LA RICERCA

Homeschooling: in Italia triplicano le richieste, ora sono 2.000 i ragazzi che studiano da casa

Ma come vivono gli studenti l'istruzione parentale? ScuolaZoo ha documentato la vita di Carlo, 19 anni, che studia tra le vigne della provincia di Brescia

(AdobeStock)

2' di lettura

C'è chi tra i banchi di scuola non ci è mai tornato, chi lo ha fatto con paura, e chi ha optato per l'istruzione familiare. ScuolaZoo, il media brand della Generazione Z, ha raccontato il #backtoschool attraverso le storie di tre studenti - Gabriele di Cantù (Como), Yasmin di Abbiategrasso e Carlo di Puegnago del Garda (BS) - che il 14 settembre hanno ripreso le lezioni in modo diverso. Gabriele in didattica a distanza , Yasmin in presenza , Carlo in homeschooling o istruzione parentale, un metodo che secondo l'Associazione Istruzione Familiare ha visto triplicare le adesioni dall'inizio della pandemia.

Cos'è l'istruzione parentale

Viene definita homeschooling o istruzione parentale, ed è la modalità in cui a farsi carico dell'istruzione dei figli sono i genitori stessi o un'altra figura individuata (in Italia è obbligatoria l'istruzione, non la scuola).

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È necessario autocertificare alla scuola più vicina l'adesione all'istruzione parentale, e gli studenti ogni anno devono superare un esame per essere ammessi alla classe successiva.

L'homeschooling è un fenomeno diffuso negli Stati Uniti, ma anche in Italia sta riscuotendo successo, complici i disagi legati alla pandemia. Sono già duemila i ragazzi e le ragazze che hanno scelto l'istruzione parentale, numero che si è triplicato nell'ultimo periodo secondo l'Associazione Istruzione Familiare.

Storia di Carlo, 19 anni, e l’influenza sulla socialità

Carlo è di Puegnago del Garda (BS) e non va a scuola. Ha scelto la strada dell'istruzione parentale, così come suo fratello, e le sue aule scolastiche sono tra le vigne della provincia di Brescia.

Ma secondo lui “scegliere l'istruzione parentale per paura del contagio non è una scelta ragionata”. L'homeschooling infatti parte dal principio che ogni momento della vita quotidiana può diventare didattico. “Il concetto di fondo è che tu possa imbatterti anche nella cosa più semplice, esserne colpito e approfondirne la conoscenza, sviluppando così un forte interesse o una passione per quell'argomento”.

Difende poi la sua scelta che non è conseguenza della pandemia, anche perché è convinto che il Covid non abbia influito sulla didattica, ma sulla socialità dei ragazzi. “Studiando a casa, ti mancano i tuoi compagni, anche se non sono persone che ti sei scelto”.

Secondo Carlo durante l'homeschooling internet non è una distrazione come può diventarlo durante la Didattica a distanza, ma diventa un prezioso alleato: “è fondamentale. Credo sia uno strumento democratico di accesso alla conoscenza un po' come la biblioteca”.

Ma perché studiare a casa? “Attraverso le storie di Gabriele, Yasmin e Carlo abbiamo raccontato il ritorno a scuola di centinaia di migliaia di studenti”; spiega Francesco Marinelli, direttore editoriale di ScuolaZoo. “Il denominatore comune che le lega è il vuoto di socialità creato dal lockdown di marzo e destinato purtroppo a continuare a causa dalle recenti decisioni del Governo italiano, che a differenza di altri e nonostante gli investimenti in edilizia scolastica e banchi monouso, ha preferito chiudere nuovamente le scuole superiori”.

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