DIARIO DI BORDO

Hawaii? Kawaii! Viaggio a bordo del nuovo A380 che collega Tokyo alle isole tropicali

di Biagio Simonetta


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4' di lettura

Honolulu, sono le 8:36 del mattino del 24 maggio quando il nuovissimo Airbus 380 di ANA (All Nippon Airways) tocca terra. Ancora poche centinaia di metri, poi, all'arrivo al finger, due grossi idranti sparano acqua sul velivolo. Una specie di battesimo, come impone la cabala per il primo volo di un nuovo aereo. È cominciata così l'avventura di ANA-Hawaii, il progetto della compagnia giapponese che ha investito forte nei nuovi collegamenti fra Tokyo e le isole tropicali americane nell'Oceano Pacifico. Un investimento che ha un comun denominatore ben preciso: l'Airbus 380, il gigante quadrimotore a doppio ponte che molte compagnie stanno invece dismettendo per costi e gestione.

ANA ha scelto, in controtendenza, e la decisione sembra dettata da logiche ben precise. Nel 2018, secondo le Hawaii Tourism Authority, 1,55 milioni di giapponesi hanno visitato le Hawaii. E la compagnia giapponese punta forte su questo mercato che, ad oggi, la vede in competizione con Japan Airlines e Hawaiian Airlines. Con l'Airbus 380, che rimane l'aereo passeggeri più grande al mondo, ANA punta ad aumentare la sua quota di voli che collegano Honolulu e il suo mercato interno. Per ora sono previsti tre voli a settimana. Ma presto diventeranno dieci.

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Tre colorazioni differenti
La compagnia aerea, per i suoi collegamenti Tokyo Narita - Honolulu, ha deciso di puntare su questo aereo, dandogli una configurazione molto particolare. A partire dalle colorazioni. Sono tre quelle scelte. La prima, già in volo dallo scorso 24 maggio, è la ANA Blue: una grossa tartaruga stilizzata lungo la fusoliera, con il blue colore dominante. Le altre due, che arriveranno nelle prossime settimane, sono la Emerald Green e la Sunset Orange, che richiamano l'oceano e il tramonto hawaiano.

Interno

520 posti
Questo A380 ha posti a sedere per 520 passeggeri. Ed è composto così: il ponte superiore ospita 8 suite First Class, 56 poltrone Business Class, completamente reclinabili, e 73 poltrone Premium Economy. Il ponte principale è invece configurato con 383 sedili di Economy Class, inclusi 60 posti couch. Ogni couch si compone di tre o quattro posti e i passeggeri possono sdraiarsi o sedersi piegando semplicemente il poggia-gambe.

Intrattenimento, design e food
Il sistema di intrattenimento e il design interno sono completamente rinnovati. In business class i passeggeri possono beneficiare di un generoso display touch screen da 19 pollici, attraverso il quale è possibile guardare canali in diretta (la Cnn, ma anche Sport24), film selezionati, giochi e le classiche mappe e telecamere del volo. Da segnalare le “ANA Flight Path 3D”, particolari mappe tridimensionali che forniscono diverse prospettive durante il volo.

Il tutto può essere governato da un telecomando touch molto innovativo, con un'area superiore che segue i movimenti del polpastrello e funge da mouse. Per quanto riguarda i pasti, per i passeggeri di First Class è possibile scegliere fra le proposte di “Noe”, pluripremiato ristorante italiano del Four Seasons Resort Oahu a Ko Olina. Il menù, è supervisionato dallo stellato chef Ryo Takatsuka. Ma la compagnia aerea ha collaborato anche con il ristorante australiano Bills alla creazione della proposta gastronomica per i passeggeri di classe economica. Il menù, come per ogni volo ANA, varia fra cucina giapponese e internazionale.

Le parole del CEO
«Riteniamo che l'A380 segnerà un punto di svolta per ANA - ha dichiarato Shinya Katanozka, Presidente e CEO della compagnia aerea - e ci consentirà di aumentare la nostra quota di mercato raddoppiando, entro il 2020, il numero di posti sulla rotta Tokyo – Honolulu. È progettato per offrire comfort e praticità senza precedenti e un mondo di nuove possibilità per i passeggeri. Questo non sarebbe stato possibile senza gli sforzi combinati dei team Airbus e Rolls-Royce che lavorano a stretto contatto con i nostri professionisti».

Il destino dell'Airbus 380
Non c'è dubbio che la scelta della compagnia di puntare su Airbus 380 sia controcorrente. Il produttore francese di aeromobili ha già fatto sapere di interrompere la produzione di questo velivolo a partire dal 2021. A quanto pare, però, la fornitura di componenti per i modelli in uso non cesserà. La storia dell'A380 rimane, tuttavia, abbastanza complessa. È un velivolo a quattro motori, con una capienza da record dei cieli, sul quale c'erano aspettative diverse. Il primo modello risale al 2007, consegnato alla compagnia Singapore Airlines. Da allora, Airbus ne ha venduto circa 250 esemplari, per un costo medio di 445 milioni di dollari cadauno. La sua imponenza (oltre 72 metri di lunghezza e circa 80 di apertura alare) pare però essere stata anche la sua maledizione. Un aereo del genere, infatti, non può operare in tutti gli aeroporti. Ha bisogno di piste mediamente più lunghe (circa 2,5 km), ma anche di finger multipli, a causa della sua formazione a due piani. Ciononostante, per tratte particolari – ed è il caso di Tokyo-Honolulu – e per i giapponesi la scelta sembra essere quella ideale.

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