VINI

Hofstätter: dopo il Riesling della Mosella vigneti per il Trento Doc

di Fernanda Roggero


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2' di lettura

Nuovi terreni in Trentino, impegno sui Riesling della Mosella, bollicine. Sono queste le parole d'ordine per il 2019 di Hofstätter, la celebre casa vinicola altoatesina ben conosciuta per i suoi Pinot neri.
“Dobbiamo fare i conti con il nuovo clima - ha raccontato Martin Foradori Hofstätter durante una degustazione dei suoi vini a Milano - il problema non sono gli uno o due gradi medi in più ma gli imprevisti”. Bombe d'acqua e grandinate improvvise, che possono mettere ko interi vigneti.
Per questo - ha spiegato il produttore - quest'anno sono state posate reti antigrandine in almeno metà dei vigneti. E probabilmente l'anno prossimo aumenteranno.

Rendere il più performanti possibili i terreni coltivati a vite è un imperativo. Soprattutto in un'area dove è praticamente impossibile espandersi. “In Alto Adige - dice Hofstätter - non si riesce a impiantare nuovi vigneti, a meno di salire molto in altitudine, per questo già l'anno scorso abbiamo pensato di espanderci in Trentino”. Che è pur sempre terra di famiglia, dove era nato il padre di Martin. La casa vinicola ha quindi acquisito 8,5 ettari ad Ala, a cui adesso se ne aggiungono altri 4,5. Martin ha deciso di produrre Trento Doc (“e posso farlo solo in Trentino”).

L'altra scommessa - già in parte vinta - è quella sui Riesling tedeschi. Hofstätter ha un'azienda in Mosella dal 2014, produce Riesling “contemporanei”, più secchi rispetto alla vecchia tradizione: “vini con alta gradazione zuccherina ma altrettanto alta acidità”. In questi quattro anni i clienti italiani hanno imparato ad apprezzarli: “abbiamo venduto 50mila bottiglie, la metà delle quali in horeca” conferma Hofstätter che oggi in totale produce 850mila bottiglie con un fatturato di 9,5 milioni su 50 ettari di terreni di proprietà. A Milano, tra le altre, ha fatto assaggiare il Ludwig Barth Von Barthenau Vigna Roccolo Pinot Nero, frutto di un vigneto coltivato a pergola dal 1942 che dal 2012 viene vinificato separatamente. Una riserva di super nicchia (1.200 bottiglie) affinata in botti nuove.

Anteprima assoluta per il Sauvignon Oberkerschbaum 2017, non ancora uscito sul mercato. Dopo dieci anni Martin Foradori Hofstätter è tornato a produrre Sauvignon e per farlo ha scelto questo maso di alta montagna: l'Oberkerschbaum sarà l'ottavo vino con la denominazione “Vigna” (solo la denominazione “Vigna”garantisce in Alto Adige la provenienza di un vino da un specifico vigneto e Hofstätter è stata la prima azienda a segnalare i cru).
Strizzando l'occhio all'Amarone (ma senza alcuna pretesa di poter mai competere, si affretta a precisare il produttore altoatesino) è stato prodotto un Lagrein (ancora senza nome) da uve dell'annata 2015 con appassimento al 100% per circa 120 giorni. Adesso si aspetta lo spumante di vigneti trentini.

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