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Haier riporta le lavatrici Candy in Italia «per essere più vicini ai clienti»

Haier sposta la produzione di 100mila pezzi da incasso dalla Cina a Brugherio. «Con internet e qualità l’asticella si sposta in alto». Investimenti industria 4.0

di Matteo Meneghello

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Haier sposta la produzione di 100mila pezzi da incasso dalla Cina a Brugherio. «Con internet e qualità l’asticella si sposta in alto». Investimenti industria 4.0


4' di lettura

Un «reshoring», rientro a casa delle produzioni, con firma cinese. Sembra un paradosso, ma in realtà la decisione di Haier - che ha deciso di dirottare sullo storico stabilimento di Brugherio 100mila unità di lavatrici da incasso che la famiglia Fumagalli aveva spostato in Cina - può essere letta proprio come la diretta conseguenza della nuova dimensione assunta da Candy dopo essere stata rilevata dai cinesi. Yannick Fierling, il manager francese che guida il gruppo in Europa e che da un anno ha preso casa a Milano facendo il pendolare su Brugherio, dove ha stabilito il quartier generale operativo per tutto il mercato europeo, lo sintetizza così: «nell’era di Internet e del servizio come valore aggiunto, c’è spazio per spostare l’asticella della competitività verso l’alto». Un modo per ribadire nei fatti che le dichiarazioni dei cinesi a margine del closing dell’acquisizione non erano solo slogan: l’Italia può essere davvero centrale per il baricentro europeo di Haier.

A un anno dall’acquisizione, la scelta di riportare in Italia parte della produzione. Può fornirci qualche dettaglio sul piano?
A partire da giugno 2020 abbiamo deciso di trasferire la produzione di 100mila lavatrici da incasso dalla Cina allo stabilimento di Brugherio. Il segmento degli elettrodomestici da incasso richiede maggiore flessibilità e vicinanza al cliente rispetto alla libera installazione, in quanto ordinando una cucina il consumatore si aspetta di ricevere tutti gli elettrodomestici contemporaneamente. La fabbrica di Brugherio risponde a queste necessità; il trasferimento di questa linea di prodotti in Italia ridurrà la catena logistica e i tempi di consegna migliorando la flessibilità nel processo di consegna ai nostri clienti finali.

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Che tipo di interventi saranno messi in campo?
Il sito di Brugherio è molto avanzato dal punto di vista operativo e tecnologico, anche grazie ai recenti investimenti fatti con il contributo di Regione Lombardia che lo hanno portato ai parametri dell’Industria 4.0. Un nuovo investimento di oltre 600mila euro nell’impianto avrà lo scopo di migliorare le linee di prodotti e la robotica per sviluppare la capacità e le installazioni presenti nello stabilimento.

Quali sono le ragioni industriali che giustificano questa decisione? Quanto ha pesato la necessità di bilanciare l’attuale organico con i volumi evitando costi sociali in Italia, con 135 esuberi ancora oggi coperti da cassa da qui al 2020?
Nel mese di luglio è stato presentato al Mise un piano industriale che abbiamo condiviso con tutte le parti sociali; è nostra intenzione rispettarlo. Il gruppo ha più volte affermato la volontà di investire in Europa e in Italia e questo è sicuramente un segnale forte in questa direzione.

Per quali ragioni i Fumagalli avevano scelto di spostare parte della produzione in Cina e per quale motivo ora non sono più valide?
All’inizio del 2000 l’industria dell’elettrodomestico viveva in Europa occidentale un momento complesso e difficile, in termini di competitività e crescita; molti produttori hanno deciso uno spostamento delle fabbriche in Turchia, in Europa orientale e in Asia, geografie che garantivano costi più competitivi. La famiglia Fumagalli fu una dei pionieri di questa tendenza, organizzando la strategia di produzione in maniera distribuita e in particolare scegliendo la Cina come punto focale per le lavatrici. Oggi il mercato è ancora difficile, ma grazie a innovazione e Iot c’è spazio per strategie diverse e per spostare la concorrenza a un livello più alto, creando valore in modo diverso dai nostri competitor. Haier e Candy si sono dimostrati ancora una volta pionieri avendo una proposta innovativa, che ha portato il gruppo a essere leader sul mercato delle smart appliances.

Quale sarà ora la mission dell’unità produttiva ex Candy in Cina?
Voglio essere molto chiaro su questo punto: siamo il gruppo che cresce più velocemente nel settore e non stiamo riducendo la nostra produzione in Cina - o in qualsiasi altra parte del mondo - a seguito di questa decisione. Inoltre, la fabbrica Candy Hoover in Cina è strategica e funziona a pieno regime, con oltre 2 milioni di pezzi prodotti nel 2019. Abbiamo deciso di spostare la produzione di lavatrici da incasso solo per cambiare il mix e essere più vicini ai consumatori in un settore dove questo risulta essere un vantaggio competitivo.

Pensa sia possibile già nel 2020 un aumento dei volumi produttivi a Brugherio («reshoring» a parte)?
Il piano aziendale presentato a luglio ha già preso in considerazione questa operazione e il nostro intento è rispettarla anche in futuro.

Il gruppo ha un quota di mercato del 5,9% in Europa. Come si chiuderà l’anno?
Haier Europe chiuderà il 2019 con un fatturato totale di oltre 2 miliardi. Siamo il gruppo con la crescita più rapida - e a doppia cifra - in un mercato maturo e stagnante. Questi risultati ci rendono ancora più orgogliosi se consideriamo che il 2019 ha visto anche il successo dell’integrazione, che ha richiesto sforzi importanti.

Quali sono le previsioni per il 2020 per il comparto degli elettrodomestici in generale, sia in relazione al mercato europeo che a quello italiano?
Lo scenario competitivo è difficile, sia in Europa che in Italia, non solo per la concorrenza aggressiva che sta caratterizzando tutti i paesi, ma anche per fattori sociali ed economici congiunturali quali Brexit e la generale incertezza politica ed economica. In questo scenario, la strategia di Haier si concentra sull’innovazione e sulla creazione di un ecosistema basato su Internet; questo permette di creare maggior valore e continuare il percorso di crescita.

Ora che l’integrazione è avviata, ci si deve aspettare in Europa un futuro di sola crescita organica per il gruppo o crede che abbia le capacità di essere pivot per ulteriori operazioni m&a?
La forte complementarietà da un lato e la cultura imprenditoriale che da sempre caratterizza le due aziende ha fatto si che l’integrazione tra Candy e Haier si sia concretizzata in un successo; vogliamo accelerare in questa direzione. Per quanto riguarda le acquisizioni o ulteriori operazioni di fusione, al momento non abbiamo nulla in cantiere ma ci stiamo guardando intorno..

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