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Heallo lancia la birra a basso impatto glicemico

La startup italiana ha brevettato un processo di estrazione di una fibra solubile l’arabinoxilano che contribuisce a ridurre l'aumento del glucosio nel sangue dopo i pasti e l’ha applicato alla birra

di Luisanna Benfatto


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3' di lettura

Il brevetto italiano c'è e ha già ottenuto il via libera. Uno dei primi prodotti, una birra leggera e “salutare”, sarà in vendita entro fine mese. In poco meno di due anni Heallo è riuscita a ottenere risultati insperati per molte startup. Uno dei fattori è sicuramente l'area di business in cui opera l'impresa fondata da Francesca Varvello, tecnologa alimentare di 45 anni, cioè l’agrifood e la tecnologia applicata al mondo dell'alimentazione, dai campi alla tavola. Secondo il report del fondo di investimento Ag Funder le startup del settore nel 2018, hanno raccolto investimenti per 17 miliardi di dollari, 5 volte il valore che veniva investito solo 6 anni prima. Ma cosa fa di speciale Heallo?

«Il concetto è semplice anche se la spiegazione non è facile per i non addetti ai lavori –racconta Varvello figlia di imprenditori che si occupano di cereali e lavorazione della farina da cinque generazioni-. Si tratta di un processo di estrazione di una fibra solubile l'arabinoxilano che anche secondo l'Efsa (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) contribuisce a ridurre l'aumento del glucosio nel sangue dopo i pasti. Ora il mio progetto prevede sia di applicare questo processo a diversi cereali (il frumento, il mais, il riso, l'orzo), e anche alla barbabietola, il caffè e il cacao per produrre prodotti di consumo a basso impatto glicemico, sia per creare un ingrediente che possa essere aggiunto ad alimenti che contengono carboidrati e zuccheri per ridurne l'indice glicemico».

Lo scopo ultimo è quello di dare un contributo alla lotta alle malattie cardiache, il diabete e le sindromi metaboliche. Secondo l'Oms sono circa 346 milioni le persone affette da diabete in tutto il mondo e più dell'80% delle morti correlate a questa patologia avvengono in Paesi a basso e medio reddito. L'Oms stima inoltre che i decessi per diabete sono destinati a raddoppiare tra il 2005 e il 2030.

Francesca Varvello

I prodotti (dall birra allo zucchero) e i progetti futuri (riso e caffè)
«La prima applicazione del brevetto Jax+ a un prodotto di consumo è stato fatto su una birra bionda artigianale, prodotta dal birrificio della Valsugana a bassa gradazione alcolica (4,9gradi)» aggiunge Varvello. Con il marchio Fravort verrà commercializzata a breve e distribuita Milano, Firenze e Napoli in bar e pizzerie. La peculiarità di questa bevanda è di essere addizionata con le fibre ricavate dalle trebbie esauste opportunamente trattate che la rendono più leggera e digeribile soprattutto se abbinata alla classica pizza. Test clinici indipendenti applicati a questa birra hanno poi dimostrato una riduzione effettiva del 42% della risposta glicemica rispetto a una birra normale, senza alterazioni di gusto o profumo.

La ricerca è solo all'inizio ma grazie al sostegno finanziario del club Deal di Ceresio Investors, gruppo bancario svizzero, e l'inserimento nel FoodTech Accelerator di Deloitte (la startup è stata selezionata tra 600 candidature internazionali per far parte di un programma di accelerazione) la Ceo prevede a breve nuovi sviluppi: «Stiamo lavorando a un progetto con Peroni per proporre una birra con queste proprietà e anche a un prototipo di zucchero più “healthy” in partnership con Coprob (cooperativa produttori bieticoli) da inserire nella filiera di produzione. Nel futuro svilupperemo prodotti più digeribili a base di riso che consentano un assorbimento più lento dei carboidrati senza picco glicemico».

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