TREND

Healthy look e sguardi rock protagonisti a Pitti Uomo e alle sfilate maschili di Milano

di Monica Melotti

(Ap Photo/Luca Bruno)

3' di lettura

La moda spesso anticipa le tendenze, altre volte le conferma. Nel caso delle ultime sfilate maschili Pitti Uomo 93 e della fashion week di Milano, che termina oggi, abbiamo avuto delle conferme: l'effetto genderless, quella fluidità di genere che da un paio d'anni domina le passerelle e il fenomeno athleisure, l'unione fra sportswear e abbigliamento formale per uno stile di vita attivo e dinamico.

E le tendenze grooming seguono in modo coerente questi filoni: un uomo sportivo con un healthy look dalla pelle perfetta, che non ha paura di osare un occhio bistrato per una serata in discoteca. «Per la prima volta gli stilisti mi hanno chiesto un make up fresco, poco incipriato ma naturale e luminoso - racconta Michele Magnani, Global Senior Artist Mac Cosmetics, brand che ha curato diversi beauty look -. La pelle deve essere setosa e sana, non opaca, ma avere quel look radioso di chi vive all'aria aperta, al bando l'abbronzatura innaturale. Al giorno d'oggi non è più permesso apparire stanchi, bisogna sempre essere in forma, e le occhiaie che una volta potevano essere sinonimo di fascino oggi sono mal tollerate. Ecco allora che il make-up diventa un alleato prezioso anche per l'uomo, con il correttore che cancella l'occhiaia o il brufoletto di troppo».

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Da Zegna a Marni a Dolce & Gabbana, i beauty look maschili in passerella a Milano

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L'healthy look è stato scelto da Roberto Cavalli per il suo nuovo brand Triple Rrr, da Alessandro Sartori per Zegna e DSquared2, dove gli zigomi venivano esaltatati da un blush rosato. «Un'altra tendenza è la bordatura dell'occhio, per un look rock, perfetto per una serata in discoteca. Lo sguardo diventa più intenso, per un effetto bello e dannato, grazie a un leggero eyeliner e al mascara, applicato solo alle radici e non sulle lunghezze delle ciglia. Cura anche per le sopracciglia, la moda le vuole wild, con l'effetto “piuma” mutuato dalla donna, dove la parte iniziale è un po' spettinata, mentre il corpo centrale è ben definito. Out le brows ad ali di gabbiano o troppo depilate, anche se imperversano sui social».
Lo sguardo rock è stato voluto da Moschino e Marcello Burlon, mentre Marni, Dolce&Gabbana e Versace hanno puntato molto sul grooming delle sopracciglia folte e spesse.

Hairstyle
Mai come in queste sfilate si è vista una tale libertà di hair look: ricci, capelli lunghi, frange corte e lunghe, ciuffi svaporati, teste rasate, dreadlock, trecce in stile apache, caschetti alla Beatles. E poi copricapi di tutte le fogge: il cappello alla pescatora, l'antipioggia più gettonato dello stile metropolitano, ha spopolato da Prada, il berretto in velluto da D&G impreziosito da uno stemma e da Versace damascato e maculato, lo zuccotto in lana, un altro musthave scelto da molti stilisti, il cappello a falda larga da Billionaire e Brooks Brothers, da cowboy da DSquared2 fino alle maschere stile sadomaso intercettate da Moschino in latex e da Palm Angels in lana con aculei. I capelli ricci vaporosi stile anni Settanta hanno fatto la parte del leone, scelti da: Brooks Brothers, Zegna, Federico Curradi, MSGM, Sunney e Marni.

Gli Indiani d'America, invece, erano da Diesel Black Gold, dove i modelli sfoggiavano trucco e treccine tribali, mentre da Triple Rrr e Dolce&Gabbana andavano in scena i dreadlock. Al ciuffo ribelle, voluminoso e impetuoso, si contrappone lo stile buzzcut, una rasatura decisa voluta da Emporio Armani e Neil Barrett. C'è spazio anche per i caschetti geometrici e morbidi ispirati ai mitici Fab Four, scelti da Brooks Brothers e per le chiome ordinate dei Jazz party con la riga al centro o di lato, intercettate da Daks e Dirk Bikkembergs.

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