ADVERTISING (QUASI) DIGITALE

Hai cercato un prodotto online? Amazon ti invia a casa i campioncini


Amazon diventa corriere postale con controllo AgCom e Ok del Mise

2' di lettura

Campioncini gratuiti a casa dei clienti, a seconda dei loro gusti - o almeno, a seconda dei gusti che traspaiono dalle proprie ricerche l’online. L’ultima trovata di Amazon, il gigante statunitense dell’e-commerce, abbatte una nuova frontiera del rapporto fra pubblicità fisica e digitale: inviare ai propri utenti confezioni di prova di prodotti conosciuti alla clientela Usa, come il caffè Folgers o il mascara Maybelline, in base al profilo “catturato” dagli algoritmi della piattaforma. Lo scrive il portale statunitense Axios, tracciando un profilo di una tecnica pubblicitaria che potrebbe rinsaldare il peso di Amazon - anche -nell’industria dell’advertising. A differenza dei concorrenti del calibro di Facebook e Google, la piattaforma può infatti contare sia su un’enorme mole di dati sia una rete logistica che permette di raggiungere fisicamente la clientela. Il risultato è una combinazione fra pubblicità online e fisica che «non può essere raggiunta» da concorrenti strutturati solo per il flusso di informazioni su smartphone e computer dei propri clienti.

Come funzionano i campioncini “digitali”
In breve, Amazon seleziona i prodotti da inviare in base alle abitudini di spesa rilevate dai suoi sistemi di machine learning: se il cliente ha cercato o comprato capsule di caffè sulla piattaforma online del gruppo, potrebbe vedersi recapitare una confezione di prova di un marchio del settore. Oggi il gruppo, a quanto riporta Axios, macina buona parte dei suoi miliardi di ricavi pubblicitari dalla semplice pubblicazione di inserzioni online. Il matrimonio fra analisi dei dati e l’invio di campioncini vecchia scuola crea un margine aggiuntivo di profitti sul versante dell’advertising. Gli esperti di marketing intervistati dai media Usa sottolineano che il servizio potrebbe aumentare il cosiddetto tasso di “conversione”, ossia di acquisto effettivo del prodotto da parte della clientela. Anche perché l’azienda conta su un campione di partenza di 100 milioni di iscritti al servizio Prime, una fucina di informazioni arricchita dai milioni di utenti occasionali che si attivano ogni giorno sulla sua piattaforma.

Il problema numero uno: la privacy
L’entusiasmo degli esperti di marketing tiene conto, però, di alcuni ostacoli. Il più evidente sono i problemi di privacy: non tutti i clienti potrebbero accogliere di buon grado una consegna non richiesta, a maggior ragione se frutto di uno studio sulle proprie abitudini online. L’azienda non nasconde la pratica e consente agli utenti di disattivare qualsiasi ricezione indesiderata con una modifica alle impostazioni personali. A giudicare dalle prime reazioni online, quasi tutte positive, saranno in pochi a farsi da parte.

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