ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl caso

Hera accelera gli investimenti per produrre biometano

Dall'impianto del gruppo a Sant'Agata Bolognese si ottengono ogni anno 20mila tonnellate di compost e circa 8 milioni di metri cubi di biometano con un risparmio annuo di 6mila tonnellate di petrolio e una riduzione delle emissioni

di Elena Comelli

2' di lettura

Il piano REPowerEU punta a produrre 35 miliardi di metri cubi di biometano al 2030 in Europa, dai tre miliardi attuali. L’Italia, a cui è stato assegnato un target di sei miliardi di metri cubi, potrebbe diventare uno dei leader europei nella produzione di gas verde, se si riuscirà a superare la lentezza delle autorizzazioni e i colli di bottiglia nella logistica, per andare oltre la produzione attuale di 220 milioni di metri cubi.

In questo settore ci sono già dei campioni, come il Gruppo Hera con l’impianto di Sant’Agata Bolognese, da cui ottiene annualmente 20mila tonnellate di compost e circa otto milioni di metri cubi di biometano, combustibile rinnovabile al 100%, con a un risparmio annuo di 6mila tonnellate di petrolio e a una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 14.600 tonnellate. Grazie allo sviluppo di nuovi impianti, come quello recentemente avviato nel Modenese in partnership con Inalca del gruppo Cremonini, il gruppo punta a quadruplicare entro il 2030 la produzione di biometano, toccando quota 30 milioni di metri cubi all’anno. I rifiuti organici differenziati tornano così al servizio della comunità sotto forma di gas rinnovabile che, immesso in rete, alimenta il trasporto cittadino pubblico e privato, aiutando quindi un settore sempre più esposto al tema delle emissioni di anidride carbonica.

Loading...

«Le rinnovabili, l’efficienza energetica e l’economia circolare saranno protagoniste del processo verso la decarbonizzazione del nostro Paese - spiega l’amministratore delegato Orazio Iacono -. Si tratta di una sfida in cui ognuno deve fare la sua parte e il Gruppo Hera è al fianco delle pubbliche amministrazioni, delle imprese e dei cittadini dei territori serviti per il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi. I finanziamenti che abbiamo ottenuto dal Pnrr, per circa 190 milioni di euro complessivi, ci permettono di accelerare il nostro piano di investimenti per la carbon neutrality»,

La multiutility bolognese opera da sempre sul territorio per rigenerare le risorse naturali e promuoverne un utilizzo più sostenibile: un obiettivo trasversale a tutti i business, dall’ambito rifiuti al riuso delle acque depurate per usi agricoli o industriali. Non a caso, gli investimenti green del Gruppo Hera sono imponenti. «Abbiamo deciso di destinare nel quinquennio 2022-2026 un importante volume di investimenti, oltre 4,1 miliardi di euro, per aumentare la resilienza dei nostri business e accompagnare i territori nel percorso di transizione verso uno sviluppo sempre più sostenibile», spiega infatti Cristian Fabbri, da fine aprile nuovo presidente esecutivo del Gruppo Hera.

Rientra in questo quadro anche il progetto per la valorizzazione degli oli vegetali esausti, che, con una filiera controllata e certificata e in partnership con Eni, viene trasformato in biocarburante per la mobilità pubblica e privata. Grazie anche alle partnership, il Gruppo Hera è riuscito a raccogliere ben 1.540 tonnellate di oli che sono diventate 1,7 milioni di litri di biocarburante, consentendo così di evitare l’emissione in atmosfera di circa 4.900 tonnellate di CO2.

Riproduzione riservata ©

loading...

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti