri finora più fidati. A rassegnare le dimissioni è stata all’improvviso Hope Hicks, a soli 29 anni protagonista di una lunga carriera a fianco della famiglia Trump, prima come ex modella per i marchi di abbigliamento di Ivanka, poi portavoce della Trump Organization, ancora responsabile dei rapporti con la stampa per la campagna elettorale di Donald e infine stratega e direttore della comunicazione per la sua Casa Bianca.

Hicks è stata travolta dalle nuove battaglie intestine dell’amministrazione: solo nelle ultime ore ha ammesso in Parlamento, durante audizioni sul Russiagate, di aver mentito per Trump. Anche se sono state menzogne innocenti, ha detto, quali dire a qualcuno che il presidente era occupato quando semplicemente non lo voleva ricevere e non invece su temi seri quali connivenze con la Russia. Hicks ha però parlato solo del periodo precedente alle elezioni e ha rifiutato di rispondere a domande sui 13 mesi alla Casa Bianca su ordine del presidente.
Nelle scorse settimane era salita alla ribalta la sua relazione con Rob Porter, funzionario dimissionario per accuse di abusi sessuali che lei aveva anche contribuito a difendere protraendo lo scandalo.

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L'addio di Hope Hicks, da ex modella a capo della comunicazione di Trump

L'addio di Hope Hicks, da ex modella a capo della comunicazione di Trump

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Hicks ha fatto sapere di voler perseguire «nuove opportunità». Trump ha confermato di aver accettato le dimissioni pur aggiungendo che le «mancherà». La sua amministrazione sta battendo ogni record di turnover al governo dopo solo un anno. La poltrona di direttore delle comunicazioni ha già visto passare quattro persone e adesso si prepara ad accogliere la quinta, forse una delle vice di Hick stessa, Mercedes Schlapp.

Con l’uscita di scena di Hicks il presidente perde tuttavia anche il più stretto consigliere al di fuori della sua cerchia familiare. Un’uscita ancora più pesante dopo che il genero Jared Kushner, inviso all’interno al capo di staff John Kellly e al consigliere per la sicurezza nazionale Hr McMaster, ha dovuto incassare un declassamento con la revoca del suo diritto a ricevere informazioni top secret perché l’Fbi nei fatti lo considera a rischio di ricatto per i suoi oscuri business familiari. Il Washington Post aveva riportato che almeno quatto paesi, Cina, Messico, Emirati Arabi Israele, hanno discusso come manipolare Kushner.

La durezza degli tensioni che scuotono l’amministrazione è stata in queste ore resa evidente anche dal bitta e risosta tra Trump e il suo segretario alla Giustizia Jeff Sessions, uno dei suoi fedeli della prima ora. Trump lo ha criticato pesantemente sul Russiagate, accusandolo di debolezza per aver affidato un’inchiesta interna su presunti abusi dell’Fbi nelle indagini a organismi del ministero stesso. Session ha risposto pubblicamente che continuerà a fare il suo lavoro con «integrità».

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