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Halo Infinite è un nuovo inizio e una nuova speranza per gli eSport

343 Industries inaugura una nuova stagione per la saga di fantascienza più amata su Xbox. Convincente la campagna ma la novità è il multiplayer

di Luca Tremolada

Halo Infinite - Campaign Overview

2' di lettura

Halo Infinite è il gioco che serviva a Microsoft per confermare le ambizioni della sua piattaforma videoludica. La campagna è la giusta evoluzione della saga fantascientifica più popolare su Xbox. Il gameplay è divertente, tattico, direi quasi ginnico nelle sue dinamiche. Ma la vera novità è il multiplayer (free-to-play), vintage nell’essenza ma già proiettato nel futuro. Siamo di fronte a un gioco che sembra nato per generare l'arena di eSport più innovativa di sempre.

La campagna

Prima due parole su Halo. Siamo al sesto episodio principale della saga di Master Chief. Il tono è epico e va bene così. La scelta di puntare sull'open world non è delle più felici ma funziona. Zeta Halo, l'anello orbitante e abitabile altamente instabile e in più parti frantumato dove è ambientata la campagna, è invece un luogo ispirato, non siamo ai livelli di Destiny ma poco ci manca. Come è ispirato il gunplay davvero divertente, ben calibrato e stimolante per varietà di armi e opzioni di gameplay.

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Il multiplayer

La scelta di proporre a sorpresa un free-to-play a due settimana dal lancio ha lasciato un po' tutti sorpresi. Ma aveva senso. Il Pvp confezionato da 343 Industries è strategico, veloce ma mai frenetico. Non siamo dalle parti di Cod, i giocatori danzano nella mappe, serve spirito di adattamento e una comprensione profonda delle potenzialità delle armi. Rispetto ai moderni Fps Halo Infinite non è meno veloce ma solo più classico nell'impostazione, guarda alle arene meno letali e più divertenti degli anni passati ma recupera una vocazione agli eSport molto contemporanea. Vivrete dei duelli appassionanti dove solo il migliore vince, e non quello più furbo.

Come viene ripensato l’eSport

A differenza di altri titoli come Overwatch e Call of Duty, 343 Industries sembra volere sganciare l'esperienza competitiva dal ruolo di evento multimediale. Niente licenze milionarie o mega-eventi con tanto di sponsor, almeno per ora. Ma invece accordi con i team per generare oggetti digitali da vendere nello store. L'idea è rendere gli atleti della piattaforme di distribuzione per generare skin personalizzati. Il modello di business è quello di Fortnite: micro-transasazioni in-game dove si paga il contenuto digitale che modifica l'estetica del personaggio. Al posto di puntare su licenze super-costose il modello sembra essere quello di spingere le start a generare oggetti per portare più giocatori a giocare. Invece di vivere di eventi si lavora sul prodotto. I team di eSport possono guadagnare concentrandosi esclusivamente sugli stessi obiettivi dell'editore: convincere i giocatori a scaricare il gioco e spendervi denaro. Sembra l'uovo di Colombo per gli eSport. E forse lo è.

Cosa ci è piaciuto

Gli appassionati di Halo rimarranno soddisfatti. È un nuovo inizio. In tutti i sensi.

Cosa non ci è piaciuto

Manca la modalità Co-op e l'open world non regge fino alla fine. Ci sarebbe da dire anche sull'Ai e su alcune mappe al chiuso un po' troppo ripetitive. Ma in fondo sono dettagli.


Riproduzione riservata ©

  • Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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