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Homo Faber, i mestieri d’arte tornano a Venezia in settembre

Dopo il successo della prima edizione nel 2018, la Michelangelo Foundation porta di nuovo alla Fondazione Cini le eccellenze del saper fare italiano, europeo e anche giapponese, per riscoprire la bellezza del lavoro delle mani. Anche con itinerari in città


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L’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia © Courtesy of Fondazione Giorgio Cini

3' di lettura

Homo Faber, bellezza del 'fare' con le mani

Dopo il successo della prima edizione, nel 2018, torna quest’anno alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia Homo Faber , evento culturale dedicato alle eccellenze dei mestieri d’arte d’Europa. Organizzato dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, si terrà nell’isola di San Giorgio Maggiore dal 10 settembre all’11 ottobre, con 17 spazi espositivi su circa 4mila metri quadri, ognuno dedicato a un aspetto dell’artigianato d’eccellenza, dall’oreficeria alla mosaicistica, dai maestri cartai ai liutai, artigiani che sarà possibile ammirare al loro tavolo di lavoro.

Focus sulle eccellenze artigiane del Giappone
Ospite speciale della seconda edizione sarà il Giappone, con una serie di mostre dedicate ai suoi “Tesori Nazionali Viventi”, appellativo che il Paese del Sol Levante attribuisce ai suoi migliori maestri artigiani: saranno loro a portare a Homo Faber 2020 oggetti realizzati con tecniche antiche, dalla lacca alla tintura dei tessuti.

«Celebrare i mestieri d'arte d'Europa e le grandi tradizioni del Giappone significa rendere omaggio ai maestri artigiani che ogni giorno si dedicano alla creazione dell'eccellenza», commenta Johann Rupert, co-fondatore della Michelangelo Foundation, che di Homo Faber 2020 è l'organizzatore. «Ed è corretto parlare di tesori viventi: il loro impegno contribuisce a dare valore alle nostre vite e ci dimostra che l'alto artigianato rappresenta ancora oggi una forza vitale in continuo movimento».

(Robilant©Michelangelo Foundation)

Fra yacht e allestimenti d’opera
Tra le tante esperienze, il pubblico potrà anche scoprire l'artigianalità dietro alle creazioni di alcune maison del lusso, ammirare un allestimento particolarmente iconico della Madama Butterfly di Puccini firmato Robert Wilson e ritrovare nelle acque della laguna il leggendario Eilean, yacht costruito in Scozia nel 1936, restaurato in Italia da un team di maestri specializzati.

«L'unicità di Homo Faber 2020 sta nel fatto che ci permette di vedere cosa succede quando cuore e mente si esprimono attraverso le mani» - spiega Franco Cologni, co-fondatore della Michelangelo Foundation e presidente della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte - . «Ancora una volta, grazie alla cornice della Fondazione Giorgio Cini e ai nostri ospiti dal Giappone, avremo il piacere di mettere in mostra dei talenti straordinari e offrire una nuova prospettiva sulla creatività».

Anche la moda avrà uno spazio spceiale: il lato più moderno dell’artigianalità sarà svelato in una “capsule collection” di abiti sostenibili per uomo e donna disegnati in Italia e realizzati a mano nel Regno Unito, creati da un gruppo di studenti italiani di design in collaborazione con i migliori talenti artigiani britannici.

Il progetto, che si articola in un percorso durato un anno, è sponsorizzato da Yoox Net-a-Porter e da The Prince’s Foundation, fondazione creata dal Principe di Galles. La collezione sarà lanciata a metà del 2020 in occasione del ventesimo anniversario di Ynap Group e si ispirerà sia all’opera di Leonardo da Vinci sia al ricco patrimonio artigiano legato al mondo dei tessuti e del design in Italia e nel Regno Unito.

I curatori di Homo Faber 2020 (foto di Laila Pozzo © Michelangelo Foundation)

Quest’anno, inoltre, i percorsi di Homo Faber proseguiranno anche fra le calli di Venezia, nell’ambito dello speciale itinerario “Homo Faber in Città”: la ricchezza del patrimonio artigianale veneziano si svelerà al pubblico nelle botteghe storiche, nei laboratori della Fenice, ammirando i violini di Vivaldi esposti alla Chiesa della Pietà, nella mostra della Domus Grimani e in molti altri indirizzi.

Nel 2018 Homo Faber portò a Venezia 410 artigiani e designer, 900 opere uniche e 91 dimostrazioni dal vivo, attirando 62.500 visitatori.

Per approfondire:
Il saper fare dgli artigiani spinge la crescita

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