Report Atomico

Hi-tech europeo verso i 100 miliardi di dollari. Bene anche l’Italia

L’ecosistema hi-tech conferma il consolidamento: il 2021 è un anno recor. L’Italia vola verso il miliardi di dollari, il doppio dell’anno scorso

di Pierangelo Soldavini

Reuters

3' di lettura

Per l'Europa, e per l'Italia al suo interno, il 2021 è stato un anno di consolidamento e di maturazione per quanto riguarda l'industria tecnologica. Il Vecchio continente si appresta infatti a raggiungere i 100 miliardi di dollari di investimenti in un solo anno, quasi tre volte il livello dell'anno scorso, consolidando così il suo ruolo di potenza hi-tech a livello globale con l'avvio di un processo virtuoso che guarda lontano.

Lo conferma anche un indice di fiducia nell'evoluzione dell'innovazione come quello relativo agli investimenti “early-stage”, con round fino a 5 milioni di dollari, che arrivano ormai su livelli vicini agli Stati Uniti: 3,8 miliardi di dollari contro 4,1 miliardi.

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È uno scenario improntati all’ottimismo quello che emerge dal report annuale del venture capital Atomico sullo “Stato della tecnologia in Europa”, che segnala la maturazione dell'ecosistema europeo dell'innovazione, confermato anche dalla crescita di mille miliardi di dollari del valore delle aziende tech solo nei primi otto mesi dell'anno e dall'aumento di quasi cento unità degli unicorni continentali, balzati a un totale di 321.

Valutazioni in crescita

Sono ormai 26 i decacorni, le società che hanno raggiunto il valore di oltre dieci miliardi, mentre l'olandese Adyen è ormai sulla strada per tagliare il traguardo dei 100 miliardi di valore.

Ma non si tratta solamente di valutazioni finanziarie gonfiate dall'hype consolidato sui mercati globali, sostenuto anche dai tassi bassi e dall'altissima liquidità in circolazione: «Tra i driver della crescita è fondamentale la forza dirompente della digitalizzazione e della trasformazione tecnologica guidata dal cambiamento dei comportamenti dei consumatori in tutto il mondo, un trend in cui l'Europa emerge come attore a livello globale», commenta Tom Wehmeier, partner di Atomico e coautore del rapporto, pubblicato in collaborazione con Slush, la più grande community di startup al mondo, con il supporto dello studio legale Orrick.

«Il volano tecnologico europeo - sottolinea - si basa su fondamenta solide che includono una profonda pipeline di talenti, team fondatori forti e un pool sano di investitori a tutti i livelli - che fa emergere gli unicorni e crea valore con frequenza e grandezza sempre maggiori. Tutti elementi che sostengono l'ecosistema anche nel caso in cui le macrocondizioni dovessero cambiare».

Ritorno dei cervelli in Italia

È così anche in Italia, che raddoppia la capitalizzazione del suo mercato tecnologico passando da 14,5 a 26,6 miliardi di dollari nel 2021, salendo al decimo posto in Europa. Il nostro Paese arriverà con ogni probabilità a superare la soglia del miliardo di dollari di investimenti nel 2021: nei primi nove mesi dell'anno siamo a 841 milioni, già ben più dei 559 dell'intero 2020, trainati da megaround più frequenti, come quello recente di Scalapay.

Siamo ancora su livelli di scala inferiore rispetto ai grandi mercato europei del'innovazione, ma la strada è ben avviata:«Si tratta di incoraggiare i talenti, a costruire il mindset e l'ispirazione adeguati per costruire un ecosistema nazionale senza trasferirsi all'estero», prosegue Wehmeier.

Da questo punto di vista un segnale decisamente incoraggiante è quello che viene dal “rientro dei cervelli”: l’Italia ha la più alta quota di fondatori “migranti” con il 64% dei founder di startup che hanno lavorato per compagnie dal valore di più di 1 miliardo di dollari fuori dall’Italia, mentre Svezia e Germania hanno la quota più bassa.

Vuol dire che anche nel nostro Paese l'ecosistema inizia a girare nel giusto verso macinando innovazione e valore per gli azionisti.

Il valore della sostenibilità

Da segnalare infine che anche in Europa l'hi-tech sta facendo rotta con decisione nella direzione della sostenibilità.

Negli ultimi cinque anni sono stati investiti oltre 31 miliardi di dollari in aziende tecnologiche “purpose-driven”, quelle realtà che costruiscono un futuro sostenibile per tutti affrontando uno o più Sdg in Europa, un valore che rappresenta il 15% di tutti i finanziamenti e con un aumento anno su anno del 57Gli Investimenti “Planet Positive” - definizione di aziende che lavorano per fare un uso sostenibile delle risorse del pianeta - hanno ottenuto l’11% dei finanziamenti totali nel 2021, con le startup tecnologiche clean energy e climate che hanno fatto la parte del leone nei finanziamenti, con il 24% ciascuna di tutto il capitale investito in aziende tecnologiche “purpose-driven” nel 2017-2021.

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