ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùRigenerazione urbana & contenzioso

Hidden Garden, il complesso è irregolare solo se è dentro il «cortile»

Per i pm di Milano che venerdi hanno sequestrato il complesso in costruzione in piazza Aspromonte è abuso edilizio perchè, essendo in un cortile, non può essere più alto dell’edificio preesistente. Ma per il Comune non è «area cortilizia». Da qui i permessi al costruttore. Entro 10 giorni il gip deve convalidare o meno il sequestro

di Laura Cavestri

3' di lettura

Un’area che ospitava una palazzina (poi demolita) e su cui è consentito edificare, delimitata da altri edifici residenziali, è un cortile oppure no? Ruota tutto intorno alla risposta a questo quesito il contenzioso in corso a Milano, in piazza Aspromonte, con cui la Procura di Milano ha disposto il sequestro di un edificio (in costruzione) di sette piani (27 metri circa) – nell’ambito di una indagine per abuso edilizio coordinata dal pm Marina Petruzzella – sorto all’interno del piccolo isolato formato da piazza Aspromonte, Via Filippino Lippi, via Gran Sasso e via Garofalo.

Il sequestro

A sequestrare la palazzina è stata, venerdì, la squadra della pg in quota al dipartimento “Tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro”. Nell’indagine, che vede alcune persone indagate per violazione del regolamento edilizio comunale, si ipotizza che il palazzo sia troppo alto rispetto a quelli adiacenti e quindi non sia conforme al piano urbanistico.

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Nell’area, infatti, la Bluestone Aspromonte srl sta realizzando Hidden Garden, un complesso residenziale di 45 appartamenti (3.530 mq) di design, verde, palestra e spazi comuni, che colmerà quasi completamente lo spazio all’interno dell’isolato lasciato vuoto dopo la demolizione della preesistente palazzina alta 3 piani e 12 metri.

L’indagine e la definizione di «cortile»

L’indagine nasce, infatti, dalla denuncia di alcuni abitanti delle case adiacenti che da tempo lamentavano la prospettiva di vedersi togliere luce e aria dal nuovo edificio nonchè un pericolo alla stabilità delle strutture circostanti derivante dai lavori, prima di demolizione (con conseguente dispersione di polveri nocive nell’aria) poi di costruzione.

Il nodo, però, risiede sull’interpretazione delle norme urbanistiche del Piano Regolatore del 2012 e del 2019, le quali prescrivono che, se si costruisce su un cortile abbattendo un piccolo precedente edificio, la nuova costruzione deve essere di altezza uguale o inferiore a quella demolita. Cosa che in questo caso non è avvenuta, perché il nuovo stabile è stato considerato non all’interno di un cortile ma indipendente. Insomma, se l’edificio precedente era effettivamente dentro un cortile, il complesso Hidden Garden dovrà soggiacere a certi vincoli che ne dimezzano l’altezza. Se lo spazio su cui sorge non è un cortile, allora il costruttore è libero da vincoli e può edificare in altezza in libertà.

Nel 2009 il Comune ha, infatti, istituito una Commissione Paesaggio – chiamata a esprimersi sulla compatibilità dei progetti, i cui componenti sono nominati direttamente dal sindaco ogni anno tra personalità esterne al Comune e con adeguate competenze in merito. Nel 2017, 2018 e 2020, sulla palazzina in costruzione in piazza Aspromonte, la Commissione Paesaggio ha espresso sempre parere positivo, scrivendo che l’area, «benché sia in una parte della città a prevalente tessuto cortilizio, non possa essere considerata un cortile», ma «un residuale spazio interno accidentale», dato anche il fatto che le palazzine costruite attorno sono sorte in periodi diversi e con criteri edilizi del tutto eterogenei.

Ma per la Procura, l’interpretazione della Commissione contraddice la realtà. Da qui, l’ipotesi di falso ideologico per tre dirigenti del Comune di Milano. Anche l’amministratore delegato di Bluestone, Andrea Bezziccheri, risulta indagato. Ma proprio non ci sta: «Abbiamo fatto affidamento sulla bontà dei permessi rilasciati da alcune decine di professionisti all’interno del Comune e della Commissione Paesaggio in momenti diversi e abbiamo pagato al Comune 900mila euro di oneri di urbanizzazione».

Entro 10 giorni il gip dovrà decidere se convalidare o meno il sequestro, una decisione fondamentale perchè oltre 40 acquirenti degli appartamenti in costruzione hanno già versato la caparra.

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