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Hedberg (Wind Tre): bene l’Antitrust sul superamento dei limiti elettromagnetici

Il ceo di Wind Tre Jeffrey Hedberg: positive le indicazioni dell’Antitrust sul superamento dei limiti elettromagnetici per le Tlc e sulla revisione dei voucher

di Andrea Biondi

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3' di lettura

Superare gli attuali limiti elettromagnetici imposti alle Tlc e sostenere la domanda di telecomunicazioni ora affidata al meccanismo dei voucher. Secondo il ceo di Wind Tre, Jeffrey Hedberg, le due indicazioni contenute nella segnalazione che l'Antitrust ha inviato in Parlamento per la messa a punto della legge annuale sulla concorrenza sono due condizioni positive e sulle quali puntare per dare supporto al settore delle Tlc. Del resto questo è un comparto messo sotto pressione in questo periodo dominato dall’emergenza pandemia, ma alle prese anche con investimenti monstre per i prossimi anni in cui la vera scommessa sarà quella della digitalizzazione del Paese.

Revisione dei limiti elettromagnetici

Il ceo di WindTre, Jeffrey Hedberg, in un post su Linkedin si esprime così a proposito delle due indicazioni arrivate dalla segnalazione che l'Antitrust ha inviato in Parlamento per la messa a punto della legge annuale sulla concorrenza. «L'auspicio – scrive – è che il Governo proceda presto con una revisione dei limiti di campo elettromagnetico e ripensi le politiche di sostegno alla domanda, nell'interesse del tessuto produttivo e del sistema-Paese». Le limitazioni imposte ai campi elettromagnetici sul territorio nazionale, afferma Hedberg, «sono un decimo di quelle indicate dalle autorità europee e adottate da paesi come Francia e Germania, con i quali l'Italia è in competizione sul mercato globale delle esportazioni. I fornitori di connettività devono installare molte più antenne a parità di territorio e popolazione, con un impatto paesaggistico superiore e maggiori difficoltà nel portare i servizi a famiglie e imprese».

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Confronto penalizzante sulla media Ue

«Armonizzare i limiti italiani a quelli europei serve anche a mettere il tessuto industriale italiano in grado di competere alla pari con i concorrenti internazionali». Un confronto tra i limiti per le frequenze tipiche della telefonia cellulare fissati dalle diverse normative nazionali e internazionali mostra come l'Italia abbia adottato valori limite da 2 a 100 volte inferiori a quelli raccomandati dall'Icnirp (Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti), adottati dall'Unione europea e ratificati da altri 14 Paesi europei, a loro volta inferiori a quelli inglesi o statunitensi.

L’intervento auspicato sui voucher

Per il ceo di Wind Tre una seconda annotazione dell'Antitrust «particolaremente rilevante» riguarda le politiche di sostegno alla domanda. «Il cosiddetto “Voucher Fase 1” – scrive – è uno strumento importante per aiutare le famiglie meno abbienti a dotarsi dei dispositivi e della connettività necessari alla didattica a distanza e allo smartworking. Nonostante ciò, a quattro mesi dal varo della misura, sono state utilizzate appena un terzo delle risorse. Un segnale che l'attuazione della misura è stata concepita in modo non ottimale». In questo quadro, «davanti a una prossima “Fase 2”, è importante trarre tutte le lezioni possibili dalla “Fase 1” per evitare di replicare gli errori, nell'interesse dei beneficiari di una politica pubblica così importante».

Il “paradosso” delle Tlc

Il settore delle Tlc dal canto suo si trova a contrastare una situazione che in fondo rappresenta un paradosso. Secondo i dati Agcom, nei primi nove mesi del 2020 il settore delle telecomunicazioni in Italia ha subito una flessione dei ricavi che in media è stata pari al 5,3% ed è risultata relativamente più intensa per la rete mobile (-6,2%) rispetto a quella fissa (-4,5%). Ma il tutto accompagnato, dall’altro lato, con l’evidenza che la più intensa fruizione domestica di contenuti video in streaming, il telelavoro e la didattica a distanza, ha prodotto, su base annua, una forte crescita del traffico, aumentato giornalmente del 49,5% nella rete fissa e del 56,1% in quella mobile. In termini assoluti però, il settore delle Telecomunicazioni perde 1.103 milioni di euro a causa della riduzione sia dei ricavi da rete fissa ( 497 milioni) sia, in misura maggiore, dei ricavi da rete mobile (607 milioni). In definitiva, più consumo per gli utenti, costi simili se non inferiori e quindi ancora meno ricavi per le aziende (dati da Osservatorio sulle comunicazioni – Monitoraggio Covid, del 9 febbraio 2021).

Investimenti e prezzi

Maggiori consumi però vorrà dire, ancor di più maggiori investimenti. Su questo versante però le imprese delle Tlc, tramite la loro associazione di categoria Asstel, hanno un tasto dolente sul quale insistono molto spesso. Secondo il Rapporto Asstel 2020 sulla filiera delle Telecomunicazioni in Italia, anche tra il 2018 e il 2019 i prezzi dei servizi Tlc, in Italia, sono calati in media del 6,7%. Nello stesso periodo, nel Regno Unito, sono aumentati in media del 4.3% La media Ue è -0,4%. Il trend è ancora più significativo sui 5 e sui 10 anni. Dal 2015, infatti, la variazione dei prezzi dei servizi Tlc in Italia è del -18,4%, contro il +10,6% del Regno Unito, con una media UE del -6,3 per cento.

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