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Honda Adv350, come va lo scooter adventure

Fratello minore dell’X-Adv 750, l’Adv350 di Honda ha in comune il frontale grintoso e la possibilità di affrontare anche gli sterrati. Ecco come va

di Gianluigi Guiotto

3' di lettura

Nel 2016 con l'X-Adv Honda inaugurò un segmento, quello degli scooter/moto in grado di affrontare il fuoristrada (non troppo impegnativo). Cilindrata e peso importanti per uno scooter e il prezzo, però, hanno instillato qualche dubbio a quanti utilizzano lo scooter tutto l’anno, con molti km percorsi in ambiente urbano. Per dissiparli la Casa nipponica ha rilanciato con l’Adv350 (7mila euro) che rappresenta un’ottima soluzione per il tragitto casa-lavoro ma anche per le gite del weekend. Vediamo perché.

Motore e ciclistica

Il cuore dell’Adv350 è già conosciuto perché è lo stesso del Forza 350 e dell’Sh350: il monocilindrico a 4 valvole di 330 cc eroga una potenza di 29,2 cv a 7.500 giri e una coppia di 31,5 Nm a 5.250 giri, ma soprattutto è la perfetta espressione dell’attuale tecnologia Honda in fatto di motori. È però sulla ciclistica che questo Honda si distingue dalla concorrenza. Al telaio, un leggero tubolare in acciaio, è fissata da due piastre di sterzo la forcella a steli rovesciati da 37 mm, mentre i nuovi ammortizzatori posteriori con serbatoio del gas separato sono fissati al forcellone monoblocco in alluminio.

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22YM HONDA ADV350

L’escursione delle sospensioni è notevole per uno scooter che monta due ruote in alluminio da 15” davanti e 14” dietro con un design dei cerchi a 6 razze incrociate inedito: 125 mm la forcella, 130 mm il forcellone, tanto che la ruota posteriore sembra quasi piccola; sono valori che consentono di non farsi impensierire dalle numerose buche e avvallamenti delle nostre strade, e nemmeno da qualche strada bianca o da uno sterrato non troppo impegnativo, supportati anche dagli pneumatici semi-tassellati Metzeler Karoo Street di primo equipaggiamento. Tradotto: se per arrivare alla spiaggia bisogna percorrere 2 km di strada tra i boschi, con l’Adv350 non è un problema.

Come va

La sella a 795 mm da terra e la sua conformazione consentono a piloti sopra i 170 cm di toccare bene a terra con entrambi i piedi. La strumentazione, composta da un display Lcd, è posta in alto ed è facilmente visibile senza togliere gli occhi dalla strada; offre tutte le informazioni che occorrono e si collega allo smartphone grazie all’Honda Smartphone Voice Control system integrato (si gestisce dal blocchetto di sinistra del manubrio) che, tramite un app dedicata, consente d’impartire comandi vocali ottenendo informazioni nelle cuffie dell'interfono. Per avviare il motore non bisogna inserire la chiave: la Smart-key, che può restare in tasca, consente di sbloccare il commutatore, di sbloccare la serratura della sella e il coperchio del serbatoio, e di aprire anche il bauletto da 50 litri (di serie) premendo il pulsante sotto di esso. Il manubrio (biconico con tanto di paramani) è largo e consente di manovrare molto bene da fermo (i 186 kg con il pieno di benzina si sentono relativamente poco) e a basse velocità: nel traffico si sfilano bene le auto, sfruttando anche l’interasse di 1.520 mm, abbastanza contenuto. La posizione in sella è rilassata ed è possibile puntare le punte dei piedi sulla parte inclinata della pedana, quando si vuole guidare più rilassati.

22YM HONDA ADV350

Nel traffico l’Adv350 offre accelerazioni e riprese notevoli, abbinate a frenate altrettanto decise (a patto di strizzare bene le due leve), grazie ai due dischi (da 256 mm davanti e da 240 mm dietro) e all’Abs a due canali; quando si frena decisi, le frecce lampeggiano a indicare la frenata di emergenza (Emergency Stop Signal). Inoltre, per affrontare le strisce pedonali umide c’è il controllo di trazione regolabile su tre livelli (1, 2, off) che taglia trazione alla ruota posteriore per evitare di perdere aderenza. Tangenziali e autostrade non sono un problema: i 130 km/h si tengono bene e resta anche un certo margine in caso di sorpassi. Unico neo: la protezione offerta dal parabrezza, che è sì regolabile (a due mani, quindi da fermi, ma senza attrezzi), ma lascia scoperte le spalle (e parte del casco per i più alti). Degna di lode, invece, è la capacità di carico: nel sottosella entrano due caschi integrali (ma la borsa della palestra fatica un po’, vista la conformazione a “8” del vano), il bauletto è enorme e c’è anche un vano nel retroscudo con una presa Usb tipo C. Ultima nota per i consumi: Honda promette oltre 29 km/l nel ciclo medio, noi abbiamo rilevato una media di 27,6 km/l con un’autonomia complessiva di 323 km grazie al serbatoio da 11,7 litri.

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