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Harris contro Pence, civile ma duro scontro su pandemia e crisi economica

La democratica accusa Trump e il suo vice di fallimento storico nella risposta al virus. Il repubblicano denuncia i rivali come dannosi a una ripresa

di Marco Valsania

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4' di lettura

Un dibattito civile, al contrario della rissa in diretta tra Donald Trump e Joe Biden. Ma il duello tra vicepresidenti, il repubblicano Mike Pence, in carica, e la democratica Kamala Harris, che aspira a soppiantarlo in una nuova amministrazione, ha messo ugualmente in luce tutta la durezza dello scontro politico durante il conto alla rovescia verso le elezioni del 3 novembre. Pandemia, economia, sanità, aborto, tasse, cambiamento climatico, Cina – la battaglia è stata a tutto campo tra i due VP separati per sicurezza anti-virus da plexiglass a Salt Lake City nello Utah.

Il più grande fallimento

E proprio la pandemia, con Donald Trump ancora isolato e malato alla Casa Bianca e oltre 210.000 vittime del Covid tra gli americani, ha dominato, con Harris partita subito all'attacco definendo la leadership di Trump e Pence una tragedia di proporzioni storiche. «Il popolo americano ha assistito al più grande fallimento di qualunque amministrazione nella storia di questo Paese», ha dichiarato. Trump e Pence, ha accusato, «sapevano quello che stava accadendo, il rischio presentato dal coronavirus, e non l'hanno detto. Lo sapevano e l'hanno insabbiato». Questa amministrazione, ha incalzato, «ha rinunciato al diritto di essere rieletta».

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La difesa di Pence

Pence ha negato ogni addebito, ha risposto che Trump è stato impegnato fin dall'inizio contro il virus. E che la strategia democratica per affrontarlo «è molto simile a quanto io e la nostra task force stiamo già facendo, tamponi, equipaggiamento protettivo, vaccini». Il Presidente, dalla Casa Bianca, ha tuttavia continuato nelle stesse ore a sollevare polemiche su una gestione irresponsabile della pandemia, affermando che essersi ammalato di coronavirus per lui è stato «un dono divino» e che ha scoperto cure miracolose, quali il farmaco prodotto dalla Regeneron. Un farmaco che ha promesso a a tutti ma che in realtà ancora non è approvato per l'uso e la cui efficacia, avvertono le autorità mediche, rimane interamente da dimostrare.

Economia, “Trump favorisce i ricchi”

Sull'economia Harris ha accusato Trump e Pence di avere in realtà ereditato dall'amministrazione Obama-Biden un'espansione salutare e di averla ora fatta precipitare in una crisi senza precedenti dalla Grande Depressione. Ha accusato i leader repubblicani di misurare il successo economico sulla base della performance dei più abbienti e di aver premiato ricchi e grandi aziende con il loro taglio delle imposte nel 2017. Pence ha replicato con Trump rieletto il 2021 sarà «il più grande anno per l'economia nella storia». E che Biden e Harris sono in realtà radicali di sinistra che distruggeranno ogni ripresa economica, una ripresa che è oggi «in gioco alle urne», in particolare alzando le imposte. Harris ha contrattaccato che Biden alzerà le tasse solo sui redditi oltre i 400.000 dollari l'anno. E, a margine, ha sottolineato come Trump non sia trasparente sulle proprie tasse.

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Obamacare nella bufera

La sanità è stata al centro di un altro duro scambio. Pence ha accusato la riforma Obamacare di essere un «disastro» e sostenuto che l'amministrazione ha un piano per sostituirla (un piano che non ha però svelato); Harris ha ricordato che la riforma ha offerto assistenza a 20 milioni di americani che non l'avevano. E ha detto che l'amministrazione Trump intende eliminarla, ha in atto un ricorso alla Corte Suprema per dichiararla incostituzionale, e che intende cancellare ogni popolare protezione a cittadini con malattie pre-esistenti come ai giovani fino a 26 anni che oggi possono essere coperti dalle polizze dei genitori. «Stanno venendo a togliervi l’assistenza», ha incalzato. Sul diritto d'aborto Harris ha messo in chiaro il suo sostegno al diritto delle donne di decidere e Pence il suo atteggiamento drasticamente contrario all'aborto.

Harris denuncia l'effetto serra

Su energia e ambiente Pence ha incalzato che Biden e Harris danneggeranno l'industria dell'energia fossile, mettendo ad esempio al bando il fracking. Harris ha smentito un simile divieto democratico sul fracking. E ha rilanciato piuttosto sulla necessità di combattere il cambiamento climatico, centrale all'agenda democratica nelle elezioni. Pence ha sostenuto di essere «fiero dell'impegno dell'amministrazione sull'ambiente», ha detto che lui e Trump «seguiranno la scienza» sul clima, ma ha preso di mira i piani democratici di Green New Deal come radicali e distruttivi. L'amministrazione repubblicana, tuttavia, ha fatto dell'eliminazione di una vasta rete di protezioni ambientali un cavallo di battaglia negli ultimi quattro anni.

Cina, guerra commerciale vinta o persa?

Sulla Cina Pence ha accusato Biden e Harris di essere deboli, di non aver mai voluto combattere con Pechino e anzi ha definito Biden un «fan della Cina comunista». Ma Harris ha ritorto che le guerre commerciali con la Cina ad oggi sarebbero state «perse» da Trump, con la perdita di altri 300.000 posti di lavoro nel manifatturiero – una stima di Moody's - e danni all'agricoltura.

Brogli elettorali

Pence ha rilanciato anche crociate contro presunti brogli elettorali che i democratici vorrebbero perpetrare in particolare attraverso il voto postale. E si è detto convinto che Trump vincerà in una elezione «corretta», evadendo la domanda se il Presidente lascerà in caso di sconfitta. Harris ha risposto sottolineando al contrario la necessità di difendere l'accesso al voto per tutti, che i repubblicani a suo avviso intenderebbero limitare. Ad oggi tutte le indagini sulle elezioni americane hanno smentito l'esistenza di significative truffe nel voto. Il tema resta però caldo: il Dipartimento della Giustizia dell'amministrazione Trump ha indicato, in un memorandum venuto alla luce ieri, di essere pronto ad aprire inchieste anche a ridosso dell'appuntamento con le urne citando sospetti di irregolarità, una pratica in passato evitata per non interferire con il voto. Biden ha al momento un netto vantaggio nei sondaggi.

Un solo punto d'accordo

Su un solo punto Harris e Pence si sono trovati, implicitamente, d'accordo. Nel non rispondere se sarebbero pronti a prendere le redini della Presidenza in caso Biden o Trump fossero incapacitati, uno spettro sollevato oggi dall'infuriare del coronavirus e dall'età avanzata dei due politici, rispettivamente 77 e 74 anni. No comment, insomma, sulla salute di Trump e Biden.

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