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Hanssen (Wind Tre): la rete ha retto, ora si acceleri sulle semplificazioni

La rete Tlc ha retto durante l’emergenza coronavirus che ha portato a un’impennata del traffico dati. Ora però, spiega il Cto di Wind Tre Benoit Hanssen, occorre puntare con decisione sulle semplificazioni normative

di Andrea Biondi

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La rete Tlc ha retto durante l’emergenza coronavirus che ha portato a un’impennata del traffico dati. Ora però, spiega il Cto di Wind Tre Benoit Hanssen, occorre puntare con decisione sulle semplificazioni normative


4' di lettura

Il blocco di gran parte delle attività e l’obbligo per molti italiani di restare a casa hanno messo sotto pressione la rete che comunque, nel complesso, ha dato prova di affidabilità L’emergenza coronavirus ha rappresentato uno stress test esemplare per la industry delle tlc in Italia. Ora, spiega al Sole 24 Ore Benoit Hanssen, Chief technology officer di Wind Tre, azienda guidata da Jeffrey Hedberg, è quantomai necessario puntare con decisione ad almeno due condizioni per non sprecare e, anzi, valorizzare, questa esperienza: semplificazioni e interventi sui limiti elettromagnetici. E sul primo punto, in particolare, «uno snellimento delle autorizzazioni, basato sul principio del silenzio-assenso, aiuterebbe ad accelerare gli investimenti».

Fino a che punto può reggere la rete con l'aumento esponenziale di smart working ed e-learning, soprattutto con l'emergenza in corso?
Fin dall’inizio dell’emergenza – spiega Benoit Hanssen, Cto di Wind Tre – la nostra rete ha garantito con continuità i servizi di comunicazione voce e dati, anche da un punto di vista qualitativo. Grazie, in particolare, alla nuova rete “Top Quality”, infrastruttura di ultima generazione, inaugurata proprio poco prima dell’emergenza, con circa 20mila siti “5G Ready”, abbiamo potuto fronteggiare al meglio l’elevato aumento di traffico registrato.

Che dimensioni ha avuto questo aumento di traffico per quanto vbi riguarda?
Il consumo di dati su linea fissa, ad esempio, è cresciuto del 70% mentre è stato più moderato, ma comunque significativo, l’aumento del traffico su rete mobile. In generale, durante l’emergenza abbiamo registrato una crescita molto intensa del traffico dati via cellulare prevalentemente per lo streaming di film e video. In questo scenario, è quanto mai essenziale un uso responsabile ed etico della rete di telecomunicazione. In ogni caso, per quanto ci riguarda i risultati ottenuti sono frutto degli investimenti effettuati nelle nuove reti. Parliamo di circa 6 miliardi di euro in 5 anni.

Lo sviluppo delle reti è frenato dalla burocrazia, le norme degli enti locali, a volte, non sono omogenee e tutto questo causa ritardi. Questa posizione come telco l’avete espressa con decisione.
Vero. Tra le condizioni per favorire lo sviluppo delle infrastrutture di rete, infatti, ci sono le semplificazioni delle norme che oggi regolano interventi e installazioni e che andrebbero armonizzate per evitare la creazione di gap tecnologici tra un’area e l’altra del Paese. Anche uno snellimento delle autorizzazioni, basato sul principio del silenzio-assenso, aiuterebbe ad accelerare gli investimenti.

Un’altra posizione spesso espressa è sui limiti elettromagnetici italiani, ritenuti attualmente di gran lunga più bassi rispetto a quelli europei. Quanto può influire questo aspetto sul rollout delle nuove reti, soprattutto quelle di quinta generazione?
Questa è un’altra condizione molto importante, ossia favorire l’adeguamento dei limiti nazionali di emissione di radiofrequenze a quelli raccomandati a livello europeo, anche per agevolare e accelerare un più rapido sviluppo delle reti 5G. Ricordo che, come settore sono stati investiti nell’ultimo decennio ben 90 miliardi di euro, di cui 13 per le frequenze. Ma con gli attuali vincoli c’è il rischio di non poter offrire il 5G ovunque. Questo riguarda, specialmente, le grandi città, dove stiamo cercando di accelerare un più rapido rollout delle reti di nuova generazione.

Le prospettive del 5G sono minacciate anche dalle fake . Quanto tutto ciò può rappresentare un nuovo ostacolo al dispiegamento della rete?
Noi vediamo nel 5G una grande opportunità e riteniamo che lo sviluppo delle reti di nuova generazione sia una garanzia di crescita del Paese, la cui competitività è strettamente legata alla velocità e alla potenza con cui saranno realizzate queste reti. Ci sono alcuni rallentamenti: oltre ai Comuni che hanno detto “no” in vario modo agli impianti 5G, preoccupano senz’altro anche le notizie e le teorie senza alcun fondamento scientifico, che potrebbero danneggiare lo sviluppo della tecnologia 5G. La conseguenza è che, oggi, più di 200 amministrazioni comunali stanno adottando provvedimenti che impedirebbero a 1,2 milioni di cittadini di beneficiare dei vantaggi della tecnologia 5G, in contraddizione con la pressante richiesta di abilitare le persone a lavorare e a studiare da remoto. Inoltre, vorrei precisare che le frequenze 5G che utilizzeremo durante la prima fase sono quelle già in uso per il 4G. Mentre nella seconda fase prevediamo di utilizzare frequenze simili a quelle già utilizzate in passato anche da altri operatori in Italia e che non hanno sollevato preoccupazioni.

Il vostro impegno non è limitato solo alla rete mobile
È così. Già da diversi anni, Wind Tre ha continuato a estendere i servizi ultrabroadband in fibra ottica Ftth (fibra fino a casa, ndr.) su tutto il territorio nazionale e, anche in un momento così delicato, abbiamo continuato a raggiungere numerose città per soddisfare l'elevato bisogno di connettività, in particolare per gli studenti e per le persone che lavorano da casa. I cittadini e le imprese possono usufruire di servizi digitali all’avanguardia, assicurati dalla nostra fibra che permette di beneficiare della massima velocità attualmente disponibile, di una maggiore affidabilità e di minor tempo di latenza, per un’esperienza che a nostro parere garantisce il massimo delle performance in navigazione.

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