SVILUPPO PMI

Hi-tech, Piccola industria come avanguardia di crescita

Via al roadshow organizzato da Confindustria e Audi, prevista una tappa a Verona

di Na.R.


3' di lettura

Via a un roadshow in vari territori per promuovere lo sviluppo e l’innovazione. Nessuna strategia di internazionalizzazione, nessuna innovazione tecnologica, si realizza senza la premessa di una modalità di pensiero aperta, nuova, inclusiva. Le imprese che crescono, specialmente le Pmi, hanno questa caratteristica prima di tutte: apertura mentale e voglia di cambiare “pelle e passo”. Il confronto tra una grande impresa, che si muove a livello mondiale, e le piccole imprese sull'innovazione e sulla declinazione di strategie da condividere sono momenti di riflessione, di scambio e di contaminazione.

«Piccola industria avanguardia di crescita» è un roadshow che attraversa sei territori, durante il quale si parlerà di sostenibilità, di estero, di filiere, di evoluzione tecnologica e di trasformazione del prodotto. Il progetto di promozione della cultura d’impresa vede in campo la Piccola industria di Confindustria e la casa automobilistica Audi. Dopo il primo incontro svoltosi a Ivrea il 26 giugno, il prossimo appuntamento è a Trani, in Puglia, il 22 luglio. Piccola industria avanguardia di crescita toccherà anche Brescia, le Marche, Verona. A Roma l’appuntamento è previsto per dicembre.

Piccola industria Confindustria e Audi Italia hanno dunque organizzato questo progetto di confronto itinerante, a tappe, per approfondire la cultura d'impresa a 360 gradi sul territorio. Un'occasione di dialogo tra una grande azienda leader di mercato e le Pmi, che costituiscono la spina dorsale del tessuto industriale italiano. L’obiettivo è la promozione della riflessione e della condivisione di esperienze in relazione a temi chiave come cambiamento, sostenibilità, mercati, internazionalizzazione, evoluzione tecnologica e trasformazione del prodotto. Durante gli incontri gli imprenditori si confronteranno, partendo dalla best practice Audi, sul cambiamento che sta interessando la cultura d'impresa e su come gestire efficacemente le nuove sfide, alla luce del potenziale impatto sociale ed etico che investe ogni singola area di business.

Presente in oltre cento mercati, con 16 impianti produttivi in dodici Paesi, controlla al 100%, in Italia, Automobili Lamborghini (la casa ha il proprio quartiere generale a Sant'Agata Bolognese) e il big bolognese delle due ruote Ducati Motor Holding. Il colosso tedesco, nel corso del roadshow, porterà ad esempio il suo impegno per la mobilità sostenibile, con lo sviluppo del full-electric: con un investimento pari a 40 miliardi di euro entro il 2025 Audi potrà contare su trenta modelli a elevata elettrificazione, dei quali venti completamente elettrici. Una nuova idea di mobilità, sensibile all'ambiente, che parte anche dai dati sulle condizioni del parco auto circolante in Italia (oltre 17 milioni di vetture hanno più di 10 anni, con un impatto ambientale elevato) e che si accompagna agli investimenti per una produzione sostenibile. Lo stabilimento Audi di Bruxelles è il primo impianto al mondo con certificazione carbon neutral nel segmento Premium (utilizza energia da fonti rinnovabili per il 95% circa, con una riduzione di 17mila tonnellate di anidride carbonica in atmosfera). Ed entro il 2025 Audi si è posta l'obiettivo di diminuire l'impatto ambientale delle proprie fabbriche del 35%, rispetto al 2010, per vettura prodotta. Un programma all'insegna della rivoluzione 4.0, della sostenibilità, dell'innovazione tecnologica, dell'internazionalizzazione. Da una parte Audi Italia: il gruppo automobilistico mette a disposizione il suo know how, le best practice, la cultura di impresa. Dall'altra parte le Pmi che costituiscono la galassia della Piccola Industria (e che devono affrontare le nuove sfide richieste da mercati globali in rapida trasformazione) e Confindustria servizi, alla quale la casa automobilistica offre servizi e soluzioni commerciali in esclusiva per rispondere alle specifiche esigenze di gestione della mobilità di impresa.

Grandi passi in avanti anche sul fronte della digitalizzazione (la casa madre Volkswagen investirà fino a 4 miliardi di euro, entro il 2023, in progetti digitali) e sulla formazione, strategica per lo sviluppo: il budget per l'aggiornamento professionale sarà incrementato di ulteriori 60 milioni e portato a 160. Per quanto riguarda la crescita del full-electric molto è legato all'espansione di un mercato che oggi pesa per lo 0,2% sul totale, mentre le auto ad alimentazione ibrida assorbono il 5,3%. Lo sviluppo sarà trainato dall'ampliamento della rete di ricarica elettrica che, secondo un rapporto di Legambiente, sta subendo una sensibile accelerazione: oggi nei 104 capoluoghi italiani si contano 5.500 prese con più di 11 kW di potenza, contro le 2.400 del 2018.

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