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Honda Sh350i, come va il nuovo scooter a ruote alte giapponese

Lo scooter, costruito nella fabbrica Honda di Atessa, allarga gli orizzonti per coprire distanze maggiori per lavoro e tempo libero

di Gianluigi Guiotto

3' di lettura

Presentato alla fine dello scorso anno, l’Sh350i (6mila euro su strada) è arrivato a sostituire il più grande della famiglia dei ruote alte (entrambe da 16”) di Honda – l’Sh300 (al quarto posto nella classifica degli scooter più venduti nel 2020). Lo scooter, costruito nella fabbrica Honda di Atessa, in provincia di Chieti, allarga gli orizzonti per poter approcciare distanze maggiori nelle uscite del weekend e nel casa-ufficio in autostrada. La novità principale è nel motore che cresce di cilindrata, passando da 279 a 330 cc: ora il monocilindrico eSP+ (enhanced Smart Power+), 4 valvole, raffreddato a liquido, soddisfa la normativa Euro 5, e sfoggia potenza e coppia maggiori per una spinta più sostenuta su tutto l'arco di giri. La potenza massima passa a 29,4 cv - 4,2 in più rispetto alla versione precedente - mentre la coppia sale a 32 Nm a 5.250 giri, ben 6,5 Nm in più rispetto al modello precedente. Il nuovo Honda aumenta così la famigliarità con l’autostrada, visto che arriva a 134 km/h effettivi.

Pur con l’aumento delle prestazioni, l’Sh350i mantiene – sulla carta – consumi ridotti: Honda dichiara 30 km/l (nel ciclo medio Wmtc) che, considerando il serbatoio da 9,1 litri, significano oltre 270 km di autonomia; nella nostra prova abbiamo rilevato una media indicata di 23,3 km/l, ma bisogna dire che abbiamo percorso molti km in autostrada e in tangenziale. Resta confermato il controllo di trazione Hstc (Honda selectable torque control), molto utile su asfalto viscido (in collaborazione con l’Abs che sorveglia i tre dischi freno da 256 mm): rileva eventuali differenze di velocità tra ruota anteriore e posteriore (entrambe sempre da 16 pollici), calcola il rapporto di slittamento e poi controlla la coppia erogata dal motore attraverso il sistema d’iniezione elettronica per evitare che la ruota posteriore pattini.

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Come va

Anche la versione 350 conferma le doti che hanno decretato il successo del 300, aggiungendo un pizzico di brio in ogni regime del motore. In sella si sta a 805 mm da terra: non è poco, ma grazie alla conformazione della seduta, praticamente tutti riescono a poggiare con sicurezza almeno un piede a terra. Lo spazio per le gambe è molto: la pedana piatta può ospitare senza problemi la borsa della palestra o quella della spesa. Di serie sono il parabrezza con paramani e il bauletto da 35 litri che ha la chiusura controllata dalla smartkey: il pulsante di apertura è posto sotto la base; è una soluzione molto comoda per i distratti cui capita di dimenticare la chiave nella serratura visto che non serve fisicamente per avviare il motore. Sotto la sella troviamo il vano in cui entra un casco integrale, e, dietro, il tappo del serbatoio: per far benzina bisogna dunque scendere dallo scooter. A proposito del parabrezza: i più alti di 185 mm potranno trovarlo un po’ fastidioso perché “taglia” la visuale della strada a circa cinque metri dalla ruota anteriore.

Una volta partiti, a sorprendere sono soprattutto due caratteristiche: l’agilità nello stretto e lo spunto del motore. La prima è merito del ridotto raggio di sterzata (45°) e della stabilità ottenuta dal telaio rivisto a fondo e alleggerito (1 kg in meno): i 174 kg con il pieno non si fanno mai sentire, nemmeno quando ci si muove a passo d’uomo. Quanto allo spunto, a ogni apertura del gas l’Sh350i risponde con prontezza e rapidità: sulla carta percorre 200 metri con partenza da fermo in 10,2 secondi, 0,7 secondi in meno del 300; la progressione è ottima: il motore spinge deciso fino a 90 km/h e poi la spinta si fa più graduale. A far dimenticare buche e pavé pensano la forcella telescopica con steli di 35 mm e (un po’ meno) i doppi ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico che lavorano insieme con il bel forcellone in alluminio pressofuso. Bene anche i freni, perfettamente adeguati alle prestazioni dello scooter. Unico neo che abbiamo rilevato è nel parabrezza che, a velocità autostradali, rende scooter e pilota più soggetti al vento e alle raffiche dei veicoli di grandi dimensioni nei sorpassi.

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