Crisi nel Paese caraibico

Haiti: arrestati 2 killer del presidente Moise, 4 uccisi in scontro a fuoco con la polizia

La polizia annuncia l’uccisione di 4 “mercenari”. Il primo ministro uscente Claude Joseph dichiara lo stato d’assedio. Ue, Borrell: «scioccato». Gli Usa: «Un crimine orribile»

Articolo aggiornato l’8 luglio alle ore 7,18

Haiti, assassinato in casa il presidente Jovenel Moise

3' di lettura

I presunti assassini del presidente haitiano, Jovenel Moise, sono stati arrestati dalla polizia. Il direttore generale della polizia ha annunciato che quattro “mercenari” coinvolti nell’omicidio sono stati uccisi e altri due sono stati arrestati. «Tre poliziotti che erano stati presi in ostaggio sono stati liberati», ha aggiunto. Il presidente Moïse è stato assassinato due notti fa da un commando armato in piena notte nella sua abitazione. Intanto Martine Moise, la first lady rimasta gravemente ferita nell’attentato, è stata trasferita in aereo al Miami Baptist Hospital. Il primo ministro ad interim Claude Joseph ha affermato che la polizia e l’esercito hanno il controllo della sicurezza. Haiti ha una lunga storia di dittature e sconvolgimenti politici.

L’assassinio del presidente Moise

Un commando armato di “mercenari’, alcuni dei quali parlavano spagnolo, ha ucciso la notte di mercoledì verso l’1 locale (le 7 ora italiana) nella sua residenza il presidente haitiano Jovenel Moise, ferendo gravemente la moglie, Lady Martine. I media del Paese caraibico hanno pubblicato un comunicato del primo ministro, Claude Joseph, che ha assunto la conduzione del governo e ha condannato quello che ha descritto come un «atto odioso, disumano e barbaro».

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Consiglio dei ministri straordinario: stato d’assedio

«Ho appena presieduto un Consiglio dei ministri straordinario, nel corso del quale abbiamo deciso di dichiarare lo stato d’assedio sull’insieme del Paese». Lo ha annunciato il premier di Haiti, Claude Joseph, in un discorso alla nazione diffuso dalla tv nazionale di Haiti Tnh, come riporta il sito di informazione Haiti Libre. In precedenza Joseph aveva convocato una riunione speciale del consiglio di sicurezza, invitando la popolazione a mantenere la calma. «La situazione nel Paese - ha sostenuto - è sotto il controllo della polizia nazionale e delle forze armate haitiane». Residenti hanno riferito di aver visto aggirarsi nella zona uomini in tuta mimetica nera ed avere sentito spari di armi di grosso calibro e notato volare dei droni.

L’insediamento del presidente Moïse

Moïse, insediatosi nel 2017, da gennaio 2020 governava per decreto, e senza la presenza di un Parlamento. Affrontava crescenti proteste da parte di associazioni politiche, sociali e religiose, che lo accusavano di aver creato ad Haiti una profonda crisi politica e costituzionale, usando bande armate per rimanere al potere. Proprio il 6 luglio Moïse aveva nominato un nuovo primo ministro, Ariel Henry, per preparare il Paese alle elezioni che avrebbero portato il 26 settembre allo svolgimento di un referendum costituzionale e all’elezione di un presidente e di un nuovo parlamento.

La Repubblica Dominicana, alla notizia dell’assassinio, ha chiuso le sue frontiere con Haiti: il presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader, ha dato l’annuncio e ha segnalato di aver convocato i vertici delle forze armate per discutere della situazione. Il presidente ha poi disposto il rafforzamento della vigilanza militare e delle misure di sicurezza, in particolare lungo la frontiera terrestre con Haiti.

Le reazioni in Europa e Usa

Sgomento anche in Europa: «Sono scioccato per l'assassinio del presidente haitiano Jovenel Moise. Avevamo avuto uno scambio in un forum diplomatico 3 settimane fa. Questo delitto comporta un rischio di instabilità e di una spirale di violenza» per Haiti. «I responsabili devono essere trovati e assicurati alla giustizia». Lo dice l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell, via social, dopo l'uccisione del presidente haitiano e del ferimento della moglie.

Dura anche la presa di posizione degli Stati Uniti, che hanno definito «crimine orribile» l’assassinio la notte scorsa a Port-au-Prince del presidente di Haiti, Jovenel Moise, e del ferimento della moglie Martine, da parte di un commando di “mercenari”. In dichiarazioni alla Cnn, la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha comunque promesso che l’amministrazione Biden non farà mancare il suo sostegno al popolo di Haiti. «È un crimine orribile - ha ribadito - e siamo molto dispiaciuti per la perdita che tutti stanno soffrendo dopo essersi svegliati questa mattina apprendendo la notizia». Per quanto ci riguarda, ha ancora detto, «siamo pronti a dare al popolo haitiano tutto l’aiuto di cui ha bisogno». «Stiamo ancora raccogliendo informazioni dettagliate - ha aggiunto - e ovviamente la nostra ambasciata in quel Paese e il Dipartimento di Stato lavoreranno a stretto contatto».


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