Alberghiero

HNH sfida la pandemia e apre il Double Tree by Hilton nel cuore di Roma

L’apertura è prevista in piazza dell’Esquilino per il 7 aprile. Si compone di 133 camere (125 camere standard e 8 suite) su 7 piani, un ristorante di cucina tradizionale rivisitata e un rooftop bar & terrace panoramico, oltre a 3 meeting room modulari ed a una sala fitness

di Laura Dominici

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I punti chiave

  • La caratteristiche dell’hotel
  • Lo scenario attuale
  • I numeri del business

4' di lettura

«In questo momento difficile, non conta la scelta di breve termine ma l’obiettivo, nel lungo termine, di esserci. Da protagonisti». È questo il messaggio che Luca Boccato, amministratore delegato di HNH Hospitality, ha postato su Linkedin in occasione della riapertura del 5 stelle Almar Jesolo Resort & Spa. Una scelta che implica la presa di qualche rischio imprenditoriale, sempre tenendo conto dell’aspetto sicurezza, e che detterà anche l’apertura, il 7 aprile prossimo, del nuovo DoubleTree By Hilton Rome Monti, in Piazza dell’Esquilino nel cuore di Roma.

L’edificio, di proprietà di Reale Immobili spa, è stato trasformato in un hotel di prestigio, per una clientela business e leisure. La struttura opererà sotto il brand internazionale DoubleTree by Hilton ed è stata oggetto di una completa riqualificazione e restyling, a cura dello studio Thdp, specializzato in architettura ed interior design per alberghi, che ha creato un’oasi verde in città. «Il nostro modello di business – spiega Boccato – prevede di operare come white label utilizzando l’insegna di catene internazionali, un concept che si sta diffondendo in una fase in cui i grandi gruppi gestiscono sempre meno direttamente le strutture e affidano ai propri brand la parte di franchising».

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Se Hilton attraverso i suoi processi garantisce qualità e canali distributivi, la parte operativa e di gestione staff fa capo ad HHN, che per gli arredi – a carico del gestore – ha investito 3 milioni di euro. «L’apertura – commenta Boccato – è stata ritardata di quasi un anno rispetto al progetto iniziale; il Covid ha contribuito allo slittamento, perché ha rallentato cantieri e lavori. Ora stiamo facendo una scommessa, puntando sul fatto che stiamo andando verso la fine della pandemia. Siamo consapevoli – aggiunge Boccato – che l’avvio non sarà semplice, ma affineremo i processi e con l’arrivo dell'estate ci attendiamo una ripresa della domanda».

Le caratteristiche dell’hotel

DoubleTree by Hilton Rome Monti si compone di 133 camere (125 camere standard e 8 suite) distribuite su sette piani e include un bar & caffetteria con ingresso da piazza Esquilino, un ristorante di cucina tradizionale rivisitata e un rooftop bar & terrace panoramico, oltre a tre meeting room modulari ed una moderna sala fitness. Il design contemporaneo dell’albergo si ispira ai colori di Roma ed è contaminato da elementi naturali. Una ricerca filologica ha guidato tutto il progetto di riconversione dei due edifici preesistenti, con l’obiettivo di unire il ritmo e lo stile di vita romani alle funzionalità di un hotel instaurando un dialogo continuo con la città. La progettazione ha riguardato anche la riduzione dell’impatto ambientale e sociale, identificabile nella scelta dei materiali impiegati e delle fonti energetiche.

Lo scenario attuale

Boccato non nasconde che la situazione degli alberghi romani è delicata: «Ci risulta aperto un 20% circa delle strutture e i tassi di occupazione viaggiano attorno al 20 per cento. Con questa operazione vogliamo dare però un segnale positivo di fiducia al settore hospitality in un momento difficile. Rappresenta anche un progetto molto innovativo per layout e stile, che abbiamo seguito dall’inizio e che crediamo rappresenterà un’eccellenza all’interno del nostro portfolio e anche per la destinazione stessa».
Un progetto che riconferma la volontà di perseguire un modello organizzativo basato sulla logica di sviluppo multibrand. Il portfolio di HNH si compone di 14 hotel e resort (di cui 3 di proprietà) situati tra nord e centro Italia, nelle città di Trieste, Gorizia, Verona e Bologna e in destinazioni ad alta vocazione turistica quali Venezia, Roma e Jesolo.

I numeri del business

Sui risultati economici e di occupazione della società HNH ha influito l'evento pandemico: a fronte di un 2019 chiuso con un fatturato di 36 milioni di euro (il dato riguarda l’anno solare), il budget 2020 era stato previsto a quota 61,5, «mentre abbiamo chiuso il 2020 – dichiara Boccato – con 22 milioni di euro di revenue. Per il 2021 l’obiettivo è di registrare 35 milioni». Il tasso di occupazione è passato dal 76% del 2019 al 38,5% del 2020 (rispetto ad un budget del 75%) e l’obiettivo per il 2021 è di avere un load factor del 57% con una Adr (average daily rate) di 101 euro, in risalita rispetto ai 97 euro del 2020.

Sulle prospettive attuali di mercato, Boccato dichiara che «Roma è condizionata dalla situazione attuale di fermo dei flussi, essendo una delle destinazioni con più alta incidenza di clientela internazionale. Siamo consapevoli che sarà un anno impegnativo, ma abbiamo una previsione prudente e un'aspettativa moderata. Riteniamo che da giugno si verificherà una ripresa della domanda, ma per tornare ai numeri del 2019 dovremo aspettare il 2023. Il leisure sarà il primo settore a riprendersi, seguito poi dal business travel, mentre vediamo ancora delle difficoltà per le città d'arte più a vocazione internazionale». Per l’espansione futura HNH sta valutando dei dossier in città del nord e centro Italia dove non è ancora presente. «Vorremmo anche replicare – conclude il manager – alcuni modelli che stanno funzionando, come l’Almar di Jesolo in un’altra destinazione di mare o pensare al modello countryside in una location nuova».

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