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Hertz evita il fallimento all’ultimo minuto

Ricavi fermi e per il settore del rental car con lo stop del turismo e delle linee aeree. Accordo con i creditori per spostare le rate dei leasing

di Riccardo Barlaam

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(AFP)

Ricavi fermi e per il settore del rental car con lo stop del turismo e delle linee aeree. Accordo con i creditori per spostare le rate dei leasing


3' di lettura

Il gruppo Hertz ha evitato il fallimento grazie a un accordo raggiunto all'ultimo minuto con i creditori. Lo stop ai viaggi per il coronavirus ha bloccato i ricavi delle società di locazione di veicoli. Il settore del rental car, con i colossi Hertz e Avis Budget Group in testa, tra aprile e maggio si stima perderà l'80% del fatturato.

Hertz a fine aprile non è riuscita a pagare le rate dei leasing in scadenza per la sterminata flotta dei suoi veicoli. Dopo una prima estensione della scadenza al 4 maggio, la società ieri è riuscita a raggiungere un’intesa con i creditori per spostare il pagamento delle rate al 22 maggio. L'alternativa sarebbe stata quella di dichiarare bancarotta, depositare i libri contabili in tribunale e ricorrere alle procedure del Chapter 11.

Hertz ha discusso con i creditori e con il Dipartimento al Tesoro la possibilità di un bailout. Di fronte al diniego della richiesta, alla sua grande flotta veicoli e al crollo dei prezzi del mercato delle auto usate, è prevalsa la prospettiva di andare avanti: la società ha assicurato, con la liquidità a disposizione e le aperture ricevute dai creditori, la continuazione delle sue attività fino alla ripresa del mercato.

Il gruppo di rental car è controllato dal finanziere miliardario Carl Icahn, maggiore azionista con una quota del 39 per cento. In un documento presentato alla Securities and Exchange Commission, Hertz ha spiegato di aver sperimentato a causa della pandemia «un impatto negativo veloce, improvviso e drammatico sulle sue attività» e ha dichiarato di voler «sviluppare una strategia e una struttura di finanziamento che riflettano meglio l'impatto economico» della crisi.

Il pacchetto di aiuti federali da 2,2 mila miliardi del Cares Act contiene misure di sostegno per le linee aree, tra i settori più colpiti dalla crisi, ma non prevede aiuti per il settore del rental car. Dall'inizio della pandemia Hertz ha posto in congedo a tempo illimitato 10mila dipendenti. I dipendenti hanno accettato riduzioni degli stipendi dalla fine di marzo. Per prima la ceo Kathryn Marinello ha accettato di tagliarsi tutto il salario. In una intervista la manager ha raccontato la battaglia di queste ore per far sopravvivere Hertz ed evitare il fallimento. Ha anche anticipato che a partire dal 11 maggio verrà reintrodotto il pagamento della paga base per i dipendenti del gruppo.

L’accordo anti fallimento di Hertz arriva subito dopo i conti trimestrali della rivale Avis che nei primi tre mesi dell'anno ha riportato perdite nette per 158 milioni di dollari, con un calo dei ricavi del 9% a 1,8 miliardi di dollari. Il gruppo ha comunicato agli investitori che non si aspetta una ripresa dei ricavi prima di luglio, e che una ripresa dei livelli pre-coronavirus dipenderà dalla ripartenza dell'industria del turismo e dell'aviazione civile.

A Wall Street le indiscrezioni sulla possibilità di un fallimento del gruppo Hertz, hanno fatto crollare le quotazioni dei titoli della società prima dell'avvio delle contrattazioni fino al -36%. La notizia dell'accordo con i creditori ha fatto balzare il titolo oltre il 3%. Dal primo gennaio le azioni Hertz hanno registrato un calo dell'82%.
Nonostante i ricavi record lo scorso anno, il gruppo Hertz ha riportato perdite nette per 58 milioni di dollari, in miglioramento dai 225 milioni di perdite del 2018.

Per approfondire:

Perché la crisi dell’automotive è peggiore che nel 2008

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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