Chiesto un riscatto

Haiti, ingegnere italiano rapito: procura di Roma apre indagine

Era nel Paese per conto dell’azienda Bonifica spa, impegnata nella costruzione di strade. Il rapimento sarebbe avvenuto per scopi estorsivi

Aggiornato il 3 giugno 2021 alle ore 16:36

Haiti, rapito ingegnere italiano

1' di lettura

La procura di Roma ha aperto una indagine in relazione al sequestro ad Haiti dell’ingegnere Giovanni Calì di 74 anni. Nel procedimento contro ignoti, coordinato dal procuratore Michele Prestipino, si ipotizza il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. Le indagini sono state delegate ai carabinieri del Ros. Il nostro connazionale è stato prelevato, assieme ad un suo collaboratore haitiano, da un gruppo armato il primo giugno scorso.

Chiesto riscatto di 500mila dollari

Per il rilascio dell’ingegnere italiano sarebbe stato chiesto un riscatto di 500mila dollari. Lo si apprende da fonti che seguono la vicenda. Calì, 74 anni, era nel Paese per conto dell’azienda Bonifica spa, impegnata nella costruzione di strade. È stato prelevato dal cantiere, dove si trovava per alcuni rilievi, da individui sconosciuti. L’Unità di Crisi della Farnesina è stata immediatamente attivata e sta seguendo il caso in raccordo con le altre competenti articolazioni dello Stato, con la nostra ambasciata a Panama e con il nostro Console onorario sul posto.

Loading...

«Una gang locale dietro il rapimento dell’italiano»

L’ingegnere italiano, responsabile della posa dell’asfalto sulla strada che collega i dipartimenti del Centro e del Nord di Haiti per conto della Bonifica spa, sarebbe stato sequestrato da una nota gang locale chiamata ’400 Mawozo’. Lo indicano fonti informate ad Haiti. Il sequestro, aggiungono, sarebbe avvenuto in una località chiamata Croix des Bouquets.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti