FORMULA 1

Hamilton re di Monza. Ora è lui il leader del mondiale: superato Vettel

di Alex D'Agosta


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Lewis Hamilton taglia vittorioso il traguardo del Gran Premio di Monza (Reuters/Luca Bruno)

4' di lettura

Dopo un weekend meteorologicamente molto instabile, una raggiante domenica ha ospitato il Gran Premio d'Italia di Formula 1 con un pienone di pubblico affettuoso e innamorato della Ferrari e di Vettel che arrivava qui come leader della classifica generale provvisoria nel mondiale piloti. Ma con una doppietta Mercedes questo primato si è dissolto: Hamilton, capace ieri di entrare nella storia per aver superato Michael Schumacher nell'importante statistica delle pole position (ora è arrivato a quota 69 e sarà difficile arrestarlo), ha agguantato con facilità la sua quarta vittoria all'Autodromo Nazionale, la numero 59 in carriera. La gara che tutti i piloti vorrebbero vincere in Ferrari ma, al momento, a ricordare la rossa davanti a tutti bisogna tornare indietro al 2010 con Fernando Alonso.

Grazie a condizioni meteo eccellenti, al grande lavoro di sicurezza e all'intelligente introduzione di dissuasori in uscita della parabolica, nessun pilota ha osato troppo e lo svolgimento della gara è stato decisamente regolare. Una buona notizia ma, solo pensando alla safety car che aveva in un certo modo “ravvivato” Spa, quasi si è sentita la mancanza di qualche accadimento particolare, a patto che non si facesse male nessuno.

Hamilton trionfa a Monza e conquista il primo posto nel mondiale piloti

Hamilton trionfa a Monza e conquista il primo posto nel mondiale piloti

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Questa in sintesi l'azione: in partenza Hamilton chiude la porta a Stroll subito aggressivo, Raikkonen scatta bene salendo al quarto posto, ma presto viene raggiunto da Bottas che nell'arco di meno di 15 chilometri passa il finlandese, Stroll e Ocon. Unico “evento” degno di nota è il contatto fra Verstappen e le pance laterali di Massa all'inizio del terzo giro, che gli devasta l'anteriore destro costringendolo a un lento rientro ai box e a una rincorsa dall'ultima posizione.
Nell'arco di pochi giri l'assetto di gara si stabilizza con Hamilton inseguito quindi dal suo compagno di squadra a debita distanza e poi un bel gap su Vettel in “zona podio”. Ocon e Stroll resistono quindi a Raikkonen, che auspicava di essere più avanti visto che si era qualificato meglio del compagno di squadra, e di Massa, che finchè può tiene a bada Perez e Ricciardo. Ma con l'inizio dei cambi gomme, non avviato dai leader della corsa ma dal quarto in giù, tutto inizia a cambiare, non prima però di vedere risalire Ricciardo alle spalle dei primi mentre è ancora al primo stint.

Hamilton-Bottas-Vettel sembra il trinomio della gara già molto presto. I distacchi salgono e non sembra esserci molto da fare per Vettel. Il bello di questo gran premio, ancora una volta, è nelle posizioni a punti centrali, quelle più ambite e “possibili”. Ricciardo-Perez-Raikkonen sembrano stabili e si “allungano” su distacchi tali da non lasciare molto spazio a interpretazioni: ma a un certo punto Raikkonen non gira come dovrebbe e, anzi, deve stare attento a un temibile Ocon.

Vettel al termine del 32mo giro è il primo a fare il pit stop nel gruppo di testa. Hamilton entra poco dopo lasciando spazio a Bottas, ma è questione di poco: al turno del giovane nordico le posizioni tornano come prima. L'unico elemento di “disturbo” è quindi Ricciardo, che si distingue per aver tenuto più di tutti le gomme di prima dotazione. Ma quasi giunti alle ore quindici e a quindici giri esatti dalla fine deve per forza rientrare, restituendo il terzo posto a Vettel che lo porta poi fino alla fine, non dovendo per fortuna temere l'attacco di avversari, visto che nel frattempo Raikkonen ha “tamponato” l'avanzata del velocissimo Ricciardo fino a otto giri dalla fine. Al traguardo, fuori dal podio si sono affermati Ricciardo, Raikkonen, Ocon, Stroll, Massa, Perez e Verstappen in zona punti: difficile aspettarsi qualcosa di diverso, visto che le posizioni rispecchiano abbastanza bene i rapporti di forza visti nelle ultime gare, ma è da ricordare il “regalo” ai piloti della zona mid-field da Verstappen, che è riuscito a prendere “quello della bandiera” solo negli ultimissimi minuti. Perciò Force India dimostra nuovamente di essere il team più emergente dell'anno: un vero peccato per Stroll, che partiva davanti a Ocon e, c'è da scommetterci, questa notte avrà sognato un risultato migliore di un settimo.

Gara per certi aspetti fin troppo nella norma, purtroppo non rientrerà nelle “annate memorabili”, né negli archivi dell'azione di Formula 1 da rivedere. L'ardore del pubblico è smontato dalla discesa dal posto di leader di Vettel, che ora vede Hamilton in prima posizione nel mondiale a 238 punti contro i suoi 235. «Qualcosa non ha funzionato», ha spiegato a caldo Vettel, ma non si può dire che non abbia dato il massimo e che comunque i giochi siano ancora completamente aperti.

C'è da dire infine che si chiude il week-end con qualcosa di positivo in chiave tricolore in questo sport. Contratti confermati per entrambi i ferraristi, Eni che supporterà l'autodromo come title sponsor e, soprattutto, le giovani leve in Formula 2 che si fanno rispettare: in gara 2 Luca Ghiotto questa mattina porta a casa un'importante ed eccitante vittoria che, grazie a una rimonta negli ultimissimi giri, vede sul podio anche l'altro connazionale Antonio Fuoco. Questi sono due nomi da segnare sul taccuino perché, insieme a Giovinazzi, costituiscono ben 3 “papabili” italiani a ottenere un sedile in Formula 1 nei prossimi anni.

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