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Hermès, ricavi in crescita del 4% nel terzo trimestre

Nel periodo il gruppo francese del lusso ha raggiunto vendite per 1,8 miliardi, portando il saldo dei primi nove mesi dell’anno a a4,288 miliardi (-14% rispetto al 2019)

di Monica D'Ascenzo

(REUTERS)

2' di lettura

La trimestrale di Hermès conferma la buona estate vissuta dai marchi del lusso a livello internazionale. I risultati hanno sorpreso positivamente gli analisti. Nei primi nove mesi terminati a fine settembre 2020, i ricavi consolidati del gruppo sono stati pari a 4,288 miliardi di euro, in calo del 14% a cambi correnti e a cambi costanti, ma dopo un secondo trimestre segnato dall’emergenza sanitaria e dalla crisi economica, le vendite del terzo trimestre sono risultate in crescita del 4,2% a cambi correnti a 1,8 miliarid di euro, trainate dalla forte attività dei negozi del gruppo (+ 12% a cambi costanti tassi), dallo slancio positivo della ripresa in Asia e da un significativo miglioramento in tutte le altre aree geografiche.

«Nel 2020, stiamo assistendo all’affermazione di importanti impegni strategici che hanno a che fare con la responsabilità sociale e ambientale, la digitalizzazione delle abitudini e degli stili di vita, e da dinamiche di mercato positive in Asia. Tenendo conto di questi cambiamenti profondi e duraturi, oggi restiamo fiduciosi nonostante un futuro ancora incerto. La nostra buona performance ci consente di continuare a investire e creare posti di lavoro. Vorrei ringraziare tutti i team di Hermès che lavorano quotidianamente per far crescere il gruppo» commenta Axel Dumas, presidente esecutivo di Hermès.

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Il traino del mercato asiatico

A fine di settembre, le vendite nei negozi del gruppo erano diminuite dell’11% a tassi di cambio costanti, con un terzo trimestre in crescita invece del 12%. In rafforzamento, come per altri gruppi del lusso, l’accelerazione delle vendite online, con un forte aumento del traffico e dei tassi di conversione. Le attività di vendita all’ingrosso sono, invece, risultate in calo del 35% nei nove mesi, penalizzate principalmente dal travel retail.

I positivi segnali di ripresa subito dopo il lockdown, sono stati confermati nel tempo sul mercato asiatico. L’area, escluso il Giappone che ha segnato un +11% nel trimestre, ha proseguito la sua dinamica molto favorevole, trainata da un robusto terzo trimestre in crescita del 29% grazie alle vendite in Cina continentale, Corea, Australia e Thailandia. E’ migliorata, nel periodo, anche l’attività a Hong Kong e Singapore. Le vendite online, poi, sono risultate in forte crescita e beneficiano della nuova piattaforma digitale, implementata quest'anno a Hong Kong, Macao e Corea.

Continua a soffrire, l’America, che ha segnato nei primi nove mesi una flessione del -29%, ma è migliorata nel terzo trimestre con un -5,2%. L’Europa esclusa la Francia (-32,6% nei 9 mesi) risente ancora del calo dei flussi turistici, in parte compensato dalla clientela locale. La flessione da inizio hanno risulta essere del 26,5%, ma nel solo terzo trimestre cala a un -9,9%.

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