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Honda e le moto Made in Atessa: Ingegneria giapponese e stile italiano

Il valore della progettazione e della produzione di scooter e moto in Italia

di Federico Cociancich

Honda 350 scooters 2022. Condividono lo stesso motore ma il design e le soluzioni tecniche adottate donano loro personalità ben distinte

4' di lettura

L’Italia è spesso considerata il “centro di gravità” della cultura motociclistica europea, con una passione radicata per tutto ciò che è due ruote, la cui influenza si estende a tutto il mondo. Non è quindi un caso che Honda abbia scelto l'Italia come “avamposto” europeo per la progettazione e produzione delle proprie moto e dei propri scooter. A Roma ha infatti sede l'unico Centro di Ricerca & Sviluppo Europeo della Casa Giapponese, mentre ad Atessa, in provincia di Chieti, ha sede la storica fabbrica che ormai da più di 50 anni produce gran parte delle due ruote destinate al mercato europeo.

Un Centro unico in Europa

Il Centro di progettazione Honda Motor di Roma rappresenta un'eccellenza italiana: è l'unico in Europa e dialoga proattivamente con quello giapponese al design dei nuovi modelli di moto e scooter e al restyling di quelli esistenti.

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Abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con alcuni designer, che ci hanno raccontato di come il processo di creazione di un nuovo modello, o del restiling di uno esistente, sia lungo e complesso e possa durare anche due-tre anni. Il Centro viene coinvolto in tutti i progetti, non solo nella sezione estetica ma anche in quella più tecnica, con la responsabilità di rappresentare i gusti e le esigenze di tutta Europa. Dall'idea iniziale, fino ai primi mockup e quindi ai prototipi funzionanti, il team italiano si confronta costantemente con quello in Giappone, affinando continuamente i diversi elementi e tenendo sempre in considerazione le esigenze e i costi di una produzione in serie. Dal Centro italiano sono nati modelli come l'X-ADV o la nuova Africa Twin, definita da Maurizio Carbonara, Chief Project Designer, come “un bilanciamento perfetto tra Performance, Comfort, Equipment e prezzo”. “Noi facciamo le nostre proposte e cerchiamo di convincere il team di sviluppo e i dirigenti giapponesi, che ovviamente hanno un modo di vedere diverso dal nostro: ogni nostra scelta deve quindi essere supportata da dati, indagini di mercato e feedback da parte di clienti, concessionari e team interni. Ovviamente sì devono accettare dei compromessi ma alla fine è emozionante veder “nascere” una nuova moto.”

Sempre al Centro italiano si deve il restiling della Hornet, al quale ha lavorato Giovanni Dovis, che ci ha raccontato di come si sia ispirato alle forme di alcuni insetti per le nuove linee.

Honda Atessa prototypes 100. Negli ultimi 52 anni, lo stabilimento di Atessa ha prodotto 40 diversi tipi di moto e 30 diversi modelli di scooter

Trecentocinquanta per tre

Finito l'incontro romano abbiamo attraversato l'Italia da costa a costa fino ad Atessa, sede dello stabilimento Honda. Per farlo abbiamo utilizzato i tre scooter Honda motorizzati 350cc: SH350i, ADV350 e Forza 350. Pur dotati dello stesso motore, rivelano caratteristiche di guida estremamente differenti.

L'SH è in assoluto lo scooter che domina le classifiche di immatricolazione nei principali Paesi europei, le ruote alte, il pianale piatto e l'estrema semplicità di guida lo rendono perfetto per affrontare in sicurezza le sconnesse strade cittadine ma ha mostrato qualche limite aerodinamico, in gran parte a causa del parabrezza, nei percorsi extraurbani e autostradali.

L'ADV 350 è il figlio minore dell'X-ADV con motore 750: grazie alle ottime sospensioni e al design aerodinamico ha un comportamento particolarmente stabile alle alte velocità, inoltre l'abbondante spazio sotto la sella e una posizione di guida estremamente comoda lo rendono il mezzo ideale per le gite fuoriporta, anche in compagnia del proprio partner.

Il Forza 350 è stata una vera rivelazione: stabile e prestante in autostrada, si destreggia egregiamente anche nel traffico cittadino; il parabrezza regolabile con la semplice pressione di un tasto sul manubrio si adatta alla velocità senza essere invasivo, mentre il controllo di trazione mantiene l’aderenza dello pneumatico posteriore a un livello sempre ottimale.

Le Honda Made in Italy

Lo stabilimento di Atessa è una delle 35 fabbriche che Honda ha in 21 Paesi. Ha iniziato la produzione nel 1971, con i primi 125 cc (CB125E) e da allora ha realizzato decine e decine dei modelli più rappresentativi del Gruppo Giapponese. Nel 1985 l’NS125F con il logo ’made in Atessa’, domina il mercato e gare “Sport Production” e due anni dopo Honda Motor richiede addirittura una versione speciale destinata al mercato giapponese che ha portato all’NS125R Adriatico, caratterizzata dai colori della nostra bandiera. Nel 2001 l’Hornet 600 diventa la prima motocicletta Honda di grande cilindrata prodotta fuori dal Giappone e la produzione di Atessa copre l’intero mercato europeo. Nel 2017 si è festeggiato il milionesimo SH prodotto (dal 1996) e nel 2021 lo stabilimento ha festeggiato i 50 anni di attività.

Oggi lo stabilimento produce 8 modelli differenti con più di 100 combinazioni di colorazioni e varianti. I numeri sono impressionanti: vengono “sfornati” 600 scooter al giorno, uno scooter ogni 90 secondi (il tempo di produzione è di circa 45 minuti), e la capacità complessiva massima è di ben 130mila moto all'anno. La sola produzione italiana rappresenta il 54% di quella europea in termini di volume e qui inoltre vengono realizzate decine di versioni particolari e prototipi, così come gli scooter con le colorazioni speciali utilizzati nei paddock delle corse. Nello stabilimento, che pur si appoggia a fornitori in zona per alcuni elementi, si esegue tutto il processo di produzione: dalla fusione dell'alluminio alla rifinitura, dall'assemblaggio dei motori alla saldatura dei telai, dalle fasi di verniciatura a quelle di assemblaggio vero e proprio, fino all'ispezione e ai test finali. Atessa si occupa anche della produzione degli accessori e sempre qui vengono compiuti tutti i test per la verifica dei requisiti di omologazione.

C'è ovviamente grande attenzione per la qualità dei prodotti, ma anche verso i lavoratori: la qualità viene migliorata costantemente “dal basso”: ogni lavoratore ha la possibilità di proporre innovazioni sia al processo produttivo, sia a quello organizzativo. Queste vengono valutate ed eventualmente applicate a tutte le fabbriche Honda. Si realizza quindi una sorta di contest a livello globale che ogni anno esamina più di 700 proposte e migliora costantemente l'efficienza del lavoro e la qualità della vita dei lavoratori. Ad esempio di recente il reparto Formazione ha ideato una speciale morsa per fissare con dei rivetti un pannello in plastica: questa “semplice” soluzione ha ottimizzato i tempi di assemblaggio, creato meno stress al pezzo e affatica meno gli addetti della catena di montaggio.

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