Turismo

Hilton, al via il piano per realizzare 12 nuovi hotel

La catena Usa punta ad aumentare l’offerta di camere in Italia di oltre il 50 per cento nei prossimi 3-5 anni

di Enrico Netti

3' di lettura

Un piano industriale che prevede l’apertura in Italia di almeno una dozzina di hotel nei prossimi 3-5 anni. Ad anticiparlo ad Sole-24 Ore è Alan Mantin, Managing Director, Development Southern Europe di Hilton, multinazionale Usa attiva in tutto il mondo con una ventina di brand dedicati all’ospitalità pluristellata. «Abbiamo attualmente in Italia più di 5mila camere in un portfolio di 27 hotel con sei marchi e prevediamo di aumentarle di oltre il 50% nei prossimi anni» spiega Mantin.
Nel 2022 le prime inaugurazioni. «All'inizio del prossimo anno aprirà il Cosmopolita Roma, Tapestry Collection by Hilton e sarà il primo hotel del marchio in Italia dopo quelli di Parigi e Madrid. Questo è il nostro primo accordo per il brand Tapestry Collection by Hilton in Italia, stiamo valutando altre località e contiamo di poter presto confermare nuovi progetti - continua il top manager -. Sarà poi la volta dell’atteso Hilton Eur La Lama, l’Hampton by Hilton Rome North Fiano Romano e il Conrad Chia Laguna Sardinia». La Lama, progettato dall’archistar Massimiliano Fuksas, si sviluppa su 16 piani e avrà 440 camere, 7 sale riunioni, 2 ristoranti, bar e sala fitness oltre all’accesso diretto al centro congressi La Nuvola.

Il prestigioso Hotel Cosmopolita a Roma, sarà il primo Tapestry Collection by Hilton in Italia

Il prestigioso Hotel Cosmopolita a Roma, sarà il primo Tapestry Collection by Hilton in Italia

Photogallery5 foto

Visualizza

La collezione Tapestry fa leva sull’originalità degli hotel ed è in fase di espansione in Europa: tra non molto ci saranno nuove aperture nel Regno Unito e in Portogallo. Il modello di sviluppo adottato dalla società è quello di un asset light e, come spiega Mantin, «significa che non investiamo nell’acquisizione degli immobili, ma lavoriamo con partner che supervisionano lo sviluppo dell’hotel sotto i nostri brand. Di conseguenza, l’investimento finanziario richiesto varia a seconda del marchio, della posizione e della complessità del design e della costruzione. Anche gli hotel esistenti possono entrare nel nostro portfolio». Una formula di sviluppo che dall'inizio della pandemia «in Italia ha fatto registrare una particolare richiesta di conversioni sotto i nostri brand “collection” con una tendenza che si riflette in tutta il Sud Europa, dove gli hotel indipendenti di alto livello aspirano alla forza di un marchio internazionale come Hilton e negli ultimi tempi abbiamo riscontrato che quasi un terzo delle aperture a livello globale sono state conversioni». Una opportunità per quegli hotel di qualità e indipendenti, spesso situati in edifici storici, che continuano a mantenere le loro unicità ma vogliono fregiarsi del brand Hilton, della sua notorietà e visibilità nei sistemi di prenotazione. «I nostri brand di collection e lifestyle, tra cui Tapestry Collection e Curio Collection si adattano molto bene alle conversioni, grazie alla forte identità di ogni proprietà - continua il top manager -. La grande ricchezza di edifici architettonicamente significativi dell'Italia comporta che la maggior parte delle nostre prossime aperture saranno hotel convertiti o edifici che abbiamo trasformato in hotel. Per il Cosmopolita Hotel Roma, Tapestry Collection by Hilton è un marchio ideale, che mantiene l'identità locale esclusiva della proprietà e, allo stesso tempo, permette ai proprietari di accedere ai benefici del motore commerciale di Hilton». Inoltre nel caso del Cosmopolita la maggior parte dei mobili, delle attrezzature e dei materiali è realizzata da fornitori italiani.
A livello planetario la multinazionale Usa sta accelerando per lo sviluppo di nuove strutture. L'altro ieri in Arabia Saudita durante un incontro tra Ahmed al-Khatib, ministro del turismo del regno saudita e Chris Nassetta, presidente e Ceo della multinazionale, sono stati presentati i piani per portare a 75 il numero degli hotel Hilton dagli attuali 15 nei prossimi cinque anni nell’ambito di un piano che prevede di attrarre 100 milioni di visitatori in Arabia, sviluppare la destinazione e di portare al 10% il contributo del turismo al Pil nel 2030. In Cina, per esempio, si punta sul franchising per portare i brand di lusso nelle principali città asiatiche. In fase di realizzazione ci sono undici Hilton che apriranno a Shanghai, con oltre 700 camere, Shenzhen, Wuhan e Zhuhai.
Per quanto riguarda l’Italia Alan Mantin lo considera «un mercato strategico. Prevediamo che, con l’allentamento delle restrizioni nei viaggi internazionali, l’Italia tornerà ad essere uno dei paesi più gettonati e visitati al mondo, sia dal pubblico dei viaggiatori di lusso sia dai business traveller, ed è per questo che continuiamo a investire e ad aprire nuovi hotel in Italia». Una premessa che fa guardare con ottimismo al domani.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti