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Harry e Meghan, stop al titolo di altezze reali e ai fondi pubblici. Corsa contro le tasse: Delaware prima tappa

In Uk ci si interroga su dove verseranno i duchi di Sussex. Ecco tutte le ipotesi in campo. Con le mosse che intanto ha compiuto la Markle

di Simone Filippetti

Prima uscita pubblica per Harry dopo il passo indietro

In Uk ci si interroga su dove verseranno i duchi di Sussex. Ecco tutte le ipotesi in campo. Con le mosse che intanto ha compiuto la Markle


6' di lettura

LONDRA - Correva l’anno 1801 e agli albori del Diciannovesimo secolo, che avrebbe rivoluzionato l’intera Europa per sempre, la regina consorte Charlotte, moglie del Re Giorgio III, ebbe un’idea tutt’altro che rivoluzionaria: fece costruire un cottage, una casa di campagna, vicino al castello di Windsor. Verso la fine del secolo, una mattina del 1875, la nipote Regina Vittoria, all’apice del suo regno, facendo colazione nel cottage notò una miriade di rane all’esterno e ne rimase schifata. La residenza fu così subito rinominata Frogmore Cottage.

Benvenuti a Frogmore
Fino alla settimana scorsa, Frogmore era la residenza di Harry e Meghan, i due rampolli «social» di Buckingham Palace: era stato il regalo di nozze della Regina Elisabetta a suo nipote, lo sfortunato principe figlio di Lady Diana. Ma ora i Duchi di Sussex hanno deciso di staccarsi dalla famiglia reale. Faranno la spola tra America, Canada e la California. Finora il Frogmore Cottage, che fa parte dei possedimenti della Corona, è stato abitato gratis dai due reali. Ma sull’immobile di extra lusso, catalogato «Grade II», ossia di enorme pregio storico, il cui restauro è costato oltre 2 milioni di sterline, i Duchi di Sussex dovranno iniziare a pagare le tasse.

Raggiunto l’accordo con la Regina, Buckingham Palace fa sapere che Harry e Meghan non potranno più utilizzare i loro titoli di altezze reali e non riceveranno più fondi pubblici. A partire dalla primavera la coppia sarà nota come Harry il Duca di Sussex e Meghan la Duchessa di Sussex. Harry rimarrà principe, che è il suo titolo di nascita.
Nell’ambito dell’accordo, il duca e la duchessa affermano di voler ripagare i 2,4 milioni di sterline, fondi dei contribuenti, utilizzati per ristrutturare la residenza di Frogmore Cottage, che intendono mantenere come loro dimora nel Regno Unito.

Da sovrani a contribuenti
Ancora prima dell’annuncio shock sull’addio alla casa reale, che ha scosso dalle fondamenta la monarchia britannica, l’ex attrice americana Meghan Markle, comune cittadina assurta a rango reale dopo il matrimonio con Harry, aveva già firmato un contratto con la Disney, la casa cinematografica americana. È solo l’inizio della nuova vita commerciale da celebrità per la Royal Couple. Poi ci saranno sicuramente un libro (e se Barack e Michelle Obama, che pare siano stati tra i sostenitori della mossa reale, hanno strappato 65 milioni di dollari per pubblicare le loro memorie, i reali non saranno da meno); un’intervista esclusiva, comparsate tv, sponsorizzazioni di marchi sul modello della star americana Oprah Winfrey, la regina dei salotti (altra grande fan dei Duchi).

L’abdicazione dei due rampolli di casa Windsor apre le porte a un business multi-milionario, fatto di merchandising, marchi, diritti commerciali da vendere. Su tutto questo fiume di denaro, però, la ormai ex coppia reale dovrà entrare nel magico mondo dei contribuenti, sconosciuto fino ad ora. Fuori dalla comfort zone di Buckingham Palace, i Duchi di Sussex, che già l’anno sorso hanno registrato il loro marchio, saranno dei normali cittadini obbligati a versare il loro obolo alle fameliche casse statali. Da principi a contribuenti qualunque. E qui sorge il problema. Dove e come pagheranno le tasse i due reali?

Residenza e fisco
A Westfalia, dove l’Europa fece la pace nel Seicento dopo un secolo di guerre religiose, tutti furono d’accordo in un principio che era di una semplicità disarmante. Ognuno si tiene la fede del proprio Paese. Lo stesso, quattro secoli dopo, vale per il fisco. Le tasse si pagano, di norma, nel paese dove si vive. Ma Harry e Meghan, che già vengono da uno status di contribuenti anomali, perché non ci sono mai stati prima d’ora dei Reali che si sono ritirati dalla corona, non avranno un Paese stabile. A quanto pare, faranno la spola tra il Canada e l’Inghilterra.

La situazione fiscale più complicata è quella di Meghan. È una cittadina americana e dunque al momento ricade sotto le grinfie del fisco Usa. Quando arrivò in Uk nel 2017 annunciò di voler chiedere la cittadinanza, visto che sarebbe diventata una reale, ma senza nessuna corsia preferenziale: dunque cinque anni di residenza continuativa. Ma la fuga in Canada del 2020 ha interrotto il processo: non avendo più la residenza, e non essendo ancora cittadina, e a questo punto lo sarà mai, non verserà nemmeno uno scellino al fisco di Sua Maestà.

La situazione di Harry
Harry non ha problemi di cittadinanza. È britannico, anzi molto di più. In quanto membro della famiglia reale, non paga tasse. Tutti i reali inglesi, per diritto monarchico che risale al Medio Evo, sono esenti dal fisco. Tuttavia, come segno di generosità, la Regina versa di sua volontà tasse. La cosa iniziò nel 1992, quando un incendio semi-distrusse il castello di Windsor, luogo simbolo della corona perché da lì ha preso il nome l’attuale dinastia, Elisabetta II si auto-tassò per contribuire alla ricostruzione. Da allora versa al fisco ogni anno e lo stesso fa il Principe Carlo. Harry non ha mai pagato tasse in vita sua (se non per il breve periodo in cui ha fatto l’ufficiale dell’esercito e riceveva un regolare stipendio, che era di 50mila sterline, lorde, l’anno). Ora però dovrà iniziare a farlo; ma non si sa se a casa sua oppure nella nuova dimora canadese.

La mela, si dice, non cade mai troppo lontano dall’albero: il Canada fa parte del Commonwealth, l’ex impero britannico, ed Elisabetta II, come sovrana, è formalmente anche capo di Stato del paese. Harry, come qualsiasi cittadino britannico, può risiedere in un Paese del Commonwealth fino a sei mesi all’anno, mantenendo residenza, e dunque fisco, in Uk. Harry, in quanto soggetto Uk Domiciled, pagherà all’erario della nonna qualsiasi reddito produrrà in giro per il mondo, spiega Alessandro Belluzzo, decano dei fiscalisti italiani a Londra, partner dello studio Belluzzo International. Se però sforerà anche di un solo giorno la permanenza in Canada, dovrà richiedere un visto. Oppure fare domanda di cittadinanza (ma non prima dei tre anni di permanenza); cosa che sarebbe però un’eresia. Nessun reale inglese, nemmeno il reietto pro-zio Edoardo VIII, che abdicò da Re per sposare l’ereditiera americana Wallis Simpson, arrivò a tanto. Cittadinanza o meno, però, al 183esimo giorno trascorso in Canada, Harry diventerebbe contribuente canadese.

Meno tasse per Meghan
Il posto dove la Royal Couple pagherà le tasse dipende da dove risiederà per la maggior parte dell’anno. C’è però anche un altro rischio: Harry potrebbe dover ingrassare, oltre al fisco della Nonna, o quello canadese, pure quello americano; Meghan quello canadese e quello americano. In teoria esistono trattati tra i vari Paesi per evitare la doppia tassazione per lo stesso reddito e ce n’è uno anche tra Uk e Canada; ma il problema di Harry e Meghan è che non genereranno un imponibile in un solo Paese, e che in ogni caso hanno proprietà immobiliari in Inghilterra, come l’ormai famoso Frogmore Cottage.

Se Harry e Meghan dal loro buen retiro a Vancouver andranno negli Stati Uniti a fare delle conferenze, o saranno ospiti di trasmissioni tv americane, scenario molto realistico, il fisco Usa chiederebbe loro, e sicuramente a Meghan, di versare allo Zio Sam le tasse, perché sarebbe un reddito prodotto nel paese. E perché gli Stati Uniti sono uno dei pochi Paesi al mondo che assoggettano a tassazione i propri cittadini anche se vivono all’estero. La cosa è sempre stata un problema per la Famiglia reale, perché il reddito regale di Meghan è di fatto soggetto anche al controllo dell’Internal Revenue Service (Irs) statunitense. Come cittadina americana, Meghan dovrà sempre poi depositare annualmente una dichiarazione dei redditi negli Stati Uniti, spiega Belluzzo. E la cosa non piace per niente alla Duchessa di Sussex.

Galeotto fu San Silvestro
L’idea che l’Irs americano vada a mettere il naso dentro il loro portafoglio deve essere sembrata così odiosa che Meghan ha già preparato la contromossa: a dicembre 2019 ha traslocato i suoi affari nello Stato del Delaware, il paradiso fiscale degli Stati Uniti. La Duchessa del Sussex, la notte di San Silvestro, ha spostato la sua società Frim Fram dalla California al piccolo Stato a nord di Washington, noto per essere uno scudo contro il fisco. Sulle società nel Delaware, dove si rifugiò anche la Parmalat di Calisto Tanzi solo per ricordare un caso, si alza una cortina fumogena che rende molto difficile indagare. I Duchi di Sussex, con i loro futuri introiti a sei zeri, sono contribuenti che fanno gola all’erario di qualsiasi Paese: molto dipenderà da dove passeranno la maggior parte del tempo. Ma Donald Trump di sicuro busserà alla loro porta.

Per approfondire:
Come funzionerà il business della coppia
I reali «part time»

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