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Harmont&Blaine punta ai 100 milioni

di Giulia Crivelli

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2' di lettura

Harmont&Blaine ha scelto la 92esima edizione di Pitti Uomo, che si apre domani a Firenze, per festeggiare i vent’anni della polo Vietri, capo iconico del marchio del bassotto, che abbina il colletto in tessuto da camicia alla classica polo a maniche corte di “lacostiana memoria”.

«Vent’anni sono molti, vogliamo essere classici e contemporanei insieme, ricettivi ai piccoli o grandi cambiamenti nei gusti dei consumatori – racconta l’amministratore delegato Paolo Montefusco –. L’edizione Anniversary della polo ha quindi volumi più asciutti, per vestibilità e collo, con una nuova costina a bordo manica e e circa 400 combinazioni possibili tra colori di piquet e tessuti di camiceria». Non sembri strano che il manager a capo dell’azienda scenda in tanti particolari di stile: Montefusco è uno dei quattro fratelli fondatori di Harmont&Blaine e prima di essere nominato amministratore delegato, nell’ottobre 2016, è stato direttore creativo del brand.

Fu sua l’intuizione di dare colore ai capi classici, costruendo negli anni quello stile di “upper casual mediterraneo” che ha fatto la fortuna del marchio. «Siamo nati come azienda famigliare e all’inizio è stato importante che tutti sapessero fare un po’ di tutto – sottolinea Montefusco –. Poi siamo cresciuti e i ruoli si sono definiti e ci siamo aperti a capitali e professionalità esterne. Però lo spirito resta lo stesso: non si può lavorare a compartimenti stagni e ogni settore deve riuscire a capire le esigenze degli altri, per poi trovare il miglior compromesso».

Un’impostazione che continua a dare i suoi frutti: nel 2016 i ricavi sono aumentati del 7% a 81 milioni e nei primi mesi del 2017 l’andamento è stato ancora migliore. «Se teniamo questo passo, nel 2018 arriveremo a 100 milioni – precisa l’ad –. Siamo orgogliosi di queste crescite anche perché l’export per ora assorbe solo il 10% delle vendite. Non sono molti i marchi che stanno avendo risposte così positive dal mercato italiano, sappiamo quanto siano in crisi i consumi interni».

Visti i margini di miglioramento, la priorità del 2017 sarà l’internazionalizzazione: «Abbiamo siglato una partnership in Cina con il distributore Ygm che prevede l’apertura di 27 boutique nei prossimi 5 anni, di cui 10 nel biennio 2017-18. Stiamo inoltre finalizzando un accordo negli Stati Uniti, forse il mercato più competitivo per il nostro settore, l’upper casual. Per questo abbiamo atteso a fare un passo simile, adesso però è il momento giusto per almeno due motivi. Da una parte la crescita del casualwear come vero e proprio stile, quasi di vita. Dall’altra le difficoltà di brand storici americani. Il sapore mediterraneo di Harmont&Blaine è un valore aggiunto inimitabile».

Nella comunicazione e nel marketing verrà rafforzato il digitale e la tecnologia sarà sempre più presente nei negozi, «in una logica di multicanalità dalla quale nessuno può più prescidere».

Sul rapporto con Clessidra, che nel 2014 ha acquisito il 40% del capitale dell’azienda, Paolo Montefusco spiega: «Condividiamo con i vertici del fondo i piani di medio e lungo termine, ma abbiamo grande autonomia. Come dicevo all’inizio: l’importante è capire le esigenze di chi lavora a fianco a noi e avere un obiettivo comune».

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