Auto, moto e mobilità: novità e scenari

Scenari

Hi-tech e car sharing cambiano la rotta

di Alberto Magnani


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3' di lettura

Vetture a impatto zero che si guidano (quasi) da sole. Intese fra colossi dell’automotive per servizi di car sharing, in alternativa all’utilizzo di auto private. Sistemi di simulazione guida che profilano abitudini e reazioni emotive al volante, scremando i dati per software destinati alle self-driving car. Sono alcuni dei trend in atto nell’industria dell’auto e nelle tecnologie per la mobilità. Uno scenario emerso anche al Movin’on di Montréal, il summit sulla mobilità sostenibile. Fra le case presenti marchi come General Motors, Audi, Bmw, Psa e Porsche, oltre a diversi colossi tech (Google) e attori politici, a partire dalla Commissione europea.

Il cambio di paradigma del settore passa, in larga parte, dall’incrocio fra l’evoluzione tecnologica dei prodotti e la nuova sensibilità di una clientela che guarda a servizi low cost, fruibili in maniera condivisa e con un impatto ambientale limitato. Soprattutto nel caso delle nuove generazioni, dai millennials in poi, abituate all’idea di spostarsi con una app sullo smartphone passando fra auto elettriche a noleggio, servizi di micromobilità a due ruote e mezzi pubblici. Le novità di prodotto?

L’annuncio più rilevante è arrivato dai padroni di casa Michelin, con il sipario alzato sul prototipo di Uptis: acronimo di Unique puncture-proof Tire system, uno pneumatico senza aria e a prova di foratura (puncture-proof) per incrementare il ciclo di vita del prodotto. Il modello è stato sviluppato in partnership con General Motors e dovrebbe entrare in commercio nel 2024, in seguito a una fase di test su flotte composte dall’elettrica Chevrolet Bolt. In realtà il prototipo ricorda il sistema lanciato dai giapponesi di Bridgestone nell’ormai lontano 2012, anche se in questo caso il concept rientra in un processo più ampio. Il lancio delle gomme airless, senza aria, è il primo dei quattro step di Vision, un programma rivolto alla riconversione sostenibile del ciclo produttivo. I prossimi tre passaggi saranno la realizzazione di gomme connesse, stampabili a 3D con le tecnologie di manifattura additiva «e sostenibile al 100%». Il valore aggiunto a livello ambientale dovrebbe derivare da un minor ricambio delle gomme, rese più longeve dalle caratteristiche tecniche del prodotto. Rispetto agli pneumatici tradizionali, la gomma senza aria offre un maggior grado di resistenza ai danni su strada (ad esempio non si fora, per ovvie ragioni) e può essere ricostruita fino a 5-6 volte contro le 2-3 di ordinanza.

Il suo utilizzo è pensato soprattutto per vetture elettriche e flotte in condivisione, con l’obiettivo di ridurre la dismissione precoce di gomme: ogni anno, secondo una stima dell’azienda, si parla di una media di 200 milioni di gomme scartate prima del tempo per danni di routine. Pneumatici a parte, fra i padiglioni dell’evento sono sfilate soprattutto sia tecnologie per ridurre l’impatto ambientale, sia soluzioni più avveniristiche di guida autonoma e simulazione virtuale .

Qualche esempio? Symbio, azienda che produce celle a combustibile incorporabili su più veicoli e capaci di garantire un grado zero di emissioni; Nervtech, una tecnologia di simulazione digitale di guida che serve a immagazzinare dati sulle abitudini di guida e “trasmetterli” poi a software di guida autonoma o sistemi di controllo della sicurezza stradale; Einride, un camion «intelligente» che viene controllato da remoto per ottenere il livello 4 di guida autonoma sui 5 previsti dalla Sae. Può raggiungere un’autonomia di 200 chilometri.

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