secondo microsoft

Usa, elezioni 2020: Trump nel mirino degli hacker iraniani

Le elezioni americane del 2020 sono nel mirino dell'Iran. Il sospetto c'era da tempo, ma ora ci sono le prove: a fornirle è Microsoft

default onloading pic

Le elezioni americane del 2020 sono nel mirino dell'Iran. Il sospetto c'era da tempo, ma ora ci sono le prove: a fornirle è Microsoft


2' di lettura

Le elezioni americane del 2020 sono nel mirino dell'Iran. Il sospetto c'era da tempo, ma ora ci sono le prove: a fornirle è Microsoft che, con un rapporto, ha svelato come la campagna presidenziale di almeno uno dei partecipanti alla corsa per la Casa Bianca sia finita sotto l'attacco dei pirati informatici legati al governo di Teheran.

E, secondo alcune indiscrezioni riportare per prime da Reuters, l'obiettivo numero uno degli hacker sarebbe stata proprio la campagna per la rielezione del presidente Donald Trump.

LEGGI ANCHE / Venti di guerra Usa-Iran, ecco la reale forza militare di Teheran

Cauta la prima reazione della Casa Bianca: «Non abbiamo alcuna indicazione che le infrastrutture della nostra campagna siano state prese di mira”, afferma uno dei portavoce di Trump, Tim Murthaugh, alla Cnbc. Quello che è certo, come rivelato da Microsoft, è che l'offensiva, portata avanti da un gruppo chiamato Phosphorus, ha riguardato anche gli account email di numerosi giornalisti americani che seguono le vicende della campagna elettorale e alcuni alti funzionari ed ex funzionari dell'amministrazione statunitense.
La notizia piomba in pieno clima di scontro tra Usa e Iran, ed è probabilmente destinata ad allontanare ancora di più la possibilità di una ripresa del dialogo affossando definitivamente quel tentativo di mediazione portato avanti senza successo durante la settimana dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, quando sfumò la possibilità di un clamoroso incontro a sorpresa tra Donald Trump e il presidente iraniano Hassan Rohani.

Secondo il rapporto di Microsoft, che non svela i nomi delle persone coinvolte, sono stati almeno 2.700 tra agosto e settembre i tentativi di violazione da parte degli hacker iraniani e che hanno riguardato almeno 241 profili personali di posta elettronica. Solo in quattro casi - ma nessuno di questi riguarda candidati alla Casa Bianca - gli attacchi sarebbero andati a buon fine. Usando tra l'altro - sottolinea Microsoft - sistemi molto poco sofisticati, vale a dire l'uso di informazioni personali delle vittime per scoprire le loro password.

Già a luglio, nel corso di un evento ad Aspen, in Colorado, il vicepresidente di Microsoft Tom Burt aveva denunciato come l'Iran fosse impegnata, al pari di Russia e Corea del Nord, in una campagna che prevede regolari cyberattacchi contro l'America. Ma finora le vittime individuate erano state organizzazioni non governative o think tank vicini alle campagne dei vari candidati alle presidenziali del 2020. Ora invece emerge come obiettivo dell'offensiva siano direttamente i soggetti politici coinvolti nel processo elettorale. Un salto di qualità che preoccupa non poco. Ancora vivissima infatti è la ferita delle interferenze russe sul voto del 2016.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti